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Marchi per VTuber e YouTuber: proteggere nomi d’arte e nomi professionali

Scritto da Takefumi Sugiura | 2026/02/05

«E se, un giorno, il nome d’arte che avete utilizzato con affetto per tanti anni vi venisse improvvisamente sottratto da qualcun altro?»
«E se, dopo aver lasciato la vostra agenzia, vi venisse detto che non potrete più utilizzare il nome d’arte che avete usato finora?»

Artisti, YouTuber, VTuber, streamer, influencer… In
un’epoca in cui il nome stesso di una persona esercita un’influenza, il «nome d’arte» rappresenta la risorsa più preziosa (il marchio) della vostra vita.

Tuttavia, è proprio nel momento in cui la vostra attività entra nel vivo e il numero dei fan inizia ad aumentare che i rischi raggiungono il loro massimo.

«Improvvisamente, uno sconosciuto vi accusa di violazione del diritto di marchio»
; «Il vostro nome viene utilizzato senza autorizzazione su prodotti di scarsa qualità che non hanno nulla a che vedere con voi»

Questi problemi non sono affatto una questione che riguarda solo gli altri. La realtà è che molti creatori si trovano effettivamente ad affrontarli e, talvolta, sono costretti a sospendere la propria attività o a cambiare nome.

In questo articolo, un avvocato specializzato in proprietà intellettuale nel settore dell’intrattenimento illustrerà in modo approfondito la necessità della «registrazione del nome d’arte come marchio». Perché è necessario farlo ora, quali conseguenze si corrono se non lo si fa e quali sono i rapporti giuridici con l’agenzia. Vi invitiamo a leggere l’articolo fino alla fine come «misura preventiva» per tutelare il vostro futuro.

Indice

1. Innanzitutto, il «nome d’arte» non è tutelato dal diritto d’autore?

Uno degli errori più comuni tra i creatori è ritenere che «poiché il nome è stato ideato da me, debba essere protetto dal diritto d’autore».

Per dirla in sintesi, i «termini brevi» quali nomi d’arte, titoli e slogan, in linea di principio, non sono soggetti al diritto d’autore.

La legge sul diritto d’autore è una normativa volta a tutelare «le espressioni creative di pensieri o emozioni (= opere)». Mentre romanzi, musica e dipinti sono tutelati, i nomi d’arte composti da poche lettere difficilmente vengono considerati «espressioni creative» (essendo ritenuti banali) e, pertanto, nella maggior parte dei casi non rientrano nell’ambito di applicazione della legge sul diritto d’autore.

In altre parole, per quanto il nome che ha ideato con grande impegno possa essere unico, è molto difficile dal punto di vista giuridico rivendicare il diritto di vietarne l’uso non autorizzato sulla base del diritto d’autore.

È qui che entra in gioco il «diritto di marchio». Registrando
un marchio, si ottiene il «diritto di utilizzare in modo esclusivo» quel nome in un determinato settore (prodotti o servizi).

La registrazione del marchio è l’unico e più efficace strumento giuridico per proteggere il proprio nome.

2. I tre vantaggi della registrazione del nome d’arte come marchio

È rischioso rimandare la registrazione pensando: «Non sono ancora abbastanza famoso...». Questo perché nella registrazione dei marchi vige la regola assoluta del «primo arrivato, primo servito». Di seguito illustreremo i tre principali vantaggi derivanti dall’acquisizione del diritto di marchio.

Vantaggio n. 1: Prevenzione dell’«appropriazione indebita» o della «plagiatura» da parte di terzi

Il sistema dei marchi giapponese adotta il «principio della priorità della domanda».
Si
tratta di una regola rigorosa secondo cui il titolare del diritto non è determinato da «chi ha iniziato per primo a utilizzare il nome», bensì da «chi ha presentato per primo la domanda all’Ufficio Brevetti».

Negli ultimi anni si sta aggravando il problema dei «troll dei marchi» (registrazioni anticipate), ovvero casi in cui terzi estranei alla questione depositano e registrano arbitrariamente come marchio nomi che hanno suscitato un certo interesse su YouTube o sui social media.

Se i diritti di marchio venissero acquisiti da altri, si corrono i seguenti rischi:

  • Richiesta di cessazione dell’uso del nome: si è costretti a rimuovere i video o a modificare il nome del canale.
  • Richiesta di risarcimento danni: Le verrà richiesto un risarcimento in denaro, comprensivo anche degli utilizzi passati.
  • Richiesta di costosi canoni di licenza: si viene minacciati con la frase «Se desidera continuare a utilizzarlo, deve pagare ogni mese».

Se si provvede a registrare il marchio autonomamente, è possibile prevenire tali attacchi sul nascere e, al contrario, impedire con forza legale che altri sfruttino un nome simile per pratiche commerciali parassitarie (plagi).

Vantaggio n. 2: evitare il «ban dell’account» sulle piattaforme

Le principali piattaforme quali YouTube, X (ex Twitter), Instagram e TikTok adottano politiche estremamente severe in materia di violazione dei diritti di marchio, in linea con il principio del «Safe Harbor».

Se un terzo malintenzionato acquisisse il diritto di marchio sul Suo nome e segnalasse alla piattaforma una “violazione dei diritti”, nel peggiore dei casi il Suo account verrebbe sospeso (ban).

Immagini il rischio che il numero di follower e l’archivio dei video, accumulati nel corso di molti anni, scompaiano in un istante. Per chi opera online, l’account rappresenta il «negozio» vero e proprio.
Se detiene personalmente i diritti sul marchio, disporrà di una solida base per confutare tali segnalazioni ingiustificate, garantendo così la sicurezza del proprio account.

Vantaggio n. 3: Aumento del valore del marchio e sviluppo del business

Quando si stipulano contratti per collaborazioni con aziende, apparizioni sui media o pubblicazioni, il fatto che i diritti siano chiari (ovvero che il marchio sia registrato) infonde grande fiducia nell’azienda partner.

Inoltre, anche quando in futuro lancerete il vostro marchio di abbigliamento o venderete prodotti in collaborazione con altri, il diritto di marchio diventerà uno strumento indispensabile.
Il fatto che il «nome» diventi un bene protetto legalmente amplierà notevolmente le possibilità di business.

 

3. [Attenzione] Rischi specifici per YouTuber e VTuber e relative contromisure

Per coloro che svolgono la propria attività principalmente su Internet, esistono rischi specifici che differiscono da quelli dei tradizionali artisti.

Il «nome» e l’«avatar» dei VTuber

Nel caso dei VTuber (YouTuber virtuali), il «design del personaggio (diritto d’autore)» e il «nome (diritto di marchio)» costituiscono diritti distinti.
Anche se si è ricevuto il trasferimento dei diritti d’autore sul personaggio da parte dell’illustratore, se il diritto di marchio relativo al nome non è stato registrato, permane il rischio che qualcuno possa appropriarsi del nome.

Inoltre, poiché l’ambito di attività dei VTuber è ampio, è necessaria una tutela dei diritti da una prospettiva multidimensionale che non si limiti alla «diffusione di video (classe 41)», ma comprenda anche la «vendita di merchandising basato sull’avatar», la «trasposizione in app di gioco» e le «attività nel metaverso».

La lezione tratta dal caso «Yukkuri Chaban-geki»

Come molti di voi ricorderanno sicuramente, si è verificato un caso in cui un nome, ormai consolidato come parte della cultura condivisa su Internet, è stato registrato come marchio da una terza parte, scatenando un grande clamore.

Sebbene alla fine la registrazione sia stata rinunciata, questo episodio ha fatto comprendere all’opinione pubblica che non è sufficiente pensare “va bene perché è un nome che tutti conoscono”, ma che “un nome non registrato come marchio corre il rischio di essere monopolizzato da qualcuno”.

Il nome con cui svolgete la vostra attività potrebbe un giorno, all’improvviso, non essere più utilizzabile: per evitare una situazione del genere, l’unica soluzione è detenerne personalmente i diritti.

4. Appartenenza a un’agenzia o attività in proprio? La questione dell’«attribuzione dei diritti»

La questione che più spesso causa problemi nelle attività nel mondo dello spettacolo è quella relativa a chi detenga i diritti di marchio: l’agenzia o l’artista?

Caso A: quando i diritti appartengono all’agenzia

In generale, quando l’agenzia si fa carico dei costi di promozione per lanciare un artista, il diritto di marchio viene spesso registrato a nome dell’agenzia.

  • Vantaggi: non si devono sostenere spese di deposito né occuparsi delle pratiche di rinnovo.
  • Rischi: in caso di uscita dall’agenzia o di indipendenza, è altamente probabile che non si possa più utilizzare quel nome d’arte (si è costretti a cambiare nome).

In passato si sono verificati numerosi casi in cui ex membri di gruppi idol di fama nazionale o attrici famose, dopo essersi separate dall’agenzia, non hanno potuto più utilizzare il proprio nome vero o il nome d’arte a cui il pubblico era affezionato, vedendosi costrette a cambiare nome per continuare la propria attività.

Modello B: quando i diritti sono detenuti dall’artista stesso

  • Vantaggi: anche in caso di trasferimento a un’altra agenzia, è possibile continuare a svolgere la propria attività liberamente utilizzando il proprio nome. Il nome diventa un proprio bene patrimoniale.
  • Rischi: Si devono sostenere dei costi. È necessario negoziare il contratto con l’agenzia.

Consiglio del consulente legale: Verifichi attentamente il contratto!

Negli ultimi anni, anche alla luce delle indicazioni della Commissione per la concorrenza, i contratti in cui l’agenzia sfrutta la propria posizione dominante per limitare unilateralmente i diritti stanno venendo rivisti.
Si raccomanda vivamente a chi sta per entrare a far parte di un’agenzia o a chi si appresta a rinnovare il contratto di verificare i seguenti punti prima di firmare il contratto.

  • A chi è attribuita la titolarità dei diritti sui marchi?
  • Come viene gestito il nome d’arte al termine del contratto?

Anche nel caso in cui il marchio sia intestato all’agenzia, è possibile tutelare le proprie attività future inserendo clausole quali «il trasferimento del diritto di marchio all’artista dopo l’uscita dall’agenzia» o «la concessione di un diritto d’uso ordinario anche dopo l’indipendenza». Per ricevere assistenza nella negoziazione di tali contratti, si raccomanda di rivolgersi a un avvocato specializzato in proprietà intellettuale.

5. In quale «classe» è opportuno effettuare la registrazione? Come scegliere senza commettere errori

Nella registrazione di un marchio è necessario specificare «a quali prodotti o servizi verrà applicato» tale nome. Ciò viene definito «classe».
Un errore in questa fase può portare a situazioni del tipo: «Ho ottenuto il marchio, ma non sono riuscito a impedire la vendita di prodotti derivati».

Le principali classi indispensabili per le attività nel settore dell’intrattenimento sono le seguenti.

Classe Contenuto specifico Necessità
Classe 41 [Istruzione e intrattenimento] Offerta di attività
artistiche, concerti, pubblicazione di video su YouTube, organizzazione di seminari, gestione di blog, ecc.
[Obbligatoria] Si tratta della classe più importante per tutelare le
attività stesse.
Classe 9 [Macchine e apparecchiature (dati elettronici)]
CD, DVD, file musicali, video e immagini scaricabili, libri elettronici, NFT, ecc.
[Importante] È indispensabile se si vendono o si distribuiscono contenuti
digitali o se si vendono registrazioni vocali.
Classe 35 【Pubblicità e gestione】 Gestione e amministrazione di
fan club, pubblicità e promozione di prodotti di altre aziende (attività di influencer), gestione di negozi online.
[Consigliato] È opportuno richiederla qualora
l’attività assuma dimensioni più ampie e si disponga di un fan club o di un negozio online.
Classe 16 [Prodotti cartacei]
Libri fotografici, poster, calendari, riviste, adesivi, articoli di cancelleria, ecc.
È necessario qualora si vendano prodotti cartacei o articoli di cancelleria come gadget.
Classe 25 【Abbigliamento】
Prodotti di abbigliamento quali magliette, felpe con cappuccio, cappellini, costumi, ecc.
È indispensabile se si prevede di realizzare articoli di abbigliamento (magliette, ecc.).

Non si deve decidere con leggerezza, ad esempio limitandosi «per il momento alla sola classe 41», ma è necessario scegliere strategicamente le classi in base al tipo di articoli che si intende commercializzare e allo sviluppo commerciale previsto (app? collaborazioni nel settore alimentare? cosmetici?).

6. Quali sono i nomi che non possono essere registrati come marchi? (Motivi di rigetto e contromisure)

La presentazione di una domanda non garantisce al 100% la registrazione. Esiste infatti l’ostacolo rappresentato dal rigoroso esame da parte dell’Ufficio Brevetti. In particolare, per quanto riguarda i «nomi di persone», i criteri di esame sono severi e sono numerosi i casi in cui le domande presentate da privati vengono respinte.

① Nomi comuni (Articolo 3, comma 1, punto 4 della Legge sui marchi)

Ai sensi della legge sui marchi, i «nomi comuni» non possono, in linea di principio, essere registrati.
Ciò è dovuto al fatto che cognomi diffusi come «Tanaka» o «Sato» e nomi completi comuni come «Ichiro Suzuki» non dovrebbero essere riservati in esclusiva a una singola persona (ma dovrebbero essere utilizzabili da tutti).

[Misure da adottare] È necessario dimostrare che il nome «è diventato famoso a livello nazionale come nome d’arte» oppure registrarlo «trasformandolo in un logo dal design caratteristico».

② Casi in cui è incluso il nome di un’altra persona (Articolo 4, comma 1, punto 8 della Legge sui marchi)

Questo rappresenta il principale ostacolo alla registrazione di un nome d’arte. Qualora il marchio contenga «il nome di un’altra persona (compresi nomi d’arte famosi)», in linea di principio non è possibile registrarlo senza il consenso della persona in questione.

Si tratta di una disposizione volta a tutelare i diritti della personalità di “persone con lo stesso nome e cognome”. In altre parole, qualora il Suo nome vero o il Suo nome d’arte coincidesse per caso con quello di “qualcun altro (anche se non famoso)”, la registrazione potrebbe essere respinta.

[Misure da adottare] Se si tratta di un neologismo di pura invenzione (un nome unico), la registrazione risulterà più agevole. Qualora si intenda utilizzare un nome esistente, è indispensabile ricorrere a un’indagine e a una valutazione specialistica da parte di un avvocato specializzato in diritto dei marchi.

③ Violazione dell’ordine pubblico e del buon costume (Articolo 4, comma 1, punto 7 della Legge sui marchi)

I nomi provocatori, quelli che contengono significati discriminatori o termini antisociali non possono essere registrati in quanto «lesivi del buon ordine pubblico e dei buoni costumi».

7. Il problema della «divulgazione dell’indirizzo» dei creatori indipendenti e le relative contromisure

Quando gli YouTuber o i VTuber registrano un marchio a titolo individuale, la preoccupazione principale riguarda la «divulgazione dell’indirizzo e del nome».

Una volta presentata la domanda di registrazione del marchio, il contenuto della stessa viene pubblicato nella «Gazzetta dei marchi» e diventa consultabile da chiunque tramite banche dati quali J-PlatPat (piattaforma di informazioni sui brevetti). In tale pubblicazione vengono riportati il «nome» e l’«indirizzo» del titolare del diritto (Voi).

Per i creatori indipendenti che operano da casa, che funge anche da ufficio, ciò rappresenta un grave rischio di «rivelazione della propria identità».

Come è possibile evitarlo?

Purtroppo, in base alle procedure dell’Ufficio Brevetti, l’indicazione dell’indirizzo è obbligatoria e, in linea di principio, non è possibile rifiutare la pubblicazione nel Bollettino. Tuttavia, esistono alcune soluzioni alternative.

  • Utilizzare
    un ufficio virtuale Si tratta di affittare l’indirizzo di un ufficio virtuale, dove la corrispondenza venga ricevuta in modo affidabile, e di indicarlo come indirizzo del richiedente. (*Poiché vi saranno recapitati documenti importanti dall’Ufficio Brevetti, è necessario che il servizio di inoltro della corrispondenza sia affidabile.)
  • Costituire una società e presentare
    la domanda a nome della stessa Si tratta di costituire una “società di gestione patrimoniale (micro-società)” e presentare la domanda a nome della stessa. In questo modo, l’indirizzo di residenza del rappresentante legale non verrà pubblicato nel Bollettino dei marchi (sebbene figuri nel registro delle imprese, la difficoltà di reperimento delle informazioni aumenta di un livello).

* Alcuni ritengono erroneamente che «rivolgendosi a un consulente in brevetti l’indirizzo non venga reso noto», ma anche ricorrendo a un rappresentante (consulente in brevetti), l’indirizzo e il nome del titolare del diritto vengono pubblicati nel Bollettino dei marchi. Poiché lo schema ottimale per garantire i propri diritti tutelando al contempo la privacy dipende dalle circostanze specifiche di ciascun caso, La invitiamo a contattarci per una consulenza.

8. Costi indicativi e procedura di registrazione

Di seguito Le forniamo alcune indicazioni generali sui costi e sui tempi necessari per la registrazione di un marchio.

Tempi

  • Tempi di esame: da circa 6 a 10 mesi
    , a seconda del carico di lavoro dell’Ufficio Brevetti. Se si ricorre al «sistema di esame accelerato», i tempi possono talvolta essere ridotti a circa 2-3 mesi (soggetto a determinati requisiti).

Costi indicativi (per la registrazione in 1 classe per 5 anni)

I costi per la registrazione del marchio sono costituiti dalla somma delle «tasse da versare all’Ufficio Brevetti (timbri fiscali e imposte statali)» e dell’«onorario del consulente in materia di brevetti».
(*I seguenti importi rappresentano i costi medi praticati dagli studi di consulenza in materia di brevetti)

  • Costi di ricerca: da 10.000 a 30.000 yen circa (alcuni studi offrono questo servizio gratuitamente)
  • Costi al momento della presentazione della domanda:
    • Tasse di bollo dell’Ufficio Brevetti: 12.000 yen
    • Onorario del consulente in materia di brevetti: da 30.000 a 80.000 yen circa
  • Costi al momento della registrazione:
    • Tassa di bollo dell’Ufficio Brevetti (per 5 anni): 17.200 yen
    • Onorario del consulente in materia di brevetti: da 30.000 a 80.000 yen circa

Il costo complessivo per ciascuna classe è compreso tra 100.000 e 200.000 yen circa.

Potrebbe sembrarLe «caro», ma se si considera che si ottiene il diritto di proteggere in modo esclusivo il proprio nome per 10 anni, si tratta di un’assicurazione che, convertita in importo mensile, ammonta a circa 1.000–1.500 yen.Se paragonato alle spese processuali che si dovrebbero sostenere rivolgendosi a un avvocato in caso di
controversia, o al danno d’immagine derivante dal cambio di nome (come il costo di sostituzione delle insegne), si tratta di un investimento estremamente conveniente in termini di rapporto qualità-prezzo.

9. Perché è opportuno rivolgersi a un «patentista»?

Oggigiorno esistono servizi basati sull’intelligenza artificiale che consentono di presentare domanda online a costi contenuti, ed è anche possibile redigere autonomamente i documenti e presentare la domanda. Tuttavia, per quanto riguarda specificatamente il «nome d’arte», si raccomanda vivamente di rivolgersi a un consulente in materia di brevetti professionista. Vi sono tre ragioni a sostegno di questa scelta.

Motivo n. 1: la «capacità di confutare le obiezioni» necessaria per superare l’esame

Come accennato in precedenza, i nomi propri sono una categoria che rischia facilmente di ricevere dal Dipartimento dei Brevetti la comunicazione «Non è possibile effettuare la registrazione» (notifica dei motivi di rigetto) a causa della loro «banalità» o della somiglianza con «nomi di altre persone».

Quando si presenta una domanda avvalendosi dell’intelligenza artificiale o di un giudizio da parte di un non esperto, si tende spesso ad arrendersi a questo punto. Un consulente in brevetti, invece, è in grado di redigere una memoria legale in cui si sostiene, ad esempio, che «questo nome possiede un tale carattere distintivo» o che «si tratta di una personalità distinta», riuscendo così a persuadere l’esaminatore e a ottenere la registrazione. È proprio questa «competenza nel ribaltare il rifiuto» che costituisce il valore aggiunto di un esperto.

Motivo n. 2: «L’occhio esperto nelle classi di registrazione» a tutela dell’attività

Le attività degli YouTuber e degli influencer sono molto variegate e in alcuni casi è difficile inserirle nei quadri delle classi esistenti.
A quale classe appartiene il «tipping»? E il «salone online»?
Essere in grado di rispondere a questi modelli di business all’avanguardia e proporre una struttura di classi ottimale per evitare che i diritti vengano trascurati è un punto di forza esclusivo degli esperti.

Motivo n. 3: Consulenza in materia di controversie contrattuali

Siamo in grado di fornire un supporto completo, che non si limita alle sole procedure di registrazione dei marchi, ma comprende anche la verifica delle clausole relative alla proprietà intellettuale nei contratti con gli studi legali e la gestione delle situazioni in cui si ricevono lettere di diffida da altre società.

10. Domande frequenti (FAQ)

D. È opportuno registrare il marchio utilizzando il proprio nome vero?

R. Sì, se opera con il proprio nome vero e l’attività è consolidata dal punto di vista commerciale, ne consigliamo la registrazione. Tuttavia, nel caso di «nomi comuni», la registrazione risulta difficile, pertanto è necessaria una strategia, come ad esempio la creazione di un logo.

D. I diritti sono validi anche all’estero?

R. No, i diritti di marchio giapponesi sono validi solo sul territorio nazionale. Qualora si intenda operare in modo sistematico all’estero o svolgere attività di e-commerce transfrontaliero, è necessaria la registrazione internazionale del marchio nei paesi di destinazione (ad esempio tramite la domanda AIE).

D. Quanto tempo occorre per la registrazione?

A. Di norma, da sei mesi a un anno circa. Tuttavia, i tempi possono variare a seconda della situazione degli esami presso l’Ufficio dei Brevetti. Se ha urgenza, può prendere in considerazione la possibilità di ricorrere all’«esame accelerato».

Riepilogo: solo Lei può proteggere il Suo nome

Il nome d’arte o il nome con cui si svolge l’attività sono il frutto del Suo talento e del Suo impegno, nonché il “volto” fondamentale che la lega ai Suoi fan. Perdere
quel nome o vederlo infangato da qualcun altro solo perché non ne era a conoscenza rappresenta la perdita più grave per un creatore.

“Quando si diventa famosi” è ormai troppo tardi.
Prima che qualcuno ne approfitti e prima di essere coinvolti in problemi.
Perché non iniziare proprio ora, consultando un esperto per verificare se il Suo nome è registrabile e quali classi di registrazione sono necessarie?

Il nostro studio è specializzato nell’assistenza per la registrazione dei marchi nel settore dell’intrattenimento e per i creatori indipendenti. Vi forniremo un supporto chiaro e accurato anche nelle
complesse questioni relative ai diritti. In qualità di partner che tutela i Suoi sogni dal punto di vista legale, non esiti a contattarci per una consulenza.

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Un avvocato specializzato in proprietà industriale Le proporrà il piano più adatto alle Sue attività.

AUTORE / Autore

Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)

Studio di proprietà intellettuale EVORIX – Avvocato specializzato in proprietà industriale e rappresentante legale

Assiste clienti in un'ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, occupandosi di tutto il processo che va dal deposito di domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritti d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause di contraffazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei consulenti in proprietà industriale del Giappone, l’Associazione asiatica dei consulenti in proprietà industriale (APAA) e l’Associazione giapponese dei marchi (JTA).