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Nel corso dello sviluppo di un marchio, potrebbero presentarsi occasioni in cui si utilizza un marchio contenente un “nome di località”. Quali problemi potrebbero sorgere nel caso in cui si intenda ottenere la tutela di un marchio di questo tipo?
Poiché un marchio deve fungere da segno distintivo dei prodotti o dei servizi, i “nomi di località” in sé non possono essere registrati come marchi.
Esempi di marchi contenenti nomi di località non registrabili
Analogamente, anche i marchi composti da un «nome di località» e da una «denominazione generica di prodotti o servizi» (denominata «denominazione generica») non possono, in linea di principio, essere registrati.
Esempi di «nome di località + denominazione generica» non registrabili
Si tratta di marchi che non costituiscono un segno distintivo, o che lo sono in misura estremamente limitata; inoltre, poiché si ritiene che non sia equo consentire a un singolo soggetto di detenere in esclusiva marchi composti da «nomi di località» o da «nomi di località + denominazioni comuni» – termini che chiunque vorrebbe utilizzare in modo descrittivo – la loro registrazione non è consentita dalla legge.
Tuttavia, anche nel caso di marchi di questo tipo, in alcuni casi è possibile ottenere, in via eccezionale, la tutela dei diritti continuandone l’uso per un certo periodo. Anche se inizialmente si tratta di un marchio con scarso carattere distintivo e poco idoneo a fungere da segno distintivo, se, a seguito di un lungo periodo di utilizzo, tale marchio viene riconosciuto dai consumatori (utenti) come indicazione di provenienza, esso viene registrato.
Punti chiave
Se si desidera ottenere la tutela di un marchio costituito da «nome di località + denominazione generica», è necessario presentare la domanda dopo averlo utilizzato per un certo periodo e averne acquisito notorietà. Tuttavia, poiché è richiesta una notorietà a livello nazionale, si tratta di un metodo che presenta ostacoli molto elevati. Fino al momento dell’ottenimento della tutela, non è possibile impedire a terzi di utilizzare tale marchio.
Nello specifico, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della Legge sui marchi, è necessario presentare prove quali un uso pluriennale, attività pubblicitarie e risultati di vendita per dimostrare che il marchio sia ampiamente riconosciuto tra i consumatori.
Ottenere una notorietà a livello nazionale non è facile, ma se il marchio viene trasformato in un logo in misura significativa, la registrazione risulta più agevole. Trasformando il marchio da semplice testo a logo dal design accattivante, è possibile compensare lo scarso carattere distintivo della parte testuale.
Attenzione
La trasformazione in logo è consigliabile solo nei casi in cui il logo sia fondamentale per il marchio. Si prega di tenere presente che creare un logo al solo scopo di ottenere la registrazione significa invertire l’ordine delle priorità. Inoltre, occorre prestare attenzione al fatto che, in caso di registrazione come marchio con logo, l’ambito di protezione è limitato al disegno del logo stesso, pertanto l’uso delle sole lettere non è tutelato.
D’altra parte, è possibile ottenere la registrazione senza problemi per un marchio costituito da un «nome di località» più un «neologismo» (o un termine analogo). Tuttavia, in questo caso potrebbe essere necessario definire con cura i prodotti designati per evitare che si verifichi un «erroneo riconoscimento della qualità del prodotto o del servizio».
Ad esempio, se il marchio contiene la parola «Osaka», i consumatori tenderanno naturalmente a ritenere che il prodotto sia stato fabbricato a Osaka o che sia fornito a Osaka. Se, nonostante la presenza della parola «Osaka», il prodotto fosse in realtà fabbricato a Tokyo, ciò causerebbe un errore di percezione da parte dei consumatori riguardo alla qualità o alla provenienza.
Misura correttiva: limitazione del luogo di provenienza dei prodotti designati
Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, punto 16, della legge sui marchi, per evitare un errore di percezione riguardo alla qualità è necessario limitare l’indicazione dei prodotti designati specificando, ad esempio, «prodotto a Osaka».
Si noti che, effettuando una ricerca sui marchi contenenti la parola «Osaka» sulla piattaforma di informazioni sui brevetti (J-PlatPat), ne vengono individuati in numero talmente elevato da non poter essere elencati tutti. Tra questi vi sono anche marchi in cui i prodotti designati non sono limitati con la dicitura «prodotto a Osaka...».Si tratta di marchi in cui, sebbene sia presente la parola «Osaka», il marchio nel suo complesso è ritenuto un neologismo; in altre parole, si ritiene che il consumatore non possa erroneamente ritenere che si tratti di un prodotto «prodotto a Osaka».
Esempio di registrazione: registrazione del marchio n. 4436555
| Marchio | Osaka-ō |
| Prodotti e servizi designati | Classe 30: gyoza |
| Titolare del marchio | Han'ei Co., Ltd. |
| J-PlatPat | Visualizza i dettagli |
Si mettono a confronto i tre principali approcci per la registrazione di marchi contenenti nomi di località. Poiché ciascuno presenta vantaggi e svantaggi, è importante scegliere la strategia più adeguata alla situazione.
| Elementi di confronto | Notorietà acquisita con l’uso | Trasformazione in logo | Nome geografico + neologismo |
|---|---|---|---|
| Difficoltà di registrazione | Elevata (è necessaria la notorietà a livello nazionale) | Media | Bassa (la parte neologica presenta carattere distintivo) |
| Tempo richiesto | Lungo periodo (è necessario accumulare un track record di utilizzo) | Periodo relativamente breve | Periodo di esame standard |
| Ambito di protezione | Ampio (registrabile come marchio denominativo) | Ristretto (limitato al disegno del logo) | Ampio (ambito di somiglianza della parte neologica) |
| Costi | Elevato (spese per pubblicità e raccolta di prove) | Medio (costi di progettazione) | Basso (spese di deposito standard) |
| Necessità di limitazione alla zona di produzione | Spesso non è necessaria | Spesso non è necessaria | Necessaria a seconda dei casi (per evitare errori di identificazione della qualità) |
| Casi consigliati | Marchi già utilizzati da molti anni | Marchi per i quali il design è fondamentale | Lancio di un nuovo marchio |
Riteniamo che molti marchi contenenti nomi di località siano, per loro natura, legati ai marchi regionali. La legge sui marchi prevede un sistema finalizzato alla tutela dei marchi regionali, denominato «marchio collettivo regionale».
Caratteristiche del marchio collettivo regionale
Presentando una domanda come marchio collettivo regionale, è possibile ottenere la registrazione anche senza aver raggiunto una notorietà a livello nazionale. La registrazione è concessa se il marchio gode di una notorietà significativa, tenendo conto della tipologia di prodotti o servizi e dei canali di distribuzione.
Se l’obiettivo non è quello di un singolo individuo, ma di promuovere a livello regionale il marchio di un prodotto tipico, si raccomanda di avvalersi del marchio collettivo regionale.
Esempio di registrazione: registrazione del marchio n. 5063730 «Senshu Mizu-nasu»
| Marchio | Melanzana d’acqua di Senshu |
| Prodotti e servizi designati | Melanzane d’acqua prodotte nella regione di Senshu, nella prefettura di Osaka |
| Titolare del marchio | Cooperativa agricola di Senshu, Osaka (città di Izumisano, Prefettura di Osaka); Cooperativa agricola di Izumi (città di Kishiwada, Prefettura di Osaka) |
| J-PlatPat | Visualizza i dettagli |
A titolo di curiosità, anch’io, in qualità di autore del presente articolo, in passato mi sono occupato, in qualità di consulente in brevetti in qualità di rappresentante, della domanda di registrazione di un marchio collettivo regionale. All’epoca si trattava dei marchi «Tokyo Ni-hachi Soba» e «Tokyo Ni-hachi Soba», costituiti dalla combinazione di «Tokyo» e «Ni-hachi Soba». Anche questi sono stati registrati senza intoppi e sono tuttora protetti.
Come sistema di tutela della proprietà intellettuale regionale, oltre al marchio collettivo regionale, esiste il cosiddetto «sistema di tutela delle indicazioni geografiche (IG)». Sebbene possa sembrare un sistema simile a quello del marchio collettivo regionale, questo è di competenza del Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca e la sua protezione riguarda esclusivamente i prodotti agricoli, forestali e ittici, nonché i prodotti alimentari e le bevande.Poiché è necessario un periodo di utilizzo (produzione) di circa 25 anni, gli ostacoli da superare sono elevati.
Vantaggi del sistema di protezione delle IG
Come si può notare, la registrazione dei marchi contenenti nomi geografici presenta una situazione piuttosto complessa. È fondamentale scegliere l’approccio più adeguato in base alle circostanze.
Punti chiave di questo articolo
Se desiderate ottenere la tutela di un marchio contenente un «nome di località» o registrare un marchio collettivo regionale o il sistema di protezione delle indicazioni geografiche (IG), non esitate a contattarci.
Consulenza in merito alla domanda di registrazione e alla tutela dei marchi contenenti nomi di località
I nostri consulenti in materia di brevetti Le forniranno un'assistenza attenta e dettagliata
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Studio di proprietà intellettuale EVORIX – Avvocato specializzato in proprietà industriale, titolare
Assiste clienti operanti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, occupandosi di ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritti d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).