evorix blog

Componenti automobilistici e veicoli elettrici: perché depositare brevetti oggi

Scritto da Takefumi Sugiura | 2026/04/11

I produttori di componenti automobilistici stanno attualmente attraversando un periodo di profonda trasformazione, che si verifica una volta ogni cento anni. Le quattro megatendenze denominate CASE (Connected, Autonomous, Shared, Electric) stanno scuotendo il settore dalle fondamenta e, in particolare, il passaggio ai veicoli elettrici (EV) sta modificando radicalmente la struttura dell’intera catena di approvvigionamento.

Motori, trasmissioni, sistemi di scarico: mentre gran parte delle tecnologie sviluppate nell’era dei motori a combustione interna sta diventando superflua, stanno rapidamente emergendo nuovi settori tecnologici quali batterie, motori elettrici ed elettronica di potenza.In questo contesto di profondi cambiamenti, i tradizionali rapporti commerciali e i quadri dei «gruppi industriali» stanno iniziando a sgretolarsi; ai produttori di componenti viene richiesto di dimostrare il valore delle proprie tecnologie e di acquisire nuovi clienti.

L’arma più potente a loro disposizione è proprio il «brevetto». Nel presente articolo, dal punto di vista di un consulente in brevetti, illustreremo in dettaglio perché i produttori di componenti automobilistici dovrebbero ottenere brevetti nell’era dei veicoli elettrici, quali settori dovrebbero puntare e quali misure concrete adottare per un approccio strategico alla proprietà intellettuale.

1. L’impatto della transizione verso i veicoli elettrici sulla catena di fornitura

L’ondata della transizione verso i veicoli elettrici non si limita alla semplice sostituzione del gruppo motopropulsore. Si tratta di una vera e propria «trasformazione dirompente» che sta ristrutturando l’intera catena di fornitura dell’industria automobilistica. Comprendere correttamente la natura di questo cambiamento costituisce il primo passo verso una strategia di sopravvivenza.

1-1. Drastica riduzione dei componenti dei motori a combustione interna: da 30.000 a 20.000

I veicoli con motore a combustione interna (ICE) sono costituiti da circa 30.000 componenti, ma si stima che nei veicoli elettrici (EV) tale numero scenderà a circa 20.000. Molte categorie di componenti, quali il motore stesso, la trasmissione, il sistema di iniezione del carburante, i componenti del sistema di scarico e parte del sistema di raffreddamento, diventeranno del tutto superflue.

Confronto tra il numero di componenti

Veicoli con motore a combustione interna (ICE): circa 30.000 componenti → Veicoli elettrici (EV): circa 20.000 componenti
Si calcola che circa 10.000 componenti, ovvero circa un terzo del totale, diventeranno superflui. Solo per quanto riguarda il motore, scompariranno diverse migliaia di componenti e i fornitori coinvolti saranno costretti a ridimensionare notevolmente le loro attività esistenti.

Sebbene questo cambiamento proceda in modo graduale, il suo ritmo sta accelerando.In Europa è stata annunciata l’intenzione di vietare di fatto la vendita di auto nuove con motore a combustione interna (ICE) entro il 2035, mentre in Cina la quota di vendita dei veicoli a nuova energia (NEV) sta aumentando rapidamente. Anche gli OEM giapponesi stanno accelerando la transizione verso i veicoli elettrici (EV) e, per i produttori di componenti, la questione non è più un problema che li riguarda solo indirettamente.

1-2. Il crollo dei gruppi industriali — Non è possibile sopravvivere basandosi sui «rapporti di collaborazione»

Il «sistema di approvvigionamento in serie», che ha sostenuto l’industria automobilistica giapponese, ha costituito per molti anni la base per ordini stabili e miglioramenti della qualità. Tuttavia, il passaggio ai veicoli elettrici sta scuotendo questa struttura dalle fondamenta.

Il rischio di crollo del sistema di filiali

Nello sviluppo dei veicoli elettrici, gli OEM mostrano una tendenza sempre più marcata a selezionare fornitori con competenze tecniche a livello globale, senza lasciarsi vincolare dai tradizionali sistemi di affiliazione. I nuovi produttori di veicoli elettrici, come Tesla e BYD, non hanno mai fatto parte di alcun sistema di affiliazione e trattano direttamente con le aziende in possesso delle tecnologie più adatte. Si sta quindi aprendo un’era in cui non sarà più possibile mantenere gli ordini basandosi esclusivamente sui rapporti commerciali esistenti.

In effetti, nei reparti acquisti dei principali OEM si sta diffondendo in modo evidente la tendenza a includere la «capacità di proporre soluzioni tecnologiche» e il «portafoglio di proprietà intellettuale» tra i criteri di selezione fondamentali. Si sta creando una situazione in cui, se un rappresentante commerciale di un produttore di componenti si limita a dire «la nostra azienda fa parte della catena di fornitura XX», non riesce nemmeno più a sedersi al tavolo delle trattative.

1-3. La trasformazione in un’azienda orientata alla proposta è una condizione di sopravvivenza

Con l’indebolirsi dei confini tra i gruppi industriali, ciò che viene richiesto ai produttori di componenti è la transizione da un modello basato sugli ordini, in cui «si produce ciò che viene richiesto», a un modello propositivo, in cui «si propongono autonomamente tecnologie e si creano nuovi valori».

Nel mondo dei veicoli elettrici (EV) si accumulano numerose sfide tecniche diverse da quelle dei tradizionali componenti per motori a combustione interna (ICE), quali la gestione termica delle batterie, i materiali leggeri e le misure contro NVH (rumore, vibrazioni e ruvidità). Saranno proprio le aziende in grado di proporre soluzioni originali a queste sfide a ricoprire un ruolo centrale nella nuova catena di fornitura.

E a sostenere tali proposte sono i brevetti. I brevetti non si limitano alla semplice tutela legale, ma costituiscono la prova più convincente del fatto che «la nostra azienda dispone di soluzioni esclusive in questo settore tecnologico».

Veicoli ICE vs veicoli elettrici (EV): confronto tra i principali componenti

Categoria di componenti Veicoli ICE Veicoli elettrici Impatto
Motore Obbligatorio Non necessario Fornitori correlati: forte riduzione
Trasmissione Obbligatorio Semplificazione significativa Non è necessario un cambio a più marce
Sistema di alimentazione Obbligatorio Non necessario Eliminazione della pompa del carburante e del sistema di iniezione
Sistema di scarico Obbligatorio Non necessario Scomparsa del mercato dei silenziatori e dei catalizzatori
Pacchetto batterie Di piccole dimensioni Di grandi dimensioni e componenti chiave Un mercato enorme per i nuovi operatori
Motori Solo apparecchiature ausiliarie Azionamento principale Richiesta in forte aumento di motori ad alta efficienza
Sistemi di gestione termica Concentrati sul raffreddamento del motore Gestione della temperatura delle batterie I requisiti tecnici sono cambiati in modo significativo
Elettronica di potenza Limitata Inverter e simili indispensabili Nuova domanda nel settore dei semiconduttori

2. Perché proprio ora i produttori di componenti automobilistici hanno bisogno di brevetti?

Nell’era dei veicoli elettrici (EV), i brevetti non rappresentano semplicemente una «protezione giuridica della tecnologia». Si tratta di uno strumento poliedrico a sostegno della strategia aziendale stessa. Di seguito illustreremo quattro motivi per cui i produttori di componenti automobilistici dovrebbero procedere immediatamente all’ottenimento di brevetti.

Motivo 1: Diventa lo strumento di vendita più potente

Nella ricerca di nuovi clienti, i brevetti esercitano un effetto straordinario come «prova oggettiva della competenza tecnica». Inserendo i numeri di brevetto e una sintesi tecnica nei materiali di vendita, si conferisce un fondamento giuridico all’affermazione «Si tratta di una tecnologia esclusiva della nostra azienda».In particolare, nelle trattative con OEM esteri o con i nuovi produttori di veicoli elettrici, la presenza o meno di un portafoglio brevettuale rappresenta spesso il punto di svolta che determina se si avrà o meno l’opportunità di essere ascoltati. Inserendo le informazioni relative ai brevetti nelle proposte tecniche, sarà molto più agevole conquistare la fiducia del cliente già durante il primo incontro.

Il brevetto è il «biglietto da visita più potente»

In un’epoca in cui il sostegno dei gruppi industriali sta venendo meno, il fatto di «possedere X brevetti» ha un potere persuasivo superiore a qualsiasi argomentazione commerciale. Soprattutto nel mercato globale, sono sempre più frequenti i casi in cui la presenza o meno di brevetti costituisce un prerequisito per la conclusione di un accordo. I brevetti sono, a tutti gli effetti, il «biglietto da visita più efficace».

Motivo 2: Allontanarsi dalla concorrenza sui prezzi

Le tecnologie protette da brevetto generano un «valore unico» che le altre aziende non possono facilmente imitare. Ciò consente di affrancarsi da trattative incentrate esclusivamente sulla pressione alla riduzione dei costi e di stabilire prezzi adeguati basati sul valore della tecnologia. In assenza di brevetti, per quanto eccellente possa essere la tecnologia, aumenta il rischio di essere coinvolti nella concorrenza sui prezzi a causa dell’imitazione da parte dei concorrenti.La creazione di barriere all’ingresso tramite i brevetti è una strategia aziendale che si riflette direttamente sulla garanzia dei margini di profitto.

Motivo 3: Prevenzione del rischio di violazione e potere negoziale

Nel settore dei veicoli elettrici (EV), si stanno verificando continui ingressi da parte di aziende di settori diversi, con una rapida espansione della rete di brevetti.Produttori di apparecchiature elettriche, aziende chimiche e fornitori IT stanno depositando attivamente domande di brevetto, con conseguente aumento del rischio che i produttori di componenti automobilistici violino inconsapevolmente i brevetti altrui. Se la propria azienda detiene dei brevetti, questi possono essere utilizzati come carta da giocare nelle trattative di licenze incrociate in caso di eventuali controversie in materia di brevetti. La creazione di un portafoglio di brevetti è indispensabile non solo dal punto di vista «offensivo», ma anche da quello «difensivo».

Motivo 4: Il biglietto d’ingresso per l’innovazione aperta

Lo sviluppo tecnologico nell’era dei veicoli elettrici non può più essere portato a termine da una singola azienda. Sono indispensabili lo sviluppo congiunto e le alleanze con una varietà di attori, quali OEM, produttori di materiali, produttori di componenti elettronici e startup. Per partecipare a questi contesti di innovazione aperta, è necessario disporre di «proprietà intellettuale da mettere a disposizione».Le aziende prive di brevetti non vengono ammesse nei contesti di sviluppo congiunto: questa situazione si sta verificando nella realtà. I brevetti svolgono quindi anche il ruolo di «biglietto d’ingresso» per la collaborazione tecnologica.

3. I settori di brevetti su cui puntare nell’era dei veicoli elettrici

«Ho capito che i brevetti sono importanti, ma cosa dovrei depositare?» – Questo è il dubbio che accomuna molti produttori di componenti. In realtà, tra le tecnologie esistenti sviluppate nell’era dei motori a combustione interna (ICE) si nascondono numerosi semi per i brevetti dell’era dei veicoli elettrici.

3-1. Riorientamento delle tecnologie esistenti

Tecnologia esistente × Nuova applicazione = Opportunità di brevetto

Le tecnologie di lavorazione di precisione dei componenti del motore possono essere applicate alla produzione dei nuclei dei motori elettrici; il know-how sul controllo delle vibrazioni del sistema di scarico può essere utilizzato nella progettazione acustica specifica per i veicoli elettrici; le tecnologie di sigillatura del sistema di alimentazione possono essere impiegate nella progettazione impermeabile e antipolvere dei pacchi batteria: le soluzioni e le idee che nascono dal riutilizzo delle tecnologie esistenti per nuovi scopi costituiscono una vera e propria miniera di opportunità di brevetto.Esiste la possibilità di ottenere un brevetto come «invenzione di applicazione», il che rappresenta una strategia volta a sfruttare al massimo il patrimonio tecnologico della propria azienda.

3-2. Individuazione delle sfide specifiche dei veicoli elettrici (alleggerimento, gestione termica, NVH)

Le tre principali sfide tecniche dei veicoli elettrici

Alleggerimento: per compensare il peso delle batterie, è fortemente richiesto un alleggerimento dell’intera carrozzeria. L’uso mirato di alluminio, CFRP e acciaio ad alta resistenza nei punti più appropriati, nonché le tecnologie di giunzione multimateriale, rappresentano un settore promettente per i brevetti.

Gestione termica: nel caso delle batterie, la gestione della temperatura è determinante per le prestazioni, la sicurezza e la durata. Le tecnologie di gestione termica, quali la progettazione di piastre di raffreddamento, l’applicazione di tubi di calore e l’utilizzo di materiali a cambiamento di fase, rappresentano uno dei settori in cui si registra il maggior numero di domande di brevetto.

Misure NVH: nei veicoli elettrici (EV), privi del rumore del motore, il rumore della strada e quello del motore elettrico risultano più evidenti, sollevando nuove sfide in materia di silenziosità. Esistono opportunità di brevetto per tecnologie quali i materiali antivibranti, le strutture fonoisolanti e il controllo attivo del rumore.

3-3. Innovazione nei processi di produzione

Esistono brevetti anche per i «metodi di produzione»

È possibile ottenere brevetti non solo per il prodotto stesso, ma anche per il metodo di produzione (brevetti di processo). I processi di produzione esclusivi che affrontano le sfide specifiche dei componenti per veicoli elettrici – ad esempio, il processo di stratificazione delle celle delle batterie, la punzonatura ad alta precisione del nucleo del motore, le tecniche di giunzione di materiali eterogenei e i metodi di controllo qualità in linea – possono costituire brevetti di grande valore.Sebbene i brevetti sui processi di produzione presentino una certa difficoltà nell’individuare le violazioni da parte di terzi, essi rivestono al contrario un grande valore come fonte di «prevenzione della fuga di know-how» e di «ricavi da licenze».

Sfide relative ai veicoli elettrici ed esempi di riutilizzo delle tecnologie esistenti

Sfide relative ai veicoli elettrici Tecnologie esistenti (derivate dai motori a combustione interna) Punti chiave del riutilizzo
Raffreddamento della batteria Progettazione dei percorsi di flusso del sistema di raffreddamento del motore Metodi per ottenere una distribuzione uniforme della temperatura
Alleggerimento della carrozzeria Stampaggio di lamiere in acciaio ad alta resistenza Conciliazione tra riduzione dello spessore e resistenza
Silenziosità del motore Controllo delle vibrazioni e del rumore nel sistema di scarico Tecnologia di controllo delle frequenze di risonanza
Sigillatura delle batterie Guarnizioni e sigillanti per il sistema di alimentazione Struttura impermeabile a lunga durata
Produzione di nuclei per motori Lavorazione metallica di precisione e punzonatura Realizzazione di lavorazioni ad alta precisione e ad alta velocità
Giunzione di materiali diversi Tecniche di saldatura, incollaggio e fissaggio Giunzione di alluminio-acciaio e resina-metallo

4. Metodi pratici per un approccio strategico alla proprietà intellettuale

Non è sufficiente limitarsi a «depositare una domanda di brevetto». Per sfruttare al massimo le risorse aziendali limitate, è indispensabile un approccio strategico. Di seguito vengono illustrate tre strategie relative alla proprietà intellettuale che i produttori di componenti automobilistici dovrebbero mettere in pratica.

Strategia 1: Creazione di una mappa dei brevetti e individuazione delle aree non coperte

Il primo passo da compiere è la creazione di una mappa dei brevetti (patent map) relativa al proprio settore tecnologico. Si tratta di visualizzare in quali aree tecnologiche i concorrenti, gli OEM e le aziende provenienti da altri settori stanno concentrando i propri brevetti, al fine di individuare le «aree non coperte» (white space).Proprio queste aree di lacuna rappresentano un’opportunità per la propria azienda di ottenere per prima i brevetti. Inoltre, comprendendo la rete di brevetti della concorrenza, è possibile evitare in anticipo il rischio che la propria politica di sviluppo violi i brevetti altrui. La mappa dei brevetti funge da bussola per la strategia di proprietà intellettuale sia sul fronte offensivo che su quello difensivo.

Strategia 2: Strategia «Open & Close»

Non è necessario proteggere tutte le tecnologie con brevetti. È invece fondamentale distinguere strategicamente tra le tecnologie da rendere pubbliche (open) e quelle da mantenere riservate (close).Le tecnologie che mirano alla standardizzazione di settore vanno rese aperte per favorire l’espansione del mercato, mentre le tecnologie di base che costituiscono la fonte del proprio vantaggio competitivo vanno protette in modo chiuso (tramite brevetti o riservatezza del know-how). Grazie a questa distinzione, è possibile ampliare la quota di mercato complessiva e massimizzare al contempo i propri profitti.

Punti chiave della strategia «Open & Close»

Ambito «open»: specifiche delle interfacce, standard di connessione, tecnologie di base, ecc. → Obiettivo: espansione del mercato e affermazione come standard de facto Ambito
«closed»: know-how produttivo, formulazioni dei materiali, algoritmi di controllo, ecc. → Obiettivo: costruzione di un vantaggio competitivo difficile da imitare Se
questa distinzione viene gestita in modo errato, sussiste il rischio che le tecnologie chiave vengano divulgate o, al contrario, che l’azienda rimanga isolata dal mercato.È fondamentale progettare con cautela, previa consultazione con un consulente in brevetti.

Strategia 3: conquistare il mercato globale tramite domande di brevetto all’estero

Il mercato dei veicoli elettrici (EV) è in espansione a livello globale. È indispensabile ottenere brevetti non solo in Giappone, ma anche nei principali mercati quali Cina, Europa e Nord America. In particolare, la Cina rappresenta il principale mercato di consumo per i veicoli elettrici e, in assenza di brevetti locali, non si disporrà di strumenti per contrastare le imitazioni.Avvalendosi del sistema PCT (domanda internazionale di brevetto), è possibile espandersi in più paesi con un’unica domanda. Tuttavia, poiché le prassi di esame variano da paese a paese, la strategia di deposito deve essere personalizzata per ciascun paese.

5. Perché l’assistenza di un consulente in brevetti è indispensabile

Si potrebbe pensare: «Non basterebbe procedere con la domanda di brevetto internamente all’azienda?». Tuttavia, le strategie in materia di proprietà intellettuale nell’era dei veicoli elettrici stanno diventando sempre più complesse e il supporto di un consulente in brevetti, in quanto esperto, influisce in modo determinante sui risultati.

Vantaggio 1: Individuazione delle invenzioni e massimizzazione dell’ambito di protezione

È molto frequente che ciò che per i tecnici rappresenta una «soluzione ovvia» sia in realtà un’invenzione brevettabile.Il consulente in brevetti, attraverso colloqui con i tecnici, porta alla luce le invenzioni nascoste e presenta domande di brevetto che ampliano al massimo l’ambito dei diritti. Un ambito dei diritti troppo ristretto può essere facilmente aggirato, mentre uno troppo ampio rischia di essere respinto in fase di esame: trovare questo equilibrio perfetto è il vero punto di forza del consulente in brevetti.

Vantaggio 2: Progettazione di un portafoglio di proprietà intellettuale in sintonia con la strategia aziendale

È fondamentale non presentare le singole domande di brevetto in modo frammentario, ma progettarle come un portafoglio di proprietà intellettuale che tenga conto della strategia aziendale nel suo complesso.Il consulente in materia di brevetti fornisce consulenza, partendo dagli obiettivi aziendali, su quali settori tecnologici debbano essere privilegiati per la presentazione delle domande, in quale ordine procedere con le domande e in quali paesi espandersi. In questo modo si ottiene un investimento in proprietà intellettuale che garantisce il massimo effetto con un budget limitato.

Vantaggio 3: Gestione dei rischi e gestione delle controversie

La gestione dei rischi relativi alla proprietà intellettuale – quali le indagini sul rischio di violazione dei brevetti di terzi (indagini di clearance), la valutazione della possibilità di invalidare un brevetto e il supporto nelle trattative di licenza – rientra nell’ambito di competenza degli avvocati specializzati in proprietà intellettuale. Nel settore dei veicoli elettrici (EV) si registra un aumento dei brevetti provenienti da settori diversi, e sono numerosi i casi in cui le convenzioni tradizionali del settore automobilistico non sono più applicabili. Senza le competenze di un esperto, aumenta il rischio di essere coinvolti in controversie brevettuali impreviste.

Conclusione

La profonda trasformazione dell’industria automobilistica causata dalla transizione verso i veicoli elettrici rappresenta per i produttori di componenti non solo una crisi, ma anche una grande opportunità. Proprio in un’epoca in cui non è più possibile fare affidamento sui gruppi industriali, è necessario dimostrare il valore delle proprie tecnologie tramite i brevetti e aprire la strada a nuovi mercati.

Le tecnologie sviluppate nell’era dei motori a combustione interna (ICE) non andranno affatto sprecate. Riorientamento delle applicazioni, risoluzione delle sfide, innovazione dei processi produttivi: trasformando il patrimonio tecnologico esistente in brevetti per l’era dei veicoli elettrici, è possibile costruire un nuovo vantaggio competitivo. E per attuare al meglio tale strategia, la collaborazione con un consulente in brevetti è indispensabile.

Trasformiamo questo momento di transizione, che si verifica una volta ogni cento anni, in un’opportunità di crescita. Per cominciare, vi invitiamo a rivolgervi a un esperto in brevetti per effettuare un’analisi completa delle tecnologie della vostra azienda.

Strategia di proprietà intellettuale per l’era dei veicoli elettrici: iniziate con una consulenza gratuita

Vi aiuteremo a trasformare il patrimonio tecnologico della vostra azienda in brevetti per l’era dei veicoli elettrici.
Un consulente in brevetti vi ascolterà direttamente e vi proporrà la strategia di proprietà intellettuale più adeguata.

Produttori di componenti automobilistici, veicoli elettrici (EV), brevetti, strategia di proprietà intellettuale, catena di fornitura, CASE, avvocati specializzati in brevetti

AUTORE / Autore

Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)

Studio di proprietà intellettuale EVORIX – Consulente in brevetti e rappresentante legale

Forniamo assistenza ai clienti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, occupandoci di ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno industriale e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali AI, IoT, Web3 e FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei consulenti in brevetti del Giappone, l’Associazione asiatica dei consulenti in brevetti (APAA) e l’Associazione giapponese dei marchi (JTA).