Negli ultimi anni, con l’evoluzione dei modelli linguistici su larga scala (LLM) come ChatGPT, lo sviluppo degli “agenti IA (IA autonoma)” sta procedendo a ritmo serrato. Si tratta di un sistema rivoluzionario in cui l’IA non si limita a rispondere alle istruzioni dell’utente, ma comprende autonomamente l’obiettivo, elabora un piano e utilizza strumenti esterni (come le API) per eseguire le attività in modo autonomo.
Questa tecnologia racchiude il potenziale per trasformare ogni settore commerciale e sta dando vita a una feroce competizione nello sviluppo a livello mondiale.Per proteggere la propria tecnologia innovativa relativa agli agenti di IA dall’imitazione, l’importanza della «domanda di brevetto» sta assumendo un’importanza senza precedenti. Tuttavia, non sono pochi gli ingegneri e i dirigenti che si interrogano su questioni quali: «Gli agenti di IA sono oggetto di brevetto?» o «È possibile ottenere un brevetto semplicemente elaborando in modo ingegnoso i prompt?».
In questo articolo, un consulente in brevetti con profonda conoscenza del settore dell’IA fornirà una spiegazione approfondita dei requisiti essenziali per il successo di una domanda di brevetto relativa agli agenti di IA, di esempi concreti di idee facilmente brevettabili, degli aspetti da tenere in considerazione al momento della presentazione della domanda e dei motivi per cui è opportuno rivolgersi a un consulente in brevetti. Chi desidera proteggere la propria tecnologia di IA come potente proprietà intellettuale e portare avanti la propria attività in modo vantaggioso è invitato a leggere l’articolo fino alla fine.
Indice
In conclusione, la tecnologia degli agenti di intelligenza artificiale è oggetto di domanda di brevetto ed è possibile ottenere il brevetto se vengono soddisfatte le condizioni.
Ai sensi della legge sui brevetti, per «invenzione» si intende «la creazione di un concetto tecnico che sfrutta le leggi della natura». Il ragionamento dell’IA in sé costituisce un algoritmo matematico e, in linea di principio, non è brevettabile; tuttavia, nella prassi brevettuale giapponese, qualora l’elaborazione delle informazioni sia «realizzata concretamente utilizzando risorse hardware (CPU, memoria, ecc.)», essa diventa oggetto di brevetto in quanto invenzione relativa al software.In altre parole, se l’agente di IA è descritto nella descrizione del brevetto come un sistema che esegue un’elaborazione concreta dei dati su un computer, viene riconosciuto come oggetto di brevetto.
Nei brevetti relativi all’IA tradizionale, l’oggetto principale della tutela era costituito dalla struttura dei dati di apprendimento e dall’architettura delle reti neurali. D’altra parte, gli attuali agenti di IA si basano prevalentemente su modelli LLM esistenti. Pertanto, l’oggetto principale del brevetto non è il miglioramento del modello in sé, bensì la configurazione del sistema e il flusso di elaborazione, ovvero «come si è utilizzato l’LLM per costruire un sistema autonomo».Proprio l’ingegnosità nel definire «in che modo indurre l’IA a compiere determinate azioni» costituisce la chiave per ottenere la protezione brevettuale.
| Punto di vista | Brevetti tradizionali sull’IA | Brevetti relativi agli agenti di IA |
|---|---|---|
| Principali oggetti di brevettazione | Struttura dei dati di apprendimento e struttura delle reti neurali | Configurazione del sistema e flusso di elaborazione che utilizzano modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) |
| Nucleo dell’invenzione | Miglioramento del modello stesso | Procedure e logica di controllo per l’esecuzione autonoma delle attività |
| Punti di differenziazione | Novità dell’architettura | Soluzioni ingegnose su «come far muovere gli arti all’IA» |
Per superare l’esame dell’Ufficio Brevetti e ottenere il diritto di brevetto, è necessario soddisfare principalmente i seguenti tre requisiti.
Per novità si intende che, al momento della presentazione della domanda, la tecnologia in questione non sia nota in nessuna parte del mondo. Le tecnologie i cui meccanismi dettagliati siano già stati resi noti tramite pubblicazioni accademiche, release open source su piattaforme come GitHub o comunicati stampa aziendali perdono, in linea di principio, la loro novità e non possono essere brevettate.Sebbene il settore dell’intelligenza artificiale sia caratterizzato da un rapido ritmo di sviluppo, è di fondamentale importanza «completare la domanda di brevetto prima di qualsiasi divulgazione delle informazioni».
Il principale ostacolo per i brevetti relativi all’IA è rappresentato dall’«attività inventiva». Ciò significa un livello di difficoltà tale che un esperto del settore non possa facilmente arrivare a tale soluzione partendo dalla tecnologia esistente.Una domanda di brevetto relativa a un «sistema che sostituisce l’assistenza clienti, tradizionalmente fornita da esseri umani, con agenti di IA» verrebbe considerata una mera applicazione operativa della tecnologia esistente e la novità verrebbe negata. Per rivendicare la novità, è necessario concentrarsi su sfide tecniche e soluzioni concrete, ad esempio «in che modo l’agente effettua la ricerca e il filtraggio nel database aziendale per prevenire le allucinazioni».
Il sistema dei brevetti conferisce un diritto di esclusiva in cambio della divulgazione dell’invenzione. Pertanto, nella descrizione è necessario esporre i contenuti in modo sufficientemente dettagliato da consentire a un esperto di ricostruire lo stesso sistema.Il processo di ragionamento dell’IA tende a diventare una “scatola nera”, ma una descrizione astratta del tipo “inserendo i dati nell’IA si ottiene la risposta ottimale” comporta il rigetto della domanda. È richiesta una competenza avanzata per descrivere in modo logico e concreto quali dati di input vengono utilizzati e in base a quali condizioni di ramificazione viene chiamata l’API.
Quali tecnologie hanno maggiori possibilità di ottenere il riconoscimento del progresso tecnico? Vi presentiamo tre approcci con elevate probabilità di ottenere la tutela brevettuale.
La caratteristica principale degli agenti di IA è la capacità di scomporre istruzioni astratte in attività concrete e di pianificarne l’ordine di esecuzione. È possibile ottenere un brevetto conferendo originalità alla logica di pianificazione.«Un flusso di elaborazione delle informazioni in cui, qualora si verifichi un errore API esterno durante l’esecuzione di un’attività, anziché limitarsi a interrompersi, il sistema deduce autonomamente la situazione, esplora approcci alternativi e modifica dinamicamente il piano (ripianificazione)» può costituire un brevetto di grande valore.
Gli agenti di intelligenza artificiale conservano le interazioni passate come memoria e le utilizzano per le azioni successive. Inoltre, è indispensabile la tecnologia RAG, che consente di fornire risposte basate sui dati aziendali.Non si tratta semplicemente di un meccanismo di estensione della ricerca, ma di elementi che presentano un elevato potenziale di brevettabilità, quali «un sistema di gestione della memoria in grado di variare dinamicamente la ponderazione dei ricordi passati recuperati in base alle emozioni attuali dell’utente e all’urgenza dell’attività» o «un algoritmo che, qualora l’IA stessa ritenga insufficienti i risultati della ricerca, rigeneri autonomamente la query per effettuare ulteriori ricerche».
I sistemi in cui più agenti di IA con ruoli diversi (ad esempio: agenti dedicati alla definizione dei requisiti, alla codifica e ai test) dialogano e collaborano per portare a termine un unico compito di ampia portata rappresentano una vera e propria miniera di brevetti.Ne sono esempi calzanti il «protocollo che, in caso di divergenze tra gli agenti, raggiunge automaticamente un consenso sulla base di specifici indicatori di valutazione» e il «meccanismo a ciclo di feedback che modifica dinamicamente la struttura dei prompt di codifica in base al tipo di errore rilevato durante i test».
Suggerimenti per l’ottenimento dei diritti: l’elemento comune a tutti questi esempi è l’originalità insita nella «logica di giudizio autonomo e di controllo dinamico». Anziché limitarsi a un semplice elenco di funzioni, concretizzare «in quali condizioni e in che modo il comportamento cambia dinamicamente» rappresenta la via più rapida per ottenere il riconoscimento del carattere innovativo.
Le domande di brevetto relative agli agenti di intelligenza artificiale presentano insidie specifiche. Presentare una domanda senza conoscerle comporta il pagamento di costi inutili.
Insidia n. 1: l’idea di «automatizzare completamente le operazioni di prenotazione nel settore XX tramite un agente di intelligenza artificiale» costituisce solo un modello di business e non è brevettabile. Per ottenere un brevetto è necessario un mezzo di soluzione concreto che risponda alla domanda «come si realizza tutto ciò sotto forma di sistema?». Le procedure di elaborazione devono essere concretizzate a un livello tale da consentire l’implementazione da parte di un ingegnere.
Insidia n. 2: il prompt stesso, del tipo «se si inserisce questa istruzione si ottiene un buon risultato», è facilmente interpretabile come una semplice «convenzione» basata sul linguaggio umano, con un elevato rischio di non rientrare nella definizione di invenzione ai sensi della legge sui brevetti.
Come misura preventiva, è necessario descrivere l’ambito dei diritti non in base al testo del prompt in sé, ma come processo di elaborazione delle informazioni, specificando «in base a quali condizioni e al contesto dell’utente il sistema genera e sintetizza dinamicamente il prompt per inviarlo all’LLM».
Insidia n. 3: se si redigono rivendicazioni di brevetto che dipendono completamente dalle specifiche di una determinata API esterna (come OpenAI), sussiste il rischio che il brevetto diventi inutilizzabile (uscendo dall’ambito di protezione) qualora in futuro si passi a un altro LLM. È necessaria una strategia che identifichi chiaramente le parti sviluppate internamente dall’azienda (il valore fondamentale) e che brevetti concetti universali non dipendenti da tecnologie specifiche.
La presentazione di domande di brevetto relative agli agenti di IA è estremamente specialistica. Per ottenere brevetti solidi, direttamente collegati al successo aziendale, è assolutamente indispensabile affidarsi a uno studio legale specializzato in brevetti (o a un consulente in brevetti) che possieda una profonda conoscenza delle tecnologie di IA e del software.
Gli sviluppatori possono descrivere il quadro generale, affermando ad esempio di aver «creato un agente straordinario», ma è difficile per loro determinare in quale ambito, ai sensi della legge sui brevetti, tale creazione possa essere valutata. Un avvocato specializzato in IA, attraverso un colloquio approfondito, è in grado di individuare con precisione e di articolare in termini chiari «algoritmi e flussi di dati originali e brevettabili» che giacciono nascosti nelle profondità della struttura del sistema, spesso ridotta a una “scatola nera”.
Un brevetto viene respinto se l’ambito di protezione (rivendicazioni) è troppo ampio, mentre se è troppo ristretto può essere facilmente aggirato dalla concorrenza. Fino a che punto astrarre l’elaborazione interna dell’IA nella descrizione e da dove iniziare a descriverla in modo concreto? Questo senso dell’equilibrio è un punto di forza esclusivo degli esperti che hanno maturato esperienza nell’esame di numerosi brevetti relativi all’IA.Prevediamo i modelli di imitazione da parte di altre aziende e costruiamo una solida rete di brevetti basata su concetti di livello superiore.
Non è detto che la soluzione corretta consista nel depositare (e rendere pubblici) tutti gli elementi tramite domanda di brevetto. In alcuni casi, per mantenere la competitività, è preferibile non rendere pubblici dati di apprendimento esclusivi, ma gestirli internamente come «segreti commerciali (know-how)».Un consulente in proprietà industriale esperto nel settore dell’IA saprà distinguere in modo appropriato tra gli elementi da proteggere con brevetti e quelli da mantenere riservati come know-how, proponendo una strategia globale di proprietà intellettuale volta a massimizzare il valore aziendale della Sua società.
Gli agenti di IA rappresentano una tecnologia di fondamentale importanza, destinata a diventare il fulcro della concorrenza commerciale in tutti i settori industriali futuri. Se si rimanda la presentazione della domanda con la motivazione «non si sa se sarà brevettabile», si corre il rischio fatale che la concorrenza ottenga il brevetto per prima, impedendo alla propria azienda di mettere in servizio il proprio sistema.
Portare avanti, sin dalla fase di avvio del progetto di sviluppo, una strategia di proprietà intellettuale che tenga conto della domanda di brevetto è un requisito imprescindibile per salvaguardare il proprio vantaggio competitivo sul mercato e aumentare il valore aziendale (valutazione) agli occhi degli investitori.
Il nostro studio vanta consulenti in brevetti con una vasta esperienza pratica nel settore IT e del software, nonché una profonda conoscenza delle più recenti tendenze in materia di brevetti sull’IA. Sulla base di numerosi casi di successo nella registrazione di diritti, Le forniremo un supporto completo per definire la strategia di proprietà intellettuale ottimale a tutela delle competenze tecnologiche e dell’attività della Sua azienda.Dall’analisi della tecnologia alla ricerca sullo stato dell’arte, fino alla valutazione gratuita delle possibilità di ottenere un brevetto, la invitiamo a usufruire senza esitazione della nostra prima consulenza gratuita.
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Assiste clienti provenienti da un’ampia gamma di settori – tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità – in ogni fase, dalla presentazione di domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritti d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali IA, IoT, Web3 e FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Consulenti in Proprietà Industriale (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).