«Basta scrivere un prompt e il programma è pronto»: con la diffusione dell’IA generativa, si sta avvicinando un’era in cui anche chi non sa scrivere codice potrà creare software. E proprio questa tecnologia è stata brevettata in Giappone.Nel presente articolo, un consulente in proprietà industriale nel campo dell’IA analizzerà il brevetto registrato «Brevetto n. 7564601», ottenuto dalla startup giapponese NEUROBASE, INC.
Nel recente articolo «Arriva Claude Fable 5 | Come brevettare un’invenzione sviluppata a velocità fulminea grazie all’IA», abbiamo spiegato che «anche le invenzioni create dall’IA possono essere brevettate»; questo brevetto ne costituisce un esempio concreto. Vediamo nel dettaglio come sia stata concessa come brevetto la tecnologia attualmente più in voga: la «generazione di codice tramite IA».
💡 Punti chiave: il presente articolo fa parte della serie dedicata ai brevetti sugli agenti IA e sull’IA generativa (approfondimento sui brevetti nazionali). Per i casi esemplificativi all’estero, si prega di consultare anche «Casi di brevetti e prassi di esame in Giappone, Stati Uniti ed Europa».
Indice
| Voce | Contenuto |
|---|---|
| Numero di brevetto | Brevetto n. 7564601 (JP 7564601 B1) |
| Denominazione dell’invenzione | Programma, metodo di elaborazione delle informazioni e dispositivo di elaborazione delle informazioni |
| Titolare dei diritti (richiedente) | NEUROBASE, INC. |
| Inventore | Yasuhiro Inuma |
| Data di priorità | 21 aprile 2023 |
| Data di deposito | 26 ottobre 2023 |
| Data di registrazione | 9 ottobre 2024 |
| Numero di rivendicazioni | 13 |
| Settore tecnico | Supporto allo sviluppo di software e interfaccia utente (utilizzo dell’IA generativa) |
Secondo la sintesi, la presente invenzione è una tecnologia che «consente la progettazione e lo sviluppo di software senza richiedere competenze specifiche in materia di progettazione o sviluppo». Il processo fondamentale è il seguente.
💡 Punto chiave: il punto di forza intellettuale di questa invenzione non consiste semplicemente nel «far creare il codice all’IA», bensì in quella fase intermedia in cui il «prompt dettagliato (specifiche)» viene visualizzato in un’area di anteprima in cui l’utente può modificarlo. Si tratta di un processo pratico e concreto in cui, anziché utilizzare direttamente l’output dell’IA, l’uomo verifica e corregge le specifiche prima di procedere alla generazione finale.
L’ambito effettivamente protetto dal presente brevetto è costituito dalle «rivendicazioni». Si riporta di seguito, nel testo originale, la rivendicazione 1, che rappresenta la più importante (relativa all’invenzione del programma).
Brevetto n. 7564601 | Rivendicazione 1 (testo originale)
Accetta un prompt di sintesi che illustra una panoramica del codice di programma da generare; inserisce il prompt di sintesi ricevuto in un modello di elaborazione del linguaggio naturale per ottenere un prompt dettagliato che illustra le specifiche dettagliate relative al suddetto codice di programma; visualizza il suddetto prompt dettagliato ottenuto nell’area di anteprima;accetta le modifiche relative al prompt dettagliato visualizzato nel suddetto riquadro di anteprima, immette il suddetto prompt dettagliato modificato nel suddetto modello di elaborazione del linguaggio naturale e fa eseguire al computer il processo di acquisizione del suddetto codice di programma.
| Elementi costitutivi | Contenuto | Ruolo |
|---|---|---|
| Accettazione del prompt di sintesi | Riceve la «sintesi» di ciò che si desidera realizzare | Punto di ingresso (input dell’utente) |
| Acquisizione del prompt dettagliato | Sviluppo della sintesi in «specifiche dettagliate» tramite LLM | Conversione da astratto a concreto |
| Output nell’area di anteprima | Visualizzazione delle specifiche dettagliate intermedie sullo schermo | Visualizzazione |
| Accettazione delle modifiche | L'utente modifica le specifiche dettagliate | human-in-the-loop (coinvolgimento umano) |
| Acquisizione del codice | Generazione del codice dalle specifiche modificate | Output (risultato) |
Poiché la denominazione dell’invenzione è «Programma, metodo di elaborazione delle informazioni e dispositivo di elaborazione delle informazioni», si ritiene che tutte le 13 rivendicazioni siano composte dalle rispettive categorie di programma, metodo e dispositivo. Si tratta di una strategia consolidata nel campo dei brevetti software, volta a coprire soggetti di violazione diversi.
Si potrebbe pensare: «La generazione di codice tramite IA non è forse una pratica ormai comune?». Tuttavia, il punto chiave che ha portato alla registrazione di questo brevetto risiede nella sua specifica configurazione tecnica.
① Non si tratta di un’idea astratta, ma è descritta come un «flusso di elaborazione». Anziché limitarsi a «creare codice tramite IA», il brevetto articola il processo in passaggi concreti: ricezione → generazione delle specifiche dettagliate → anteprima → modifica → generazione del codice.
② Un’idea originale: le «specifiche intermedie modificabili (campo di anteprima)». Il fatto di non utilizzare direttamente l’output dell’IA, ma di aver creato una struttura in cui l’essere umano possa verificare e correggere il prodotto intermedio (prompt dettagliato = specifiche), costituisce la caratteristica tecnica distintiva.
③ La sfida da risolvere è chiara. La sfida tecnica, ovvero «consentire la creazione di software anche in assenza di competenze di progettazione e sviluppo», è chiaramente correlata ai mezzi concreti utilizzati per risolverla.
💡 Punto chiave: il semplice fatto di «utilizzare l’IA» non è sufficiente per ottenere un brevetto. È la concretezza di come l’IA sia stata integrata e di quali flussi di elaborazione e interfaccia utente originali siano stati progettati a determinare il successo o il fallimento della richiesta di brevetto. Le «specifiche intermedie modificabili» di questo brevetto ne sono un ottimo esempio.
Secondo i criteri di esame giapponesi, un’invenzione relativa al software è brevettabile qualora «l’elaborazione delle informazioni sia concretamente realizzata tramite software, utilizzando risorse hardware».
Il presente brevetto è descritto come un’elaborazione concreta dei dati in cui il computer accetta un prompt, lo elabora tramite un modello di elaborazione del linguaggio naturale, lo visualizza nell’area di anteprima, accetta le modifiche e genera il codice. Si ritiene che ciò soddisfi i requisiti di brevettabilità e che, inoltre, grazie all’ingegnosità delle «specifiche intermedie modificabili», sia stato riconosciuto anche il carattere innovativo.
Il presente brevetto è stato ottenuto da una startup giapponese. Da ciò, la lezione che gli sviluppatori di IA e software possono trarne è chiara.
① Anche i servizi del tipo «fare X con l’IA» possono essere brevettati. Anche nel caso di strumenti o servizi che utilizzano l’IA generativa, è possibile puntare alla concessione del brevetto se si dispone di un flusso di elaborazione e di un’interfaccia utente (UI) originali.
② Trasformare un “tocco personale” in un elemento tecnico distintivo. È opportuno inserire nelle rivendicazioni i punti di differenziazione del proprio servizio sotto forma di configurazioni concrete, ad esempio “la possibilità di modificare le specifiche intermedie”.
③ Proprio le startup devono presentare la domanda il prima possibile. È una regola ferrea completare la domanda prima della pubblicazione o del lancio del servizio. Una volta reso pubblico, il servizio perde la sua novità e non sarà più possibile ottenere il brevetto.
④ Coprire le tre categorie: programmi, metodi e dispositivi. In questo modo si coprono diversi soggetti di violazione, rafforzando la protezione.
Con l’evoluzione dell’IA generativa, stanno facendo la loro comparsa anche IA come Claude Fable 5, in grado di «comprimere diversi mesi di sviluppo in pochi giorni». Più lo sviluppo tramite IA accelera, più nascono tecnologie originali una dopo l’altra, che vengono contemporaneamente rese pubbliche e lanciate sul mercato.
💡 Punto chiave: il presente brevetto (NEUROBASE) costituisce un ottimo esempio di come la «tecnologia per la creazione di software tramite IA» sia stata opportunamente protetta prima della divulgazione e dell’introduzione sul mercato.Proprio in un’epoca in cui lo sviluppo viene accelerato dall’IA, combinare «creare rapidamente» e «proteggere rapidamente (ottenendo il brevetto)» è fondamentale per determinare la competitività delle startup.
Attenzione alla FTO (possibilità di violazione): il presente brevetto n. 7564601 è un diritto registrato di proprietà di NEUROBASE, INC. L’effettivo ambito di protezione è determinato dal testo delle singole rivendicazioni, dal principio di equivalenza e dalle informazioni relative alla storia del brevetto.Qualora si intenda sviluppare e fornire servizi che includano la generazione di codice tramite IA o l’«anteprima delle specifiche modificabili», si raccomanda di valutare, insieme a un esperto, l’eventuale possibilità di violazione del presente brevetto (FTO = Freedom to Operate). Il presente articolo costituisce una spiegazione generale basata su informazioni pubbliche relative ai brevetti e non garantisce la legittimità di servizi specifici né l’estensione dei diritti.
Valutiamo se i Suoi strumenti di sviluppo IA siano brevettabili e se non violino brevetti di terzi.
Un consulente in brevetti, esperto nei settori IT, software e IA, Le fornirà un supporto completo che va dalla valutazione gratuita della possibilità di brevettabilità, alla formulazione delle rivendicazioni, all’indagine FTO (conflitto) fino alla pianificazione dei tempi di deposito della domanda.
Prenoti una prima consulenza gratuita Servizi di proprietà intellettuale nel settore IT e IAD. Che tipo di brevetto è il brevetto n. 7564601?
R. Si tratta di un brevetto registrato di proprietà della start-up giapponese NEUROBASE, INC. che tutela una tecnologia che «consente la progettazione e lo sviluppo di software anche in assenza di competenze specifiche in materia».Si caratterizza per un processo in due fasi: il «prompt di sintesi» inserito dall’utente viene immesso in un modello di elaborazione del linguaggio naturale (LLM) per generare un «prompt dettagliato (specifiche)», che viene visualizzato in un’area di anteprima modificabile dall’utente; successivamente, dal prompt dettagliato modificato viene generato il codice di programma.Il brevetto è stato registrato il 9 ottobre 2024.
D. È sufficiente «generare codice tramite l’IA» per ottenere un brevetto?
R. In realtà, è difficile ottenere un brevetto basandosi sulla semplice idea di «far creare codice dall’IA».Si ritiene che il presente brevetto sia stato registrato in quanto presenta: ① un processo concreto in due fasi, ovvero «prompt di sintesi → prompt dettagliato (specifiche) → codice»; ② una configurazione tecnica concreta che consente di visualizzare il prompt dettagliato intermedio in un’area di anteprima modificabile, in modo che l’utente possa apportare correzioni.
D. Anche in Giappone le invenzioni relative al software e all’IA sono brevettabili?
A. Sì. In Giappone, se l’elaborazione delle informazioni viene concretamente realizzata utilizzando risorse hardware quali computer, l’invenzione è soggetta a brevetto in quanto relativa al software. Il brevetto in questione rappresenta proprio un esempio concreto di tecnologia di supporto allo sviluppo software che utilizza l’IA (IA generativa) e che è stata brevettata a livello nazionale.
D. Temo che il servizio di IA della mia azienda possa violare questo brevetto.
A. Il brevetto in questione costituisce un diritto registrato di un’altra società; l’effettivo ambito di protezione è determinato dal testo delle rivendicazioni, dalla dottrina dell’equivalenza e dalle informazioni relative alla cronologia.Valutare se il servizio della Sua azienda violi o meno tale brevetto (analisi FTO = Freedom to Operate) è un’attività specialistica che richiede l’interpretazione delle rivendicazioni. In caso di dubbi, Le consigliamo di richiedere una valutazione comparativa a un consulente in brevetti con esperienza nel settore IT e del software.
D. Anche il nostro strumento di supporto allo sviluppo dell’IA può essere oggetto di un brevetto?
A. È possibile. A differenza del brevetto in questione, che si basa su un concetto astratto del tipo «utilizzare l’IA per fare XX», se descrive un flusso di elaborazione concreto (ad esempio, la generazione o la modifica di specifiche intermedie) o un’interfaccia utente (UI) e un’elaborazione dei dati originali, è possibile ottenere la protezione brevettuale. Una volta completato lo sviluppo, La invitiamo a consultare tempestivamente un consulente in brevetti.
Note relative al presente articolo: il presente articolo costituisce una spiegazione generale degli aspetti tecnici e normativi basata sui bollettini dei brevetti pubblicati (J-PlatPat/Google Patents). Il brevetto n. 7564601 è un brevetto registrato, ma l’effettivo ambito di protezione è determinato dal testo delle singole rivendicazioni, dalla dottrina dell’equivalenza e dalle informazioni relative all’iter procedurale.Le rivendicazioni e la sintesi citate si basano sui dati dei bollettini pubblicati; tuttavia, per scopi giuridicamente rilevanti (FTO, analisi di violazione, nullità, depositi di domande, ecc.), La invitiamo a verificare sempre l’originale su J-PlatPat e le informazioni aggiornate sullo stato della domanda, avvalendosi della valutazione individuale di un esperto.
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Studio di proprietà intellettuale EVORIX | Consulente in proprietà industriale e rappresentante legale
Assiste clienti in un’ampia gamma di settori – tra cui IT, produzione, startup, moda e sanità – in ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno industriale e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale, l’IoT, il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).