Quando si trasferiscono o si depositano in Giappone (trasferimento nazionale) domande PCT (domande di brevetto internazionali) provenienti dall’estero o domande estere presentate tramite la via di Parigi, la gestione della “restrizione relativa alle rivendicazioni multiple” rappresenta una questione pratica fondamentale e imprescindibile.A seguito della modifica legislativa entrata in vigore nell’aprile 2022, tale pratica è stata in linea di principio vietata anche in Giappone; pertanto, la presentazione di una domanda in cui le rivendicazioni della domanda estera vengono semplicemente tradotte senza modifiche costituisce motivo di rigetto. Nel presente articolo, un consulente in proprietà industriale fornirà una spiegazione approfondita, rivolta ai responsabili dei dipartimenti di proprietà intellettuale e agli studi legali stranieri specializzati in brevetti, che spazia dai «principi fondamentali della restrizione» alle «migliori pratiche per la riduzione del numero di rivendicazioni in fase di trasferimento in Giappone».
Punti salienti di questo articolo
Indice
| Tipologia di domanda | Applicazione delle restrizioni |
|---|---|
| Domande di brevetto e di registrazione di modelli di utilità presentate a partire dal 1° aprile 2022 | Si applica |
| Trasferimento in Giappone di domande PCT con data di deposito internazionale successiva al 1° aprile 2022 | Applicabile (è necessario un adeguamento delle rivendicazioni al momento del trasferimento) |
| Trasferimento in Giappone, dopo l’entrata in vigore, di domande PCT la cui data di deposito internazionale è anteriore all’entrata in vigore (prima del 31 marzo 2022) | Non applicabile |
L’applicabilità è determinata dalla data di deposito internazionale (non dalla data di trasferimento nazionale). L’Ufficio Brevetti mette a disposizione gratuitamente uno strumento semplificato di verifica delle rivendicazioni multiple (Multi-Claim Checker) per consentire al richiedente o al suo rappresentante di individuare preventivamente le rivendicazioni soggette a limitazioni. Si tratta di uno strumento HTML scaricabile che funziona offline e non effettua comunicazioni con l’esterno.Se si sottopone a verifica il set di rivendicazioni del Paese d’origine prima della transizione in Giappone, è possibile determinare rapidamente l’ambito delle correzioni da apportare al momento della transizione.
Nella formulazione delle rivendicazioni di brevetto, per «rivendicazione multipla (rivendicazione con riferimento a più rivendicazioni)» si intende una rivendicazione che fa riferimento, in via alternativa, a due o più altre rivendicazioni. Si tratta, ad esempio, di una formulazione del tipo «il metodo di produzione descritto nella rivendicazione 1 o 2», che è tuttora considerata legittima.
D’altra parte, per «multi-multi-rivendicazione» si intende una rivendicazione multipla che fa riferimento a una rivendicazione multipla.Ad esempio, supponiamo che la rivendicazione 3 sia una rivendicazione multipla del tipo «descritta nella rivendicazione 1 o 2...». Se, in tale contesto, la rivendicazione 4 fosse formulata come «descritta in una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3...», tale rivendicazione 4 rientrerebbe nella categoria delle rivendicazioni multiple multiple, poiché fa riferimento in modo alternativo alla rivendicazione 3, che è essa stessa una rivendicazione multipla.
| Tipo | Esempi di formulazione | Ammissibilità in Giappone |
|---|---|---|
| Multi-rivendicazione | «Procedimento di fabbricazione descritto nella rivendicazione 1 o 2» | ○ Ammissibile |
| Rivendicazione multipla | Che fa riferimento alla rivendicazione multipla (rivendicazione 3): «Descritto in una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3...» | × In linea di principio vietato |
In Giappone, la restrizione relativa alle rivendicazioni multiple è stata introdotta per le domande PCT con data di deposito internazionale a partire dal 1° aprile 2022 (anno Reiwa 4) e per le domande di brevetto presentate a partire dalla stessa data (articolo 24-3, paragrafo 5, del Regolamento di applicazione della legge sui brevetti, ecc.).
I principali motivi alla base dell’introduzione di tale limitazione sono l’«armonizzazione dei sistemi a livello internazionale» e l’«alleggerimento dell’onere a carico di terzi e degli esaminatori». Nei principali paesi, quali Stati Uniti, Cina e Corea del Sud, erano già in vigore restrizioni rigorose, mentre in Giappone non esistevano limitazioni di questo tipo, con la conseguenza che le domande provenienti dall’estero presentavano strutture di rivendicazioni complesse.Poiché i rapporti giuridici si erano complicati come una ragnatela, aumentando l’onere per i terzi nel valutare le violazioni dei diritti e per l’Ufficio dei brevetti nell’effettuare le ricerche sullo stato dell’arte, si è giunti all’introduzione di tali restrizioni tramite una modifica legislativa.
Se si presenta una richiesta di esame contenente rivendicazioni che violano tale restrizione, si configura una violazione dell’articolo 36, paragrafo 6, punto 4, della Legge sui brevetti (requisiti previsti dal decreto ministeriale delegato) e si è soggetti a una notifica dei motivi di rigetto.
La principale insidia nella pratica: non solo le «multi-multi-claim» in sé, ma anche «tutte le rivendicazioni che fanno riferimento a tali multi-multi-claim» sono, in linea di principio, escluse dall’esame di merito relativo alla novità e all’attività inventiva.Poiché le carenze formali nella redazione comportano il rinvio dell’esame di merito, causando ritardi nell’esame e inutili costi di gestione intermedia, è necessario risolvere definitivamente tali carenze prima di presentare la richiesta di esame.
Un aspetto che richiede particolare attenzione in merito alle restrizioni relative alle rivendicazioni «multi-multi» è il trasferimento in Giappone delle domande PCT basate, ad esempio, sul sistema europeo (EP).Poiché l’EPO (Ufficio europeo dei brevetti), il Regno Unito, la Germania e altri paesi ammettono con una certa tolleranza le rivendicazioni «multi-multi», capita spesso che le descrizioni redatte secondo la prassi brevettuale europea contengano tranquillamente decine di rivendicazioni di questo tipo.
La «trasposizione tramite traduzione letterale del testo originale» è pericolosa: se, nell’intento di evitare errori di traduzione, si procede alla trasposizione in giapponese traducendo letteralmente il testo originale, l’Ufficio brevetti giapponese emetterà sicuramente un giudizio di rigetto totale. È necessario comprendere le differenze normative tra le diverse giurisdizioni e adottare un approccio specifico per il Giappone.
Nel sistema brevettuale giapponese, è necessario presentare separatamente una «richiesta di esame» entro tre anni dalla data di deposito della domanda. Sebbene nella pratica sia comune presentare la richiesta di esame contemporaneamente alla procedura di transizione nazionale della domanda PCT (come la presentazione della traduzione), qui si nasconde una trappola.
Se la richiesta di esame viene presentata contemporaneamente alla transizione, l’esame avrà inizio sulla base delle rivendicazioni contenute nella traduzione presentata; pertanto, qualora siano presenti rivendicazioni multiple, verrà immediatamente emessa una notifica dei motivi di rigetto. Per evitare ciò, è di fondamentale importanza effettuare una «correzione spontanea al momento della transizione in Giappone».È una regola fondamentale effettuare le correzioni spontanee dopo il completamento della procedura di transizione e prima della richiesta di esame, al fine di eliminare le violazioni e ridurre le rivendicazioni superflue.
La tassa di richiesta di esame da versare all’Ufficio Brevetti giapponese viene calcolata secondo la formula «tariffa base + (numero di rivendicazioni × tariffa aggiuntiva)». Poiché per ogni rivendicazione in più viene applicata una tariffa aggiuntiva di diverse migliaia di yen, nel caso di una domanda basata su una domanda EP con 50 rivendicazioni, la sola tassa di richiesta di esame comporta una spesa ingente pari a diverse centinaia di migliaia di yen.Inoltre, anche le tasse di mantenimento (canoni di brevetto) successive al rilascio del brevetto diventano elevate in proporzione al numero di rivendicazioni. La riduzione del numero di rivendicazioni al momento del trasferimento in Giappone rappresenta una misura di riduzione dei costi estremamente efficace.
In occasione del trasferimento in Giappone di una domanda di brevetto straniera, vi presentiamo quattro best practice concrete volte non solo a ridurre semplicemente il numero di rivendicazioni, ma anche a ottimizzare i costi mantenendo diritti solidi.
Per risolvere le rivendicazioni multiple, si adottano principalmente le seguenti misure.
Il metodo più efficace per ridurre il numero di rivendicazioni e tagliare in modo significativo le spese di richiesta di esame consiste nell’«eliminazione delle rivendicazioni di scarso valore». Secondo la prassi giapponese, tendono ad essere incluse rivendicazioni come quelle riportate di seguito, ritenute superflue.
Nella descrizione originale della domanda PCT, per evitare lacune nei diritti, è frequente che vengano elencate rivendicazioni indipendenti con elementi costitutivi simili, suddivise in diverse categorie quali «apparecchiature (oggetti)», «metodi di fabbricazione», «sistemi» e «programmi».
Se si tentasse di ottenere la tutela in Giappone mantenendo tutto così com’è, il numero delle rivendicazioni raddoppierebbe.Ai sensi della legge giapponese sui brevetti, vi sono casi in cui, ad esempio, se si detiene un diritto di brevetto su un «programma», è spesso possibile includere nell’ambito di applicazione del diritto anche la produzione e la vendita dell’«apparecchio» su cui tale programma è installato. La migliore prassi per ottimizzare il rapporto costi-benefici consiste nel restringere il campo alle categorie effettivamente necessarie in Giappone, dopo aver analizzato la natura dell’invenzione e il modello di business del cliente, e presentare quindi la richiesta di esame.
È inoltre importante, in occasione della correzione spontanea al momento del trasferimento in Giappone, aggiungere alle rivendicazioni le caratteristiche tecniche più significative descritte negli esempi di attuazione (spiegazioni dettagliate) della descrizione, al fine di rafforzare i requisiti di brevettabilità.
Qualora nel rapporto di ricerca internazionale (ISR) del PCT o in altri documenti siano espressi pareri negativi, è altamente probabile che la domanda di esame presentata in Giappone venga respinta.Modificando (riducendo) preventivamente le rivendicazioni per renderle conformi ai criteri di esame giapponesi tramite correzioni successive alla presentazione della traduzione, si aumenta la probabilità di ottenere la concessione del brevetto al primo tentativo. Ciò consente di ridurre interamente le spese relative al patente d’ufficio e alla traduzione sostenute durante la fase intermedia, garantendo un ottimo rapporto costo-efficacia.
Affidandosi a un consulente in brevetti, è possibile ottenere una rilettura approfondita dell’intera descrizione tecnica e una ricostruzione strategica delle rivendicazioni, elaborata a ritroso dal punto di vista delle cause di contraffazione, ponendosi domande quali: «Quali sono le caratteristiche essenziali che costituiscono il nucleo dell’invenzione?» e «Quali sono i punti su cui i concorrenti potrebbero cercare di aggirare la protezione?».Qui risiede la competenza professionale necessaria per mantenere saldi i diritti da tutelare ed eliminare solo gli elementi superflui.
① Riduzione diretta dei costi di traduzione
Selezione delle rivendicazioni nella “fase della lingua originale”, prima della traduzione. Non è necessario tradurre le rivendicazioni superflue, con una riduzione diretta dei pagamenti alla società di traduzione.
② Ottimizzazione delle spese presso l’Ufficio Brevetti
Riduzione delle spese di richiesta di esame e dei canoni di mantenimento, che variano in base al numero di rivendicazioni. Concentrandosi sulle rivendicazioni di valore, si evita il pagamento di spese postali superflue.
③ Riduzione del rischio di rigetto
Un consulente in brevetti, che conosce a fondo i criteri di esame giapponesi, prepara preventivamente le rivendicazioni, riducendo drasticamente il rischio di ricevere notifiche di rigetto immotivate.
Se è possibile effettuare la selezione delle rivendicazioni nella “fase in lingua inglese (lingua originale)”, prima di procedere alla traduzione in giapponese, si possono ridurre direttamente non solo le spese di bollo dell’Ufficio Brevetti, ma anche i costi di traduzione stessi.Grazie alla preparazione preliminare delle rivendicazioni da parte di un consulente in brevetti che conosce a fondo i criteri di esame giapponesi, il rischio di ricevere inutili notifiche di motivi di rigetto si riduce drasticamente, minimizzando di conseguenza il costo totale dal deposito della domanda all’ottenimento del brevetto.
Le restrizioni relative alle rivendicazioni multiple, introdotte dalla riforma legislativa del 2022, rappresentano un ostacolo inevitabile nella pratica del trasferimento in Giappone delle domande PCT. Tuttavia, anziché considerarle semplicemente come una «norma fastidiosa», è opportuno interpretarle come «un’ottima opportunità per rivedere l’insieme delle rivendicazioni, ridurre i costi superflui ed estrapolare e rafforzare solo i diritti realmente necessari».Per evitare l’aumento dei rischi e dei costi derivanti da una traduzione letterale seguita dalla richiesta di esame, si può affermare che un’adeguata riorganizzazione delle rivendicazioni e una correzione spontanea nella fase di trasferimento in Giappone costituiscano una strategia indispensabile.
Lo studio di proprietà intellettuale Evolix vanta una vasta esperienza nel supporto alle domande di brevetto straniere presentate tramite la via di Parigi, a partire dal trasferimento in Giappone delle domande PCT. Se avete dubbi del tipo «Vorrei effettuare il trasferimento in Giappone, ma il numero di rivendicazioni è elevato e temo che i costi siano troppo onerosi» o «Non so come procedere alla correzione delle rivendicazioni multiple», vi invitiamo a consultare al più presto un nostro consulente in proprietà industriale.È attualmente disponibile anche una prima consulenza gratuita.
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AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Avvocato specializzato in proprietà intellettuale, titolare dello studio Evolix
Assistiamo clienti operanti in un’ampia gamma di settori – tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità – in ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).