Per i professionisti che si occupano di depositare, registrare ed esercitare i diritti sui marchi in Thailandia, il presente documento illustra, con particolare riferimento alla Legge sui marchi del 1991 (Trademark Act B.E. 2534), le modalità operative del DIP (Ufficio thailandese della proprietà intellettuale), le tariffe governative, le designazioni tramite il sistema Madpro (adesione nel 2017),le domande relative ai marchi sonori e alle domande pluriclasse introdotte con la modifica del 2016, fino all’esercizio dei diritti presso il CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale), fornendo una panoramica sistematica delle pratiche relative ai marchi nel secondo principale polo economico dell’ASEAN.Un consulente in proprietà industriale illustrerà le informazioni indispensabili per la tutela dei marchi nei mercati in cui le aziende giapponesi (Toyota, Honda, Sony, Mitsubishi ecc.) operano da molti anni.
Punti salienti di questo articolo
MARCHI IN THAILANDIA
Guida completa al sistema e alla prassi in materia di marchi della Thailandia, seconda potenza economica dell’ASEAN, redatta da un consulente in proprietà industriale. Il testo fornisce una spiegazione sistematica in 12 sezioni, dalla presentazione della domanda al DIP alle modifiche del 2016, fino all’esercizio dei diritti presso il CIPIT.
Il sistema giuridico thailandese in materia di marchi è un ordinamento di diritto scritto incentrato sulla Legge sui marchi del 1991 (Trademark Act B.E. 2534), in cui i regolamenti ministeriali (Ministerial Regulations) e le linee guida operative del DIP disciplinano le procedure di deposito, esame e risoluzione delle controversie.Si tratta di un sistema ibrido, simile al diritto civile giapponese ma influenzato anche dal diritto anglo-americano, caratterizzato dall’elevata competenza giuridica del CIPIT.
Quattro punti fondamentali da tenere presenti nella pratica dei marchi in Thailandia
La «legge primaria» del sistema dei marchi thailandese è il Trademark Act B.E. 2534 (1991), che ha assunto la forma attuale dopo le modifiche apportate nel B.E. 2543 (2000) e nel B.E. 2559 (2016).La definizione di marchio (Sezione 4), i requisiti di registrazione (Sezioni 6-8), la procedura di registrazione (Sezioni 9-29), le opposizioni (Sezioni 35-37), la revoca (Sezioni 56-66) esanzioni penali (Sezioni 108-117) costituiscono gli elementi fondamentali. L’applicazione procedurale è disciplinata dai Regolamenti ministeriali del Ministero del Commercio (Regolamento ministeriale B.E. 2535 e B.E. 2560) e dal Manuale di esame del DIP, a cui fanno riferimento gli esaminatori e i professionisti del settore.
Le funzioni amministrative relative all’esame, alla registrazione e alla fornitura di informazioni sui marchi sono di competenza del DIP (Department of Intellectual Property / กรมทรัพย์สินทางปัญญา), che fa capo al Ministero del Commercio (Ministry of Commerce).La sede centrale si trova nella provincia di Nonthaburi, a nord di Bangkok, mentre le sedi distaccate regionali sono dislocate nelle principali città. È stato implementato un sistema di deposito elettronico delle domande (e-Filing) e le procedure online sono state standardizzate.
| Organismo | Competenza e caratteristiche | Base giuridica |
|---|---|---|
| CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale) | Competenza esclusiva in materia di cause relative alla violazione dei marchi e alle azioni di nullità. Tribunale specializzato con sede a Bangkok | Legge CIPIT B.E. 2539 |
| Commissione per i marchi (Trademark Board) | Ricorso contro le decisioni di rigetto del DIP | Legge sui marchi, §96 |
| Sezione della proprietà intellettuale della Corte d’appello | Appello contro la sentenza del CIPIT | Legge sull’organizzazione dei tribunali |
| Sezione per la proprietà intellettuale della Corte Suprema (Dika Court) | Giudizio di ultima istanza | Legge sull’organizzazione dei tribunali |
| Polizia economica (Divisione per la repressione dei reati economici) | Indagini penali in materia di violazione dei marchi | Codice di procedura penale |
| Dogana (Customs Department) | Sospensione delle importazioni (misure alla frontiera mediante registrazione IPR) | Legge doganale |
In Thailandia, sia le persone fisiche che le persone giuridiche possono presentare domanda di registrazione di un marchio. I richiedenti stranieri (coloro che non dispongono di un domicilio o di una sede operativa in Thailandia) hanno l’obbligo di nominare un agente di marchio (IP Agent) registrato localmente. Le aziende giapponesi presentano solitamente la domanda al DIP tramite un agente locale.
Requisiti relativi alla procura (rigorosi): la procura thailandese deve essere autenticata da un notaio e provvista di apostille oppure certificata dall’Ambasciata thailandese. In linea di principio, è necessario presentare l’originale entro 60 giorni dalla data di deposito della domanda. Si prega di notare che le procedure sono più rigorose rispetto a quelle del Vietnam e dell’Indonesia.
| Documenti | Aspetti pratici |
|---|---|
| Modulo di domanda (Form Kor.01) | Presentazione tramite il sistema di deposito elettronico del DIP o in formato cartaceo. Di norma in lingua thailandese |
| Campione del marchio | JPEG/PNG (dimensioni standard 5×5 cm). Per i marchi a colori: campione cromatico + descrizione dei colori; per i marchi tridimensionali: disegni da sei angolazioni; per i marchi sonori: partitura + file audio (previsto dalla modifica del 2016) |
| Prodotti e servizi designati | 45 classi della Classificazione di Nizza. A seguito della modifica del 2016 è possibile presentare domande per più classi; la tassa è dovuta per ciascuna classe |
| POA | Obbligatoria per i richiedenti stranieri. Sono richiesti l’autenticazione notarile e l’autenticazione consolare |
| Documenti relativi al diritto di priorità | In caso di rivendicazione del diritto di priorità ai sensi della Convenzione di Parigi, devono essere presentati entro tre mesi dalla data di deposito della domanda, corredati di traduzione in inglese |
| Certificato di registrazione all’estero (raccomandato) | L’allegato di un certificato di registrazione in Giappone o in altri paesi costituisce un elemento favorevole ai fini della valutazione del carattere distintivo |
Tempi indicativi: in casi senza intoppi, da circa 12 a 18 mesi dalla presentazione della domanda alla registrazione. Poiché sono frequenti le notifiche di rifiuto relative al carattere distintivo in lingua thailandese, è prudente prevedere un periodo compreso tra 18 e 24 mesi per la gestione delle risposte.
| Voce | Tassa (THB) | Conversione in yen giapponesi (a titolo indicativo) |
|---|---|---|
| Tassa di deposito (1 classe, max. 5 prodotti/servizi) | 1.000 THB | circa 4.200 yen |
| Prodotti/servizi aggiuntivi (per ogni unità) | 200 THB | circa 840 yen |
| Categoria aggiuntiva (per ogni categoria) | 1.000 THB | circa 4.200 yen |
| Tassa di opposizione | 2.000 THB | circa 8.400 yen |
| Tassa di registrazione (1 classe) | 600 THB | circa 2.500 yen |
| Procedimento di ricorso (Trademark Board) | 4.000 THB | circa 16.800 yen |
| Tassa di rinnovo (1 classe, entro il termine) | 2.000 THB | circa 8.400 yen |
| Tassa di rinnovo (entro il periodo di proroga di 6 mesi) | 4.000 THB (il doppio) | circa 16.800 yen |
Quattro modifiche fondamentali per le imprese giapponesi
Qualsiasi persona può presentare opposizione entro 60 giorni dalla pubblicazione del marchio. L’opponente può basare la propria opposizione sia su motivi di rifiuto assoluti che su motivi di rifiuto relativi.
Entro cinque anni dalla registrazione, le parti interessate possono presentare una richiesta di revoca alla Commissione per i marchi (senza limiti di tempo in caso di malafede o violazione dell’ordine pubblico e del buon costume). La decisione della Commissione è soggetta a controllo giurisdizionale presso il CIPIT.
Qualora il marchio non sia stato utilizzato per tre anni consecutivi a partire dalla registrazione senza giustificato motivo, le parti interessate possono presentare una richiesta di annullamento alla Commissione per i ricorsi in materia di marchi. Il termine è lo stesso previsto in Giappone (3 anni); pertanto, è fondamentale avviare l’uso del marchio sin dai primi tempi successivi alla registrazione.
Nel 1996 la Thailandia ha istituito il CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale), dotandosi di un sistema giudiziario specializzato all’avanguardia a livello mondiale per il trattamento centralizzato delle controversie in materia di proprietà intellettuale. Una sua caratteristica distintiva è quella di trattare sia le cause civili che quelle penali sin dal primo grado di giudizio.
Caratteristiche del CIPIT
| Tipologie di violazione | Sanzioni |
|---|---|
| Contraffazione di marchi | Reclusione fino a 4 anni + multa non superiore a 400.000 THB (circa 1,7 milioni di yen) |
| Imitazione di marchio | Reclusione fino a 2 anni + multa non superiore a 200.000 THB (circa 850.000 yen) |
| Vendita, importazione ed esportazione di prodotti contraffatti | Fino a 4 anni di reclusione + multa non superiore a 400.000 THB |
Il titolare del marchio può far bloccare le merci contraffatte in fase di importazione effettuando la registrazione IPR Recordal presso la dogana thailandese. La registrazione Recordal deve essere rinnovata ogni due anni; la tassa di registrazione è pari a 5.000 THB (circa 21.000 yen).
La Thailandia ha aderito al Protocollo di Madrid nel novembre 2017; le imprese giapponesi possono pertanto designare la Thailandia tramite il Protocollo di Madrid. Presentando una domanda di registrazione internazionale del marchio ai sensi del Protocollo di Madrid tramite l’Ufficio giapponese dei brevetti, è possibile designare in un’unica operazione 132 paesi membri, tra cui la Thailandia.
| Voci | Deposito diretto | Tramite il Protocollo di Madrid |
|---|---|---|
| Agente locale | Obbligatorio | Non richiesto (solo in caso di rigetto) |
| Requisiti relativi alla procura (POA) | Autenticazione notarile + autenticazione presso l’ambasciata | Non richiesto |
| Lingua utilizzata | Thailandese | Inglese |
| Tempi di esame | Da 12 a 18 mesi | Obbligo di esame entro 18 mesi |
| Costi (1 classe) | 1.000 THB + onorario del rappresentante | 100 CHF + spese del JPO |
La durata del diritto di marchio in Thailandia è di 10 anni a decorrere dalla data di registrazione (non dalla data di deposito, ma dalla data di registrazione). È possibile effettuare il rinnovo ogni 10 anni, senza alcun limite al numero di rinnovi. È possibile presentare la domanda a partire da tre mesi prima della scadenza del termine di rinnovo; è previsto un periodo di grazia di sei mesi dopo la scadenza (con applicazione di una tariffa doppia).
Insidie tipiche della Thailandia: il DIP esamina rigorosamente il carattere distintivo in lingua thailandese. Sono frequenti i casi in cui un marchio giapponese viene ritenuto descrittivo o di uso comune in lingua thailandese. Nella pratica, è fondamentale presentare contemporaneamente una domanda di registrazione del marchio con traslitterazione in thailandese e una dichiarazione giurata che dimostri l’effettivo utilizzo del marchio dopo la registrazione.
La Thailandia è estremamente rigorosa riguardo all’uso nei marchi di simboli della famiglia reale e di espressioni legate al buddismo. Termini quali «Royal» o «King», nonché motivi quali corone o statue buddiste, non sono in linea di principio registrabili. È indispensabile una verifica preliminare da parte di esperti prima di entrare nel mercato.
Il mercato di Pratunam e l’MBK Center, situati nel centro di Bangkok, sono centri di distribuzione di prodotti contraffatti famosi a livello mondiale. Si registrano numerosi casi di danni subiti da marchi giapponesi. È indispensabile adottare misure preventive complete che combinino la collaborazione con la Polizia economica, il monitoraggio continuo dei mercati e la registrazione presso l’ufficio doganale (Recordal).
Il sistema thailandese dei marchi, basato sull’attuale struttura della Legge sui marchi del 1991 e modernizzato dalla riforma del 2016 (marchi sonori, pluriclasse, preparazione al Madpro), è apprezzato a livello internazionale per l’elevata competenza giuridica del CIPIT.Affinché le imprese giapponesi possano affermare con successo il proprio marchio sul mercato thailandese, sono indispensabili un deposito tempestivo prima dell’ingresso nel mercato (compresi i marchi fonetici in lingua thailandese) e un sistema di tutela dei diritti che integri azioni civili e penali presso il CIPIT. Si prega di consultare anche i servizi relativi alle domande di registrazione internazionale dei marchi (Madpro) e alla registrazione dei marchi.
Lo studio di proprietà intellettuale Ebolix offre un ampio supporto per la presentazione di domande di registrazione dei marchi e l’esercizio dei relativi diritti nei principali paesi dell’ASEAN, compresa la Thailandia.I nostri avvocati specializzati in proprietà industriale, dotati di una vasta esperienza pratica, si occuperanno di ogni aspetto, dalla progettazione di strategie per le domande dirette o tramite il sistema Madpro, alle misure relative al carattere distintivo in lingua thailandese, alle contromisure contro i prodotti contraffatti (CIPIT, Polizia Economica, Dogana), fino alla collaborazione con i rappresentanti locali.
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*Il presente articolo è stato redatto a scopo informativo generale sulla base delle fonti primarie e delle informazioni ufficiali sopra indicate, aggiornate al mese di aprile 2026. Poiché le normative sono soggette a modifiche periodiche, si raccomanda di verificare le informazioni più aggiornate consultando le fonti primarie e rivolgendosi a esperti del settore. Per valutazioni specifiche relative a singoli casi, si raccomanda di consultare esperti del settore, compresi i rappresentanti locali.
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Studio di proprietà intellettuale EVORIX (EVORIX) – Consulente in proprietà industriale e rappresentante legale
Assiste clienti operanti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, in ogni fase del processo, dalla deposito di domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritti d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).