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Marchi in Thailandia: DIP, riforma del 2016 e tutela presso il CIPIT

Scritto da Takefumi Sugiura | 2026/05/21

Per i professionisti che si occupano di depositare, registrare ed esercitare i diritti sui marchi in Thailandia, il presente documento illustra, con particolare riferimento alla Legge sui marchi del 1991 (Trademark Act B.E. 2534), le modalità operative del DIP (Ufficio thailandese della proprietà intellettuale), le tariffe governative, le designazioni tramite il sistema Madpro (adesione nel 2017),le domande relative ai marchi sonori e alle domande pluriclasse introdotte con la modifica del 2016, fino all’esercizio dei diritti presso il CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale), fornendo una panoramica sistematica delle pratiche relative ai marchi nel secondo principale polo economico dell’ASEAN.Un consulente in proprietà industriale illustrerà le informazioni indispensabili per la tutela dei marchi nei mercati in cui le aziende giapponesi (Toyota, Honda, Sony, Mitsubishi ecc.) operano da molti anni.

Punti salienti di questo articolo

  • La Thailandia ha raggiunto l’attuale assetto normativo a partire dalla Legge sui marchi del 1991 (Trademark Act B.E. 2534), attraverso le principali riforme del 2000 e del 2016
  • Le tre principali riforme del 2016: liberalizzazione della registrazione dei marchi sonori, introduzione delle domande per più classi e preparativi per l’adesione al Protocollo di Madrid
  • Adesione al Sistema di Madrid (novembre 2017). Le imprese giapponesi possono designare la Thailandia tramite il Sistema di Madrid
  • I richiedenti stranieri sono tenuti a nominare un agente locale (IP Agent); la procura (POA) deve essere autenticata da un notaio
  • Sistema di esame: esame formale → esame di merito → pubblicazione (periodo di opposizione di 60 giorni) → registrazione (la pubblicazione avviene prima della registrazione)
  • I tempi di elaborazione standard sono compresi tra 12 e 18 mesi; la Polizia Economica e la Dogana sono attive nella lotta alla contraffazione
  • Il CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale) funge da tribunale specializzato in materia di proprietà intellettuale

MARCHI IN THAILANDIA

Guida completa al sistema e alla prassi in materia di marchi della Thailandia, seconda potenza economica dell’ASEAN, redatta da un consulente in proprietà industriale. Il testo fornisce una spiegazione sistematica in 12 sezioni, dalla presentazione della domanda al DIP alle modifiche del 2016, fino all’esercizio dei diritti presso il CIPIT.

Indice

  1. Sintesi esecutiva
  2. Struttura di base del sistema e fonti giuridiche
  3. Requisiti del richiedente e documenti necessari
  4. Procedura standard e gestione dei tempi
  5. Stima delle spese amministrative
  6. Requisiti relativi ai marchi e modifica del 2016
  7. Opposizioni, revoca e procedimenti di nullità
  8. Esercizio dei diritti e gestione delle violazioni (con particolare riferimento al CIPIT)
  9. Designazione tramite il Protocollo di Madrid
  10. Gestione, rinnovo e cancellazione
  11. Rischi specifici per le imprese giapponesi e relative contromisure
  12. Lista di controllo pratica per le imprese giapponesi

1. Sintesi esecutiva

Il sistema giuridico thailandese in materia di marchi è un ordinamento di diritto scritto incentrato sulla Legge sui marchi del 1991 (Trademark Act B.E. 2534), in cui i regolamenti ministeriali (Ministerial Regulations) e le linee guida operative del DIP disciplinano le procedure di deposito, esame e risoluzione delle controversie.Si tratta di un sistema ibrido, simile al diritto civile giapponese ma influenzato anche dal diritto anglo-americano, caratterizzato dall’elevata competenza giuridica del CIPIT.

Quattro punti fondamentali da tenere presenti nella pratica dei marchi in Thailandia

  1. Le modalità di deposito prevedono due opzioni: il «deposito diretto» e il «deposito tramite il sistema di Madrid (adesione nel 2017)». Nel primo caso è obbligatorio avvalersi di un rappresentante locale e presentare una procura (POA) autenticata
  2. Le tasse governative sono espresse in THB (baht thailandesi). La tassa di deposito per una classe è di circa 1.000 THB (circa 4.200 yen), il che rappresenta un costo contenuto
  3. L’esame è caratterizzato da un’applicazione rigorosa dei motivi di rigetto assoluto (carattere distintivo, ordine pubblico e buon costume, simboli della famiglia reale thailandese). È indispensabile valutare la possibilità di depositare contestualmente anche un marchio con traslitterazione in lingua thailandese
  4. L’esercizio dei diritti avviene tramite una combinazione di misure da parte del CIPIT (competenza esclusiva sia in materia civile che penale), della Polizia Economica e delle autorità doganali. Le severe sanzioni penali fungono da deterrente

2. Struttura di base del sistema e fonti giuridiche

Principali atti normativi e livelli di applicazione

La «legge primaria» del sistema dei marchi thailandese è il Trademark Act B.E. 2534 (1991), che ha assunto la forma attuale dopo le modifiche apportate nel B.E. 2543 (2000) e nel B.E. 2559 (2016).La definizione di marchio (Sezione 4), i requisiti di registrazione (Sezioni 6-8), la procedura di registrazione (Sezioni 9-29), le opposizioni (Sezioni 35-37), la revoca (Sezioni 56-66) esanzioni penali (Sezioni 108-117) costituiscono gli elementi fondamentali. L’applicazione procedurale è disciplinata dai Regolamenti ministeriali del Ministero del Commercio (Regolamento ministeriale B.E. 2535 e B.E. 2560) e dal Manuale di esame del DIP, a cui fanno riferimento gli esaminatori e i professionisti del settore.

Il ruolo del DIP (Dipartimento della Proprietà Intellettuale thailandese)

Le funzioni amministrative relative all’esame, alla registrazione e alla fornitura di informazioni sui marchi sono di competenza del DIP (Department of Intellectual Property / กรมทรัพย์สินทางปัญญา), che fa capo al Ministero del Commercio (Ministry of Commerce).La sede centrale si trova nella provincia di Nonthaburi, a nord di Bangkok, mentre le sedi distaccate regionali sono dislocate nelle principali città. È stato implementato un sistema di deposito elettronico delle domande (e-Filing) e le procedure online sono state standardizzate.

Foro giudiziario (con particolare riferimento al CIPIT)

Organismo Competenza e caratteristiche Base giuridica
CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale) Competenza esclusiva in materia di cause relative alla violazione dei marchi e alle azioni di nullità. Tribunale specializzato con sede a Bangkok Legge CIPIT B.E. 2539
Commissione per i marchi (Trademark Board) Ricorso contro le decisioni di rigetto del DIP Legge sui marchi, §96
Sezione della proprietà intellettuale della Corte d’appello Appello contro la sentenza del CIPIT Legge sull’organizzazione dei tribunali
Sezione per la proprietà intellettuale della Corte Suprema (Dika Court) Giudizio di ultima istanza Legge sull’organizzazione dei tribunali
Polizia economica (Divisione per la repressione dei reati economici) Indagini penali in materia di violazione dei marchi Codice di procedura penale
Dogana (Customs Department) Sospensione delle importazioni (misure alla frontiera mediante registrazione IPR) Legge doganale

3. Requisiti del richiedente e documenti necessari

Requisiti del richiedente

In Thailandia, sia le persone fisiche che le persone giuridiche possono presentare domanda di registrazione di un marchio. I richiedenti stranieri (coloro che non dispongono di un domicilio o di una sede operativa in Thailandia) hanno l’obbligo di nominare un agente di marchio (IP Agent) registrato localmente. Le aziende giapponesi presentano solitamente la domanda al DIP tramite un agente locale.

Requisiti relativi alla procura (rigorosi): la procura thailandese deve essere autenticata da un notaio e provvista di apostille oppure certificata dall’Ambasciata thailandese. In linea di principio, è necessario presentare l’originale entro 60 giorni dalla data di deposito della domanda. Si prega di notare che le procedure sono più rigorose rispetto a quelle del Vietnam e dell’Indonesia.

Documenti obbligatori

Documenti Aspetti pratici
Modulo di domanda (Form Kor.01) Presentazione tramite il sistema di deposito elettronico del DIP o in formato cartaceo. Di norma in lingua thailandese
Campione del marchio JPEG/PNG (dimensioni standard 5×5 cm). Per i marchi a colori: campione cromatico + descrizione dei colori; per i marchi tridimensionali: disegni da sei angolazioni; per i marchi sonori: partitura + file audio (previsto dalla modifica del 2016)
Prodotti e servizi designati 45 classi della Classificazione di Nizza. A seguito della modifica del 2016 è possibile presentare domande per più classi; la tassa è dovuta per ciascuna classe
POA Obbligatoria per i richiedenti stranieri. Sono richiesti l’autenticazione notarile e l’autenticazione consolare
Documenti relativi al diritto di priorità In caso di rivendicazione del diritto di priorità ai sensi della Convenzione di Parigi, devono essere presentati entro tre mesi dalla data di deposito della domanda, corredati di traduzione in inglese
Certificato di registrazione all’estero (raccomandato) L’allegato di un certificato di registrazione in Giappone o in altri paesi costituisce un elemento favorevole ai fini della valutazione del carattere distintivo

4. Procedura standard e gestione dei tempi

① Deposito della domanda (DIP e-Filing)

② Esame formale (circa 1 mese)

③ Esame di merito (da 6 a 10 mesi)

④ Risposta al rigetto(60 giorni per rispondere all’avviso di opposizione)

⑤ Pubblicazione

del marchio ⑥ Termine per la presentazione di opposizione (60 giorni dalla pubblicazione)

Pagamento della tassa di registrazione → Emissione

del certificato di registrazione ↓ Rinnovo ogni 10 anni

Tempi indicativi: in casi senza intoppi, da circa 12 a 18 mesi dalla presentazione della domanda alla registrazione. Poiché sono frequenti le notifiche di rifiuto relative al carattere distintivo in lingua thailandese, è prudente prevedere un periodo compreso tra 18 e 24 mesi per la gestione delle risposte.

5. Stima delle tasse governative

Voce Tassa (THB) Conversione in yen giapponesi (a titolo indicativo)
Tassa di deposito (1 classe, max. 5 prodotti/servizi) 1.000 THB circa 4.200 yen
Prodotti/servizi aggiuntivi (per ogni unità) 200 THB circa 840 yen
Categoria aggiuntiva (per ogni categoria) 1.000 THB circa 4.200 yen
Tassa di opposizione 2.000 THB circa 8.400 yen
Tassa di registrazione (1 classe) 600 THB circa 2.500 yen
Procedimento di ricorso (Trademark Board) 4.000 THB circa 16.800 yen
Tassa di rinnovo (1 classe, entro il termine) 2.000 THB circa 8.400 yen
Tassa di rinnovo (entro il periodo di proroga di 6 mesi) 4.000 THB (il doppio) circa 16.800 yen

6. Requisiti relativi ai marchi e modifica del 2016

Marchi registrabili (ampliamento previsto dalla modifica del 2016)

  • Marchi denominativi (caratteri thailandesi, alfabeto latino, caratteri cinesi, ecc.)
  • Marchi figurativi e marchi combinati
  • Marchi tridimensionali (3D Mark)
  • Marchi sonori (Sound Mark)Registrabili per la prima volta a seguito della modifica del 2016
  • Marchi di colore (limitati alle combinazioni di colori)
  • Marchi collettivi e marchi di certificazione

Punti salienti della riforma del 2016

Quattro modifiche fondamentali per le imprese giapponesi

  • Possibilità di registrazione dei marchi sonori
  • Abolizione del limite di una sola classe per domanda (in precedenza era consentita una sola classe per domanda)
  • Preparativi per l’adesione al Trattato di Madrid (entrata in vigore nel novembre 2017)
  • Riforma strutturale della Commissione di ricorso in materia di marchi (organizzazione interna del DIP)

Motivi di rifiuto assoluto (Sezione 7)

  • Mancanza di carattere distintivo (segni descrittivi o di uso comune)
  • Violazione dell’ordine pubblico e del buon costume (particolare rigore nei confronti delle espressioni relative alla famiglia reale thailandese e al buddismo)
  • Marchi che danno adito a rischio di confusione
  • Uso non autorizzato di bandiere nazionali, stemmi nazionali ed emblemi di organizzazioni internazionali
  • Marchi tridimensionali costituiti esclusivamente da forme funzionali

Motivi di rifiuto relativi (Sezione 8)

  • Somiglianza con marchi depositati o registrati in precedenza
  • Somiglianza con un marchio notoriamente conosciuto (che può includere anche prodotti non simili)
  • Uso non autorizzato del nome o dell’immagine di terzi
  • Denominazioni registrate come indicazioni geografiche

7. Opposizione, cancellazione e procedimento di nullità

Opposizione durante il periodo di pubblicazione (Sezione 35)

Qualsiasi persona può presentare opposizione entro 60 giorni dalla pubblicazione del marchio. L’opponente può basare la propria opposizione sia su motivi di rifiuto assoluti che su motivi di rifiuto relativi.

Procedimento di nullità successivo alla registrazione (Sezioni 60-65)

Entro cinque anni dalla registrazione, le parti interessate possono presentare una richiesta di revoca alla Commissione per i marchi (senza limiti di tempo in caso di malafede o violazione dell’ordine pubblico e del buon costume). La decisione della Commissione è soggetta a controllo giurisdizionale presso il CIPIT.

Annullamento per inutilizzo (Sezione 63)

Qualora il marchio non sia stato utilizzato per tre anni consecutivi a partire dalla registrazione senza giustificato motivo, le parti interessate possono presentare una richiesta di annullamento alla Commissione per i ricorsi in materia di marchi. Il termine è lo stesso previsto in Giappone (3 anni); pertanto, è fondamentale avviare l’uso del marchio sin dai primi tempi successivi alla registrazione.

8. Esercizio dei diritti e risposta alle violazioni (con particolare riferimento al CIPIT)

CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale)

Nel 1996 la Thailandia ha istituito il CIPIT (Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale), dotandosi di un sistema giudiziario specializzato all’avanguardia a livello mondiale per il trattamento centralizzato delle controversie in materia di proprietà intellettuale. Una sua caratteristica distintiva è quella di trattare sia le cause civili che quelle penali sin dal primo grado di giudizio.

Caratteristiche del CIPIT

  • Trattamento centralizzato da parte di giudici specializzati in proprietà intellettuale
  • Giudizio simultaneo in materia civile e penale (emissione di entrambe le sentenze nell’ambito di un unico procedimento)
  • Durata del procedimento: solitamente da 10 a 18 mesi
  • Emissione rapida di provvedimenti inibitori provvisori (nel giro di poche settimane)
  • Accettazione di documenti presentati in lingua inglese (in parte)

Rimedi civili

  • Ordinanza inibitoria
  • Risarcimento dei danni
  • Ordinanza di distruzione dei prodotti contraffatti
  • Ordinanza di pubblicazione della sentenza sui quotidiani

Sanzioni penali (Sezioni 108-117)

Tipologie di violazione Sanzioni
Contraffazione di marchi Reclusione fino a 4 anni + multa non superiore a 400.000 THB (circa 1,7 milioni di yen)
Imitazione di marchio Reclusione fino a 2 anni + multa non superiore a 200.000 THB (circa 850.000 yen)
Vendita, importazione ed esportazione di prodotti contraffatti Fino a 4 anni di reclusione + multa non superiore a 400.000 THB

Misure di intercettazione alla frontiera doganale

Il titolare del marchio può far bloccare le merci contraffatte in fase di importazione effettuando la registrazione IPR Recordal presso la dogana thailandese. La registrazione Recordal deve essere rinnovata ogni due anni; la tassa di registrazione è pari a 5.000 THB (circa 21.000 yen).

9. Designazione tramite il Protocollo di Madrid

La Thailandia ha aderito al Protocollo di Madrid nel novembre 2017; le imprese giapponesi possono pertanto designare la Thailandia tramite il Protocollo di Madrid. Presentando una domanda di registrazione internazionale del marchio ai sensi del Protocollo di Madrid tramite l’Ufficio giapponese dei brevetti, è possibile designare in un’unica operazione 132 paesi membri, tra cui la Thailandia.

Voci Deposito diretto Tramite il Protocollo di Madrid
Agente locale Obbligatorio Non richiesto (solo in caso di rigetto)
Requisiti relativi alla procura (POA) Autenticazione notarile + autenticazione presso l’ambasciata Non richiesto
Lingua utilizzata Thailandese Inglese
Tempi di esame Da 12 a 18 mesi Obbligo di esame entro 18 mesi
Costi (1 classe) 1.000 THB + onorario del rappresentante 100 CHF + spese del JPO

10. Mantenimento, rinnovo e cancellazione

La durata del diritto di marchio in Thailandia è di 10 anni a decorrere dalla data di registrazione (non dalla data di deposito, ma dalla data di registrazione). È possibile effettuare il rinnovo ogni 10 anni, senza alcun limite al numero di rinnovi. È possibile presentare la domanda a partire da tre mesi prima della scadenza del termine di rinnovo; è previsto un periodo di grazia di sei mesi dopo la scadenza (con applicazione di una tariffa doppia).

11. Rischi specifici per le imprese giapponesi e relative contromisure

Problemi relativi al carattere distintivo in lingua thailandese

Insidie tipiche della Thailandia: il DIP esamina rigorosamente il carattere distintivo in lingua thailandese. Sono frequenti i casi in cui un marchio giapponese viene ritenuto descrittivo o di uso comune in lingua thailandese. Nella pratica, è fondamentale presentare contemporaneamente una domanda di registrazione del marchio con traslitterazione in thailandese e una dichiarazione giurata che dimostri l’effettivo utilizzo del marchio dopo la registrazione.

Rispetto per la famiglia reale thailandese e la religione

La Thailandia è estremamente rigorosa riguardo all’uso nei marchi di simboli della famiglia reale e di espressioni legate al buddismo. Termini quali «Royal» o «King», nonché motivi quali corone o statue buddiste, non sono in linea di principio registrabili. È indispensabile una verifica preliminare da parte di esperti prima di entrare nel mercato.

Mercato dei prodotti contraffatti (Pratunam, MBK, ecc.)

Il mercato di Pratunam e l’MBK Center, situati nel centro di Bangkok, sono centri di distribuzione di prodotti contraffatti famosi a livello mondiale. Si registrano numerosi casi di danni subiti da marchi giapponesi. È indispensabile adottare misure preventive complete che combinino la collaborazione con la Polizia economica, il monitoraggio continuo dei mercati e la registrazione presso l’ufficio doganale (Recordal).

12. Lista di controllo pratica per le imprese giapponesi

Prima del deposito della domanda (Pre-filing)

  • Effettuare una ricerca sui marchi precedenti utilizzando la banca dati DIP
  • Valutare la possibilità di depositare contemporaneamente un marchio con trascrizione fonetica in lingua thailandese (livello obbligatorio)
  • Verifica delle espressioni relative alla famiglia reale e al buddismo
  • Provvedere alla certificazione notarile e all’autenticazione presso l’Ambasciata della procura (POA) (procedura che richiede tempo)

Fase di prosecuzione (Prosecution)

  • La POA deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di deposito
  • La rivendicazione della priorità ai sensi della Convenzione di Parigi deve avvenire entro 3 mesi dalla data di deposito della domanda
  • Preparazione in vista della notifica dei motivi di rigetto relativi al carattere distintivo (presentazione del certificato di registrazione estero, ecc.)
  • Rispettare rigorosamente il termine di 60 giorni per la risposta; presentare ricorso dinanzi alla Commissione di ricorso in materia di marchi entro 90 giorni

Dopo il deposito della domanda (Enforcement / Maintenance)

  • Inizio dell’uso entro 3 anni dalla registrazione (per evitare la cancellazione per inuso)
  • Registrazione dell’IPR presso la dogana, misure di intercettazione alla frontiera contro i prodotti contraffatti
  • Il rinnovo può essere avviato a partire da 3 mesi prima della scadenza; il termine si calcola a partire dalla data di registrazione (non dalla data di deposito)
  • In caso di constatazione di violazione, è efficace avviare contemporaneamente un’azione civile e penale presso il CIPIT
  • In caso di violazioni su larga scala o organizzate, è necessario collaborare con la Polizia Economica

Sintesi

Il sistema thailandese dei marchi, basato sull’attuale struttura della Legge sui marchi del 1991 e modernizzato dalla riforma del 2016 (marchi sonori, pluriclasse, preparazione al Madpro), è apprezzato a livello internazionale per l’elevata competenza giuridica del CIPIT.Affinché le imprese giapponesi possano affermare con successo il proprio marchio sul mercato thailandese, sono indispensabili un deposito tempestivo prima dell’ingresso nel mercato (compresi i marchi fonetici in lingua thailandese) e un sistema di tutela dei diritti che integri azioni civili e penali presso il CIPIT. Si prega di consultare anche i servizi relativi alle domande di registrazione internazionale dei marchi (Madpro) e alla registrazione dei marchi.

Consulenza in materia di depositi di marchi in Thailandia

Lo studio di proprietà intellettuale Ebolix offre un ampio supporto per la presentazione di domande di registrazione dei marchi e l’esercizio dei relativi diritti nei principali paesi dell’ASEAN, compresa la Thailandia.I nostri avvocati specializzati in proprietà industriale, dotati di una vasta esperienza pratica, si occuperanno di ogni aspetto, dalla progettazione di strategie per le domande dirette o tramite il sistema Madpro, alle misure relative al carattere distintivo in lingua thailandese, alle contromisure contro i prodotti contraffatti (CIPIT, Polizia Economica, Dogana), fino alla collaborazione con i rappresentanti locali.

Vada al modulo di richiesta → Visualizzi la procedura di consulenza

Fonti e materiale di riferimento

▼ Normativa primaria

  • Legge sui marchi B.E. 2534 (Legge sui marchi del 1991) + emendamento B.E. 2543 (2000) + emendamento B.E. 2559 (2016)
  • Regolamento ministeriale B.E. 2535 (1992) + modifica B.E. 2560 (2017) (Regolamento sulle procedure di deposito delle domande)
  • Legge CIPIT B.E. 2539 (Legge del 1996 sul Tribunale Centrale per la Proprietà Intellettuale e il Commercio Internazionale)
  • Codice penale thailandese – Disposizioni relative alla contraffazione dei marchi
  • Legge doganale – Disposizioni relative alle misure di controllo alla frontiera in materia di diritti di proprietà intellettuale

▼ Fonti ufficiali

  • Sito ufficiale del DIP (Dipartimento della Proprietà Intellettuale): ipthailand.go.th
  • Portale WIPO sulla proprietà intellettuale (Thailandia): wipo.int
  • WIPO Lex (banca dati delle leggi thailandesi in materia di proprietà intellettuale): wipo.int/wipolex
  • Adesione al Protocollo di Madrid (novembre 2017): Sistema di Madrid dell’OMPI
  • Sito ufficiale del CIPIT (Tribunale centrale per la proprietà intellettuale e il commercio internazionale): cipitc.coj.go.th

▼ Documenti esplicativi delle istituzioni giapponesi

  • JETRO (Organizzazione giapponese per la promozione del commercio) – Relazione «Il sistema della proprietà intellettuale in Thailandia»
  • Ufficio dei brevetti: «Informazioni sui sistemi di proprietà industriale esteri (Thailandia)»
  • INPIT (Istituto indipendente per l’informazione e la formazione in materia di proprietà industriale) – Informazioni sulla proprietà intellettuale nei paesi emergenti
  • Relazione sul progetto di cooperazione in materia di proprietà intellettuale della JICA (destinato alla Thailandia)

▼ Accordi internazionali

  • Convenzione di Parigi (adesione della Thailandia nel 2008)
  • Protocollo di Madrid (adesione della Thailandia nel novembre 2017)
  • Accordo TRIPS (adesione all’OMC nel 1995)
  • RCEP (Accordo di partenariato economico regionale globale) (entrata in vigore nel 2022)
  • JTEPA (Accordo di partenariato economico Giappone-Thailandia) (in vigore dal 2007)

*Il presente articolo è stato redatto a scopo informativo generale sulla base delle fonti primarie e delle informazioni ufficiali sopra indicate, aggiornate al mese di aprile 2026. Poiché le normative sono soggette a modifiche periodiche, si raccomanda di verificare le informazioni più aggiornate consultando le fonti primarie e rivolgendosi a esperti del settore. Per valutazioni specifiche relative a singoli casi, si raccomanda di consultare esperti del settore, compresi i rappresentanti locali.

AUTORE / Autore

Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)

Studio di proprietà intellettuale EVORIX (EVORIX) – Consulente in proprietà industriale e rappresentante legale

Assiste clienti operanti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, in ogni fase del processo, dalla deposito di domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritti d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).