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Brevetti sui metodi di business: record di domande e strategie di deposito

Scritto da Takefumi Sugiura | 2026/06/29

?? A chi sta leggendo questo articolo: La invitiamo a visitare anche il portale dedicato alla proprietà intellettuale nel settore IT, che offre un servizio completo per brevetti, marchi e diritti d’autore rivolto alle aziende del settore.

Il numero di domande di brevetto relative a invenzioni commerciali (brevetti sui modelli di business) ha attualmente raggiunto livelli record. Secondo le statistiche dell’Ufficio Brevetti, il numero di domande presentate negli ultimi anni si avvicina alle 20.000 all’anno, con una tendenza che supera persino il picco registrato intorno al 2000, un periodo un tempo definito la “bolla dei brevetti sui modelli di business”.

Un altro aspetto degno di nota è il fatto che, oltre al numero di domande, anche il tasso di concessione dei brevetti (tasso di riconoscimento dei diritti) superi l’80%. In passato si diceva che «i modelli di business non fossero brevettabili»; oggi, tuttavia, sulla scia della trasformazione digitale (DX) e dei progressi nell’intelligenza artificiale (AI), le invenzioni legate al business sono riconosciute come una proprietà intellettuale fondamentale, in grado di determinare la competitività delle aziende.

Nel presente articolo illustreremo in modo esaustivo il contesto che ha portato il numero di domande relative alle invenzioni commerciali a raggiungere livelli record, i requisiti indispensabili per ottenere il riconoscimento di un brevetto, le strategie pratiche per la presentazione delle domande, gli errori più comuni e i vantaggi di rivolgersi a un consulente in brevetti. Invitiamo i dirigenti e i responsabili della proprietà intellettuale che desiderano proteggere il proprio modello di business tramite la proprietà intellettuale a leggere attentamente l’articolo fino alla fine.

Il contesto che ha portato al numero record di domande di brevetto

L’avvento dell’era delle 20.000 domande

Il numero di domande di brevetto relative alle invenzioni commerciali ha raggiunto un picco intorno al 2000, durante il periodo della «bolla dei brevetti sui modelli di business», per poi registrare un calo significativo. Tuttavia, a partire dal 2015 circa, si è tornati a registrare una tendenza al rialzo, raggiungendo negli ultimi anni circa 19.800 domande all’anno. Si tratta di un livello senza precedenti.

L’avvento di questa «era delle 20.000 domande» non rappresenta un semplice fenomeno passeggero. Grazie alla promozione della trasformazione digitale (DX) e alla diffusione dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’Internet delle cose (IoT), in tutti i settori si sta procedendo alla creazione di modelli di business basati sulle tecnologie digitali e si sta rapidamente diffondendo la tendenza a proteggere i risultati ottenuti sotto forma di proprietà intellettuale.Una caratteristica distintiva è l’aumento delle domande provenienti non solo dal settore manifatturiero, ma anche da un’ampia gamma di settori quali quello finanziario, logistico, sanitario, agricolo ed educativo.

?? Dati aggiornati sulle invenzioni in ambito commerciale

  • Numero annuale di domande: circa 19.800 (livello record)
  • Tasso di concessione dei brevetti: oltre l’80% (superiore alla media di tutti i settori tecnologici)
  • Settori in forte crescita: FinTech, sanità, digitalizzazione della logistica (DX), EdTech

Il significato di un tasso di concessione superiore all’80%

Più che l’aumento del numero di domande, è degno di nota il fatto che il tasso di concessione dei brevetti superi l’80%. Ciò significa che, tra le domande per le quali è stata presentata richiesta di esame, almeno 4 su 5 vengono riconosciute come brevetti.

Alla base di questo elevato tasso di concessione vi è il «miglioramento della qualità» da parte dei richiedenti. Durante il periodo della bolla economica, intorno al 2000, molte domande presentavano scarse basi tecniche e, di conseguenza, si è verificato un gran numero di casi di rigetto. Attualmente, i richiedenti comprendono correttamente i criteri di esame relativi alle invenzioni di carattere commerciale e redigono descrizioni tecniche concrete.Inoltre, anche l’Ufficio Brevetti sta adottando misure volte ad aumentare la prevedibilità, attraverso la chiarificazione dei criteri di esame e la pubblicazione di raccolte di casi di esame.

??Il «luogo comune del passato» è stato
ribaltato. Un tempo si diceva che «i modelli di business non fossero brevettabili». Tuttavia, i dati attuali, con un tasso di concessione superiore all’80%, dimostrano che, se presentate in modo adeguato, le invenzioni legate al business hanno un’elevata probabilità di ottenere la concessione del brevetto. Vale quindi la pena valutare una strategia volta a proteggere il proprio modello di business tramite la proprietà intellettuale, senza lasciarsi vincolare dai luoghi comuni del passato.

La trasformazione digitale (DX) e l’intelligenza artificiale (AI) trainano l’aumento delle domande

Il fattore che sta trainando maggiormente l’aumento delle domande di brevetto relative alle invenzioni legate al business è la diffusione della DX (trasformazione digitale) e dell’IA (intelligenza artificiale). Nel quadro della promozione della DX da parte delle aziende, stanno nascendo diversi modelli di business, quali l’automazione dei processi operativi, il supporto al processo decisionale basato sull’analisi dei dati e l’ottimizzazione dell’esperienza del cliente.

In particolare, i brevetti relativi a modelli di business legati all’IA stanno registrando un’impennata; tra gli esempi più rappresentativi figurano i sistemi di previsione della domanda che sfruttano l’apprendimento automatico, l’automazione dell’assistenza clienti tramite l’elaborazione del linguaggio naturale e i sistemi di controllo della qualità che applicano la tecnologia di riconoscimento delle immagini. Queste invenzioni combinano l’IA, in quanto tecnologia di base, con l’ottimizzazione dei processi aziendali, dando vita a una nuova categoria che va oltre i confini tradizionali dei «brevetti software».

Inoltre, con la diffusione dell’IoT (Internet delle cose), stanno aumentando anche le domande di brevetto relative a modelli di business che fondono prodotti e servizi fisici con le tecnologie digitali. Innovazioni trasversali a diversi settori, quali le fabbriche intelligenti, le auto connesse e la telemedicina, vengono sempre più riconosciute come oggetto di proprietà intellettuale.

L’idea di combinare punti di contatto fisici e tecnologie digitali non si limita ai dispositivi IoT.Anche nel settore della pubblicità e del marketing esistono brevetti registrati relativi a meccanismi di misurazione dell’efficacia che collegano punti di contatto non digitali – quali volantini, posta diretta e televisione – con strumenti di monitoraggio digitali; è possibile verificare con esempi concreti fino a che punto siano state formulate le rivendicazioni. Per ulteriori dettagli, si rimanda all’articolo in cui vengono analizzati tre brevetti registrati che collegano la pubblicità offline con il digitale.

Cosa si intende per “invenzione relativa all’attività commerciale”? Requisiti indispensabili per ottenere un brevetto

Le semplici idee non sono oggetto di brevetto

L’aspetto più importante riguardo alle invenzioni relative al business è che le “idee” commerciali in sé non sono oggetto di brevetto. Ad esempio, concetti commerciali quali “aumentare il tasso di fidelizzazione tramite un sistema di punti” o “ottenere ricavi stabili con un modello di abbonamento” non rientrano nella definizione di “invenzione” ai sensi della legge sui brevetti.

⚠️ Attenzione: una semplice idea commerciale non
è brevettabile. Non è possibile presentare una domanda di brevetto semplicemente affermando di «aver ideato un meccanismo commerciale denominato XX». Affinché venga riconosciuta come brevetto, è necessario che siano descritti in modo concreto i mezzi tecnici (sistemi IT, algoritmi, metodi di elaborazione dei dati, ecc.) necessari per realizzare tale meccanismo commerciale.Solo quando sono presenti sia il modello di business che i mezzi tecnici si configura una «invenzione di carattere commerciale».

L’articolo 2 della legge sui brevetti definisce l’invenzione come «una creazione di alto livello di un concetto tecnico che utilizza le leggi della natura».Il modello di business in sé è un accordo artificiale e, non utilizzando le leggi naturali, non rientra nella definizione di invenzione. Tuttavia, se si tratta di un sistema o di un metodo che realizza tale modello di business utilizzando le tecnologie ICT, si riconosce l’utilizzo delle leggi naturali e può quindi essere oggetto di brevetto in quanto invenzione.

Configurazione tecnica hardware + software

Affinché un'invenzione commerciale sia riconosciuta come brevetto, è necessario che sia chiaramente descritto come le risorse hardware (server, terminali, reti di comunicazione, ecc.) e il software (programmi, algoritmi, ecc.) collaborino per eseguire elaborazioni concrete.

Nello specifico, è necessario che nel documento descrittivo siano riportati i seguenti elementi:

  • Soggetto dell’elaborazione: quale hardware (server, terminale client, sensori, ecc.) esegue quale elaborazione
  • Flusso dei dati: quali dati vengono inviati e ricevuti, da dove e verso dove
  • Dettagli dell’algoritmo: in che modo i dati vengono elaborati, calcolati e valutati
  • Effetti tecnici: quali effetti tecnici si ottengono grazie a tale elaborazione

Solo quando questi elementi sono tutti presenti, l’esaminatore giudica che «la presente domanda di brevetto costituisce un’idea tecnica che utilizza le leggi della natura» e ne riconosce la natura di invenzione. In altre parole, per quanto innovativo possa essere il modello di business, se l’implementazione tecnica non è chiara, non verrà riconosciuta come invenzione.

Invenzioni relative al mondo degli affari illustrate con esempi concreti

Poiché una spiegazione astratta può risultare di difficile comprensione, esaminiamo alcuni esempi concreti. Di seguito viene presentato un confronto tra ciò che è brevettabile e ciò che non lo è.

?? Esempi concreti di invenzioni relative al mondo degli affari

  • Settore FinTech: sistema di valutazione del merito creditizio in tempo reale basato sull’intelligenza artificiale, sistema di trasferimento internazionale di fondi che sfrutta la blockchain
  • Economia della condivisione: sistema di prenotazione di veicoli che combina dati di localizzazione e algoritmi di abbinamento; sistema di condivisione di parcheggi che rileva la disponibilità tramite sensori IoT
  • Assistenza sanitaria: sistema di gestione della salute che analizza i dati dei dispositivi indossabili tramite IA
  • Logistica: sistema di ottimizzazione dei percorsi di consegna basato su dati sul traffico in tempo reale e previsioni dell’intelligenza artificiale
Voci Esempi di brevettabilità ✅ Esempi non brevettabili ❌
Sistema a punti Sistema server che analizza i dati relativi alla cronologia degli acquisti tramite intelligenza artificiale e calcola e applica in tempo reale il tasso di accumulo punti ottimale per ciascun cliente Si tratta esclusivamente della regola aziendale secondo cui «vengono assegnati punti in base all’importo dell’acquisto»
Abbonamento Sistema che costruisce modelli predittivi basati sui dati relativi alla frequenza di utilizzo e sulle caratteristiche degli utenti, per inviare automaticamente offerte speciali agli utenti a elevato rischio di disimpegno Esclusivamente il modello di business «fornire servizi con canone mensile»
Abbinamento Metodo di elaborazione che combina un algoritmo di valutazione basato su più parametri con le informazioni di localizzazione, al fine di abbinare in modo ottimale domanda e offerta Esclusivamente il concetto di «servizio di intermediazione che abbina domanda e offerta»
Determinazione dei prezzi Sistema di determinazione dinamica dei prezzi che raccoglie in tempo reale dati di mercato, prezzi della concorrenza e stato delle scorte, calcolando il prezzo ottimale tramite l’apprendimento automatico Esclusivamente la strategia di prezzo consistente nel «variare il prezzo in base alla domanda»

Strategia pratica per la presentazione di domande di brevetto

Per ottenere con successo un brevetto per un’invenzione di natura commerciale, è indispensabile un approccio strategico. Di seguito illustriamo quattro strategie efficaci nella pratica.

Strategia n. 1: Rispettare rigorosamente i termini di deposito anticipato

?? Punti chiave del deposito tempestivo

È importante presentare tempestivamente la domanda non appena la struttura tecnica è definita, anche prima che lo sviluppo del modello di business sia completato. Soprattutto in settori caratterizzati da forte concorrenza, un ritardo di pochi giorni può rivelarsi fatale. Si raccomandi di adottare come linea guida fondamentale il completamento della domanda prima del lancio del servizio.

⚡ Non dimenticare il principio del «primo a depositare» Il sistema dei brevetti
giapponese adotta il «principio del primo a depositare». A parità di invenzione, i diritti vengono concessi a chi ha depositato la domanda per primo.È fondamentale essere sempre consapevoli della possibilità che i concorrenti stiano sviluppando un modello di business simile e adottare un approccio che non preveda di «presentare la domanda solo dopo aver redatto una descrizione perfetta», ma piuttosto di «presentare tempestivamente la domanda non appena si raggiunge una fase in cui ciò è possibile». Se necessario, è efficace anche la strategia di avvalersi del sistema di priorità nazionale per integrare successivamente la descrizione.

Per garantire un deposito tempestivo, è indispensabile la collaborazione tra il team di sviluppo e il team di proprietà intellettuale (o il consulente in brevetti incaricato). Si raccomanda di istituire incontri periodici dedicati alle invenzioni e di creare un sistema che consenta di valutare i tempi di deposito in base allo stato di avanzamento dello sviluppo.

Strategia n. 2: Progettazione di rivendicazioni multifattoriali

??️ Punti chiave per la progettazione di rivendicazioni multifattoriali

Nel caso delle invenzioni relative al mondo degli affari, è possibile massimizzare l’ambito di protezione formulando rivendicazioni in più categorie, quali «sistemi», «metodi» e «programmi». Si raccomanda di progettare rivendicazioni multiformi in modo da consentire l’esercizio dei diritti in base alle diverse forme di servizio offerte dalla concorrenza.

Ad esempio, per un determinato modello di business è possibile ipotizzare la seguente struttura delle rivendicazioni.

  • Rivendicazione relativa al sistema: definisce la configurazione hardware, quali server, terminali, database, ecc.
  • Rivendicazione di metodo: definisce le fasi di elaborazione quali acquisizione → elaborazione → output dei dati
  • Rivendicazione di programma: definisce il programma che consente al computer di eseguire ciascuna fase
  • Rivendicazione relativa al supporto di registrazione: definisce il supporto su cui è registrato il programma

In questo modo, si dispone di una base giuridica per l’esercizio dei propri diritti non solo nel caso in cui la concorrenza realizzi un sistema, ma anche qualora distribuisca il programma o lo fornisca come servizio cloud.

Strategia n. 3: Presentazione di domande di brevetto alla luce delle tendenze nell’esame delle invenzioni relative all’IA

?? Punti chiave per la presentazione di domande relative alle invenzioni nel campo dell’IA

Nei brevetti relativi a modelli di business legati all’IA, è necessario descrivere chiaramente l’implementazione concreta della tecnologia di intelligenza artificiale, quali il tipo di dati di addestramento, le caratteristiche dell’algoritmo di apprendimento, la struttura del modello di inferenza e il formato dei dati di input e output. Descrizioni astratte del tipo «ottimizzazione tramite IA» non sono sufficienti.

L’Ufficio Brevetti ha pubblicato gli «Esempi di esame relativi alle tecnologie legate all’IA», fornendo linee guida su quali descrizioni influenzino la valutazione della natura di invenzione e del carattere innovativo. Quando si deposita una domanda di brevetto per un modello di business legato all’IA, è importante includere nella descrizione i seguenti punti, facendo riferimento a tali esempi di esame.

  • Il flusso di elaborazione nelle fasi di apprendimento e di inferenza
  • Tipologia dei dati utilizzati e metodi di pre-elaborazione
  • La struttura del modello (ad esempio, la struttura a livelli della rete neurale)
  • Il vantaggio tecnico rispetto alla tecnica anteriore

Strategia ④: Strategia «Open & Close»

?? Punti chiave della strategia “Open & Close”

Anziché depositare una domanda di brevetto per ogni aspetto, è possibile massimizzare il vantaggio competitivo distinguendo strategicamente tra le parti da divulgare e proteggere tramite brevetto (Open) e quelle da mantenere riservate come know-how (Closed). La decisione su quale delle due opzioni utilizzare per proteggere gli elementi fondamentali del modello di business costituisce il fulcro della strategia in materia di proprietà intellettuale.

Nel caso delle invenzioni legate all’attività aziendale, esiste anche lo svantaggio che il contenuto tecnico venga reso pubblico attraverso la domanda di brevetto. In particolare, per quanto riguarda i dettagli delle elaborazioni lato server e degli algoritmi, difficili da sottoporre a reverse engineering, in alcuni casi può essere più vantaggioso non presentare una domanda di brevetto, ma proteggerli come know-how (segreto commerciale).

Elementi di confronto Aperto (domanda di brevetto) Chiuso (riservatezza del know-how)
Periodo di protezione 20 anni dalla data di deposito (per legge) A tempo indeterminato, purché il segreto venga mantenuto
Diritto di esclusiva Esiste (è possibile richiedere un provvedimento inibitorio e il risarcimento dei danni) Assenti (non è possibile opporsi a sviluppi autonomi)
Divulgazione delle informazioni Divulgazione (un anno e sei mesi dopo il deposito della domanda) È possibile mantenerle riservate
Rischi I contenuti tecnici vengono resi pubblici e possono costituire la base per la progettazione di soluzioni alternative Rischio di fuga di informazioni; difficoltà nel dimostrare il diritto di uso anteriore
Contesti indicati Elaborazione front-end visibile all’utente, specifiche API, flussi dell’interfaccia utente Logica di elaborazione lato server, metodi di pre-elaborazione dei dati di addestramento, parametri proprietari

La strategia più efficace è quella «ibrida», che consiste nel proteggere con brevetto le invenzioni relative all’elaborazione front-end e all’interfaccia utente, mantenendo invece riservati, come segreti commerciali, gli algoritmi di base del back-end e il know-how relativo all’elaborazione dei dati. Grazie a questa distinzione, è possibile preservare la fonte del vero vantaggio competitivo, mantenendo al contempo un effetto deterrente nei confronti della concorrenza.

Esempi di errori in cui le aziende tendono a cadere

Nell’ambito delle domande di brevetto relative alle invenzioni commerciali, esistono modelli di errore in cui molte aziende incorrono comunemente. Traiamo insegnamento dai tre esempi riportati di seguito.

❌ Esempio di errore n. 1: presentare la domanda basandosi esclusivamente sul concetto di business

Una start-up ha presentato una domanda di brevetto per l’idea di un «servizio che utilizza l’intelligenza artificiale per proporre piani assicurativi ottimali». Tuttavia, nella descrizione non erano riportati gli algoritmi specifici dell’intelligenza artificiale né la configurazione del sistema, ma solo una sintesi del modello di business. Di conseguenza, durante l’esame da parte dell’Ufficio Brevetti, la domanda è stata respinta in quanto «non conforme ai requisiti di inventiva».

Lezione: è necessario descrivere in modo concreto non solo «cosa» si intende fare dal punto di vista commerciale, ma anche «come» realizzarlo dal punto di vista tecnico. I dettagli tecnici, quali schemi di configurazione del sistema, diagrammi di flusso di elaborazione e strutture dei dati, sono indispensabili.

❌ Esempio di insuccesso n. 2: Presentazione della domanda dopo il lancio del servizio con conseguente perdita di novità

Un’azienda ha sviluppato un servizio fintech innovativo e ne ha lanciato il servizio con un comunicato stampa di grande risonanza. Successivamente, al fine di impedire l’ingresso di concorrenti sul mercato, ha valutato la possibilità di depositare una domanda di brevetto; tuttavia, poiché i contenuti del servizio erano ormai di dominio pubblico, si è verificato un problema di perdita di novità.Si è tentato di applicare la disposizione di deroga alla perdita di novità (articolo 30 della Legge sui brevetti), ma poiché erano trascorsi più di sei mesi dalla divulgazione, non è stato possibile avvalersi di tale deroga.

Morale: è una regola fondamentale completare la domanda di brevetto prima del lancio del servizio o del comunicato stampa. Qualora la divulgazione avvenga inevitabilmente prima, è necessario avviare la procedura di deroga alla perdita di novità entro sei mesi dalla divulgazione.

❌ Esempio di insuccesso n. 3: ambito delle rivendicazioni troppo ristretto, che ne facilita l’elusione

Un’azienda ha ottenuto un brevetto relativo al proprio sistema di pagamento. Tuttavia, poiché la formulazione delle rivendicazioni era eccessivamente limitata alla configurazione del proprio sistema, i concorrenti sono riusciti a eluderlo facilmente semplicemente modificando alcune parti della configurazione. Di conseguenza, il brevetto ottenuto con tanta fatica si è rivelato privo di qualsiasi potere effettivo di escludere la concorrenza.

Lezione: le rivendicazioni devono essere formulate con un ambito sufficientemente ampio da coprire non solo l’implementazione propria, ma anche le alternative che i concorrenti potrebbero adottare. È efficace una struttura gerarchica delle rivendicazioni che comprenda concetti di livello superiore e inferiore.

I vantaggi di rivolgersi a un consulente in brevetti

La presentazione di domande di brevetto relative a invenzioni in ambito commerciale è un settore che richiede un elevato livello di specializzazione. Di seguito illustriamo i principali vantaggi derivanti dall’affidarsi a un consulente in brevetti da tre diversi punti di vista.

Vantaggio n. 1: le competenze del consulente in materia di brevetti come “traduttore” tra tecnologia e diritto

?? Il ruolo del consulente in materia di brevetti come «traduttore»

La difficoltà maggiore nella domanda di brevetto per le invenzioni legate al mondo degli affari consiste nel convertire il funzionamento aziendale in una forma che gli esaminatori dell’Ufficio Brevetti possano riconoscere come “invenzione”.Il consulente in brevetti è un professionista in grado di tradurre il linguaggio tecnico degli ingegneri e le idee del mondo d’affari in un documento legale denominato «descrizione», che soddisfi i requisiti della legge sui brevetti. La qualità di questa «traduzione» influisce in modo determinante sul successo o meno dell’ottenimento del brevetto.

Soprattutto nel caso delle invenzioni relative al mondo degli affari, si tende spesso a limitarsi alla semplice spiegazione del meccanismo aziendale; tuttavia, il consulente in brevetti possiede la capacità di estrapolare con precisione gli elementi tecnici e di redigere una descrizione che soddisfi i requisiti di inventiva, novità e progressività. Attraverso colloqui con gli sviluppatori, può talvolta far emergere caratteristiche tecniche di cui nemmeno l’inventore stesso era consapevole.

Vantaggio n. 2: competenza nella gestione delle fasi intermedie (risposta ai motivi di rigetto)

?? L’importanza della fase intermedia

La maggior parte delle domande di brevetto riceve una notifica dei motivi di rigetto già al primo esame. Il modo in cui si contesta o si modifica la domanda in risposta a tali motivi di rigetto rappresenta una fase cruciale che determina il successo o il fallimento dell’ottenimento del brevetto. Un consulente in brevetti che conosca a fondo i modelli di motivi di rigetto specifici delle invenzioni legate al mondo degli affari è in grado di elaborare rapidamente contromisure efficaci.

Tra i motivi di rigetto più frequenti nelle invenzioni di carattere commerciale figurano «mancanza di carattere di invenzione (non si riconosce l’utilizzo di leggi naturali)» e «mancanza di attività inventiva (si tratta di una mera combinazione di tecniche note)». Per confutare efficacemente tali motivi di rigetto sono necessarie una profonda conoscenza ed esperienza basate su precedenti casi di esame e giurisprudenza.Il consulente in proprietà industriale, avvalendosi di tali conoscenze, aumenta le possibilità di ottenere il brevetto redigendo in modo strategico le memorie e le richieste di modifica.

Vantaggio n. 3: la prospettiva della consulenza in materia di proprietà intellettuale

?? Il consulente in proprietà intellettuale come partner strategico

Un consulente in brevetti di eccellenza non si limita a redigere i documenti di domanda, ma, dopo aver compreso la strategia aziendale nel suo complesso, propone la costruzione di un portafoglio di proprietà intellettuale ottimale. Fornisce consulenza in materia di proprietà intellettuale a livello dirigenziale, ad esempio in merito a quali invenzioni depositare come brevetti, quali tecnologie proteggere come know-how, alla necessità o meno di depositi all’estero e alla definizione di strategie di licenza.

Soprattutto per le startup e le imprese emergenti, la decisione su quali tecnologie proteggere in via prioritaria, alla luce delle risorse limitate, rappresenta una scelta gestionale fondamentale che determina il successo dell’attività.Un consulente in proprietà industriale, grazie alla propria competenza in materia, è in grado di proporre strategie di proprietà intellettuale altamente efficienti in termini di rapporto costi-benefici, tenendo conto del piano aziendale e del panorama competitivo. Inoltre, è possibile contare sul suo supporto per valorizzare adeguatamente il valore del portafoglio di proprietà intellettuale durante le presentazioni rivolte a investitori e società di venture capital.

Riepilogo: iniziate subito a definire una strategia di proprietà intellettuale per le invenzioni legate al business

Nel presente articolo abbiamo illustrato in modo esaustivo l’attuale situazione, caratterizzata da un numero record di domande di brevetto relative alle invenzioni legate al business, il contesto in cui ciò si inserisce, i requisiti per l’ottenimento del brevetto, le strategie pratiche di deposito, gli esempi più comuni di errori e i vantaggi derivanti dall’affidarsi a un consulente in proprietà industriale.

Riassumendo i punti salienti, si ha quanto segue.

  • Il numero di domande di brevetto si avvicina alle 20.000 all’anno e il tasso di approvazione supera l’80%: le invenzioni legate al mondo degli affari non sono più «brevetti impossibili da ottenere»
  • Il requisito fondamentale per il brevetto è la «concretezza dell’implementazione tecnica»: un’idea commerciale da sola non è sufficiente, è indispensabile la configurazione tecnica come sistema informatico
  • Deposito tempestivo, rivendicazioni multifattoriali, strategia «open & close»: è fondamentale combinare strategie efficaci nella pratica
  • Sfruttare la competenza dei consulenti in brevetti — la traduzione tra tecnologia e diritto, il know-how nella gestione delle fasi intermedie e la prospettiva della consulenza in materia di proprietà intellettuale sostengono il processo di ottenimento dei diritti

Grazie ai progressi della digitalizzazione (DX) e dell’intelligenza artificiale (AI), l’innovazione dei modelli di business sta subendo un’accelerazione sempre maggiore. Le iniziative volte a proteggere il proprio modello di business come proprietà intellettuale e a consolidare un vantaggio competitivo non sono più un’attività da intraprendere «se si ha tempo a disposizione», ma costituiscono un elemento imprescindibile della strategia aziendale.

Se state valutando la possibilità di depositare una domanda di brevetto per un’invenzione legata all’attività aziendale o avete dei dubbi in merito, non esitate a contattarci.

State valutando la possibilità di presentare una domanda di brevetto per un’invenzione legata all’attività aziendale?

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AUTORE / Autore

Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)

Studio di proprietà intellettuale EVORIX, Consulente in proprietà industriale e rappresentante legale

Assistiamo clienti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, startup, moda e sanità, occupandoci di ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritti d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’IA, l’IoT, il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).