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Brevetti per chat e bot IA: esempi, tutela e rischi di contraffazione
![[Analisi approfondita di un consulente in brevetti] Raccolta di casi relativi ai brevetti sulle funzioni di chat e sui bot basati sull’intelligenza artificiale | Aspetti relativi alla protezione brevettuale e rischi di violazione che gli sviluppatori devono conoscere](https://www.evorix.jp/hubfs/unnamed%20(25).jpg)
A chi sta leggendo questo articolo: se state redigendo una bozza di descrizione tecnica utilizzando un’intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, vi invitiamo a utilizzare anche la pagina dedicata alla bozza generata dall’IA e alla revisione da parte di un consulente in brevetti.
Nello sviluppo dei servizi web e delle app odierni, la “funzionalità di chat” è ormai diventata un’infrastruttura indispensabile.
Il suo campo di applicazione si sta espandendo in modo esponenziale: dagli strumenti di digital transformation (DX) aziendali, all’assistenza clienti dei siti di e-commerce, alle app di matchmaking C2C, fino alle interfacce interattive che sfruttano le recenti tecnologie di intelligenza artificiale generativa (come ChatGPT).
Indice
- 1. Perché oggi i «brevetti relativi alla chat» rivestono tanta importanza?
- 2. [4 casi concreti] sui brevetti relativi alle chat che gli sviluppatori devono conoscere
- 3. Tendenze in materia di brevetti nell’era dell’IA generativa e dei chatbot
- 4. I «tre vantaggi» della brevettazione delle funzionalità di chat
- 5. Punti chiave nella presentazione di una domanda di brevetto per un sistema di chat
- 6. Conclusione: si rivolga a un consulente in brevetti con esperienza nel settore IT e software
Tuttavia, molti sviluppatori e dirigenti trascurano un fatto fondamentale.
Si tratta del fatto che «anche una funzione di chat apparentemente banale può diventare un brevetto di grande valore con qualche piccolo accorgimento» e, al contrario, «il rischio di violare i brevetti di altre aziende senza esserne a conoscenza è estremamente elevato».
«Ma una chat, non è forse la stessa cosa indipendentemente da chi la realizzi?»
«Dato che utilizziamo librerie open source, non dovrebbero esserci problemi, vero?»
Se la pensate in questo modo, è estremamente pericoloso. Il settore dei sistemi di chat è infatti attualmente uno dei campi di battaglia più contesi nel settore IT, in cui si verificano con maggiore frequenza le controversie in materia di brevetti.
In questo articolo, dal punto di vista di un consulente in brevetti con una solida esperienza nel settore IT e del software, illustreremo casi concreti relativi ai brevetti sui sistemi di chat e spiegheremo in dettaglio come proteggere e tutelare la tecnologia della propria azienda.
1. Perché oggi i «brevetti relativi alle chat» rivestono tanta importanza?
Prima di esaminare i casi concreti, è necessario comprendere il contesto che sta determinando il rapido aumento delle domande di brevetto in questo settore.
La fonte di differenziazione si sta spostando dalle «funzionalità» all’«esperienza utente (UX)»
I programmi di base che si limitano a inviare e ricevere messaggi non presentano più alcuna novità. Tuttavia, rimane ancora spazio per innovazioni tecniche nell’ambito dell’esperienza utente (UX), ad esempio «come rendere l’utilizzo intuitivo» sui piccoli schermi degli smartphone o «come individuare le informazioni importanti» tra una mole enorme di messaggi.
LINE e Slack sono riusciti a conquistare quote di mercato non semplicemente perché «permettono di inviare messaggi», ma grazie a un’esperienza utente (UX) supportata da tecnologie brevettate, come «l’utilizzo intuitivo delle emoticon» e «la facilità di lettura delle conversazioni».
La crescita esplosiva del mercato dell’IA e dei chatbot
Con l’avvento dell’IA generativa, la chat si è evoluta da «strumento di conversazione tra esseri umani» a «strumento per impartire comandi all’IA». In questo contesto, la logica di controllo stessa, ovvero «come far rispondere l’IA», diventa oggetto di brevetto. Questo settore è ancora agli albori e vi sono ampie opportunità di ottenere brevetti di base (brevetti pionieristici) anche a partire da ora.
2. Quattro esempi concreti di brevetti relativi alle chat che gli sviluppatori dovrebbero conoscere
Di seguito vi presentiamo quattro casi che hanno effettivamente fatto scalpore o che sono strettamente legati ai modelli di business. Conoscendoli, potrete acquisire una migliore comprensione di «quali tecnologie possano essere oggetto di brevetto».
Caso n. 1: Causa per violazione di brevetto relativa alla «funzione scuoti-scuoti» di LINE (interfaccia utente/esperienza utente e integrazione con i sensori)
Anche LINE, colosso nel settore delle app di chat, non è immune da controversie in materia di brevetti.
In merito alla “funzione Scuoti-scuoti” (funzionalità che consente lo scambio di ID scuotendo il dispositivo), un tempo integrata in LINE, la società IT Future Eye di Kyoto ha intentato una causa sostenendo la violazione dei diritti di brevetto.
- [Tecnologia oggetto della controversia]
Tecnologia che utilizza informazioni di localizzazione, quali il GPS, per consentire a dispositivi vicini di inviare informazioni al server utilizzando la «vibrazione (movimento di scuotimento)» come trigger, al fine di abbinare gli ID. - 【Esito e insegnamenti】 Nel 2021, il Tribunale distrettuale di
Tokyo ha condannato LINE al pagamento di un risarcimento danni pari a circa 14 milioni di yen (successivamente sono state riportate notizie relative a un accordo transattivo).
Da questo caso si evince che «le funzioni di chat collegate ai sensori dello smartphone (ad esempio l’accelerometro), oltre alle semplici operazioni sullo schermo», possono costituire un brevetto di grande valore.Inoltre, ciò costituisce un monito sul fatto che proprio le «funzionalità che sembrano intuitivamente utili» sono quelle per cui è più probabile che altre aziende abbiano già ottenuto un brevetto.
Caso n. 2: la «funzione Uscite» di Tapple (brevetto sul modello di business)
L’app di incontri «Tapple» del gruppo CyberAgent è riuscita a brevettare la propria logica di business.
- [Contenuto del brevetto (brevetto n. 6490382 ecc.)] Non si tratta del
tradizionale flusso statico «ricerca per criteri → “Mi piace” → abbinamento», bensì di una funzione di ricerca con limite di tempo volta a «trovare un partner per un appuntamento entro 24 ore».
Nello specifico, è stato brevettato il seguente flusso di elaborazione: «un primo utente imposta i criteri di ricerca e la scadenza e pubblica l’annuncio», «un secondo utente risponde all’annuncio» e «se l’annuncio è ancora valido, si realizza l’abbinamento e diventa possibile chattare». - 【Punto strategico】Il
punto di forza non risiede nella chat intesa come semplice strumento di comunicazione, bensì nel fatto che il brevetto riguarda il controllo sistematico del «processo stesso di creazione di occasioni di incontro (la regola del limite di tempo)». In questo modo, l’idea di integrare nel sistema «condizioni» e «limiti» prima dell’avvio della chat costituisce un fattore di differenziazione estremamente efficace.
Caso di studio n. 3: WowTalk «Funzione Partition» (funzionalità di gestione B2B)
Si tratta di un caso relativo al Gruppo Kingsoft (WowTech), fornitore della chat aziendale «WowTalk». Nelle chat aziendali, dal punto di vista della conformità e della sicurezza delle informazioni, è fondamentale controllare «chi può comunicare con chi».
- [Panoramica della tecnologia brevettata] Si tratta di una funzionalità che consente di impostare in modo dettagliato l’«ambito di comunicazione» per ciascun reparto (divisione)
all’interno dell’organizzazione. Ad esempio, è un meccanismo che permette di realizzare facilmente all’interno del sistema una complessa gestione a matrice, del tipo: «Il reparto vendite può chattare con il reparto sviluppo, ma con il reparto amministrazione generale possono chattare solo determinati funzionari». - 【Importanza nei servizi B2B】 A differenza delle app di
intrattenimento, nei sistemi di chat SaaS o destinati al settore B2B, funzionalità apparentemente semplici ma indispensabili quali «i diritti di amministratore», «la verifica dei log» e «l’adeguamento alla struttura organizzativa» rappresentano in realtà un’area poco esplorata dal punto di vista dei brevetti. Le funzionalità di chat che risolvono le «problematiche specifiche delle aziende» presentano un elevato potenziale di brevettabilità.
Caso n. 4: Causa Dwango contro FC2 (violazione di brevetto su server esteri)
Sebbene non si tratti di un caso riguardante la chat in sé, si tratta di una sentenza estremamente importante per gli sviluppatori di servizi web. In un sistema dotato di una funzione di commento ai video (una forma di chat), è stata oggetto di controversia la questione: «Se il server si trova all’estero, si configura o meno una violazione del brevetto giapponese?».
- [Impatto della sentenza
] In precedenza vigeva il principio del «territorialismo» (i brevetti giapponesi sono validi solo sul territorio nazionale), ma sulla scia delle decisioni del Tribunale superiore per la proprietà intellettuale del 2023 e della successiva sentenza della Corte Suprema, è stata emessa una sentenza rivoluzionaria secondo cui «qualora si possa valutare che il sistema nel suo complesso sia sostanzialmente gestito all’interno del territorio giapponese, sussiste una violazione del diritto di brevetto giapponese». - 【Avvertimento agli sviluppatori】La scappatoia secondo cui
«poiché i server AWS sono collocati in una regione degli Stati Uniti, è lecito violare i brevetti giapponesi» non è più valida. Si deve ritenere che, fintantoché gli utenti si trovino in Giappone, il rischio di violazione dei brevetti relativi al sistema di chat venga valutato in base alla legislazione giapponese.
3. Tendenze in materia di brevetti nell’era dell’IA generativa e dei chatbot
A partire dal 2023, lo sviluppo di chatbot che sfruttano l’intelligenza artificiale generativa (LLM), come ChatGPT, ha registrato una crescita esponenziale. Anche in questo settore stanno emergendo nuove tendenze in materia di brevetti.
Tendenza n. 1: «Tecnologie di escalation» verso l’assistenza da parte di operatori umani
L’aspetto più importante nei chatbot basati sull’IA è la gestione delle situazioni in cui l’IA non è in grado di fornire una risposta. Oltre alla
semplice visualizzazione del messaggio «La passiamo a un operatore», sono state depositate domande di brevetto relative alle seguenti tecnologie.
- Trigger basato sull’analisi delle emozioni:
un sistema di controllo che calcola il punteggio emotivo di «rabbia» o «ansia» dal testo inserito dall’utente e, nel momento in cui tale punteggio supera una soglia prestabilita, interrompe l’IA per collegare in via prioritaria l’utente a un operatore esperto. - Eredità del contesto (passaggio di consegne):
un sistema UI in cui un modello di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) riassume il log della conversazione con l’IA e lo visualizza sullo schermo dell’operatore, consentendo a quest’ultimo di subentrare nella chat in modo fluido, avendo già «compreso la situazione».
Tendenza n. 2: Controllo dei prompt e RAG (Ricerca-Ampliamento-Generazione)
Sebbene l’LLM (modello di IA) sia di proprietà del gestore della piattaforma, «come controllarlo» rientra nell’ambito di competenza degli sviluppatori di applicazioni.
- Flusso di gestione delle allucinazioni (informazioni errate):
logica di controllo che, quando l’IA deve fornire una risposta in seguito alla ricerca (RAG) nel manuale aziendale, impedisce all’IA di rispondere qualora il «punteggio di affidabilità» del documento consultato sia basso, facendole invece visualizzare intenzionalmente il messaggio «Non so» per indirizzare l’utente verso l’assistenza umana. - Mascheramento automatico dei dati personali:
una tecnologia di sicurezza che, qualora un utente inserisca dati personali nella chat, li rileva tramite espressioni regolari o l’estrazione di espressioni specifiche prima che vengano inviati all’IA, procedendo automaticamente al loro mascheramento.
Queste non sono invenzioni relative all’IA in sé, ma rappresentano «tecnologie di supporto» necessarie per rendere l’IA un servizio commerciale; attualmente costituiscono l’ambito in cui è più facile ottenere un brevetto.
4. I «tre vantaggi» della brevettabilità delle funzionalità di chat
Alcuni potrebbero pensare: «Il software evolve rapidamente, quindi ottenere un brevetto non ha senso, vero?». Tuttavia, i vantaggi derivanti dall’ottenimento di un brevetto per un sistema di chat non si limitano alla sola protezione della tecnologia.
Vantaggio n. 1: una forte barriera all’ingresso (diritto di esclusiva)
Le app di chat sono un business in cui, una volta acquisiti gli utenti, i costi di passaggio a un’altra piattaforma risultano elevati (grazie all’effetto rete). In questo contesto, se si riesce a ottenere l’esclusiva tramite brevetto su «una determinata funzione utile (ad esempio: la possibilità di rispondere immediatamente con un gesto specifico)», le app concorrenti non potranno imitarla, consentendo di creare un divario schiacciante in termini di UX (esperienza utente).
È possibile tutelare giuridicamente la situazione in cui l’utente afferma: «Utilizzo questa app proprio perché dispone di quella funzione».
Vantaggio n. 2: Miglioramento della valutazione in materia di raccolta fondi e operazioni di fusione e acquisizione
Gli investitori e i VC (venture capital) non si limitano a esaminare il codice dell’app in sé, ma verificano rigorosamente anche se «il modello di business possa essere copiato da altre aziende». Il fatto di aver
«presentato domanda di brevetto (o ottenuto il brevetto) per una logica di abbinamento proprietaria» costituisce una prova della competenza tecnica e aumenta notevolmente il valore patrimoniale (valutazione) dell’azienda.Qualora si miri a una futura acquisizione (M&A), il brevetto relativo alla funzione di chat, che costituisce il nucleo dell’attività, diventa un importante asset di vendita.
Vantaggio n. 3: difesa tramite licenze incrociate
Qualora la Sua azienda venisse citata in giudizio da un concorrente con l’accusa di «violazione di brevetto», se la Sua azienda possiede a sua volta un brevetto solido, aumentano notevolmente le possibilità di portare la questione verso una negoziazione di conciliazione basata sul principio «utilizziamo reciprocamente i nostri brevetti» (licenze incrociate).
Il brevetto è al tempo stesso un’arma per attaccare e uno scudo per difendere la propria azienda. Nel settore IT, combattere «a mani nude» rappresenta di per sé un rischio per la continuità aziendale.
5. Punti chiave nella richiesta di brevetto per i sistemi di chat
Dove si trova il confine tra un’«idea brevettabile» e un’«idea non brevettabile»?
Chiarire la collaborazione con le “risorse hardware”
Secondo i criteri di esame dell’Ufficio Brevetti giapponese, affinché un’invenzione software sia riconosciuta, è necessario che «l’elaborazione delle informazioni sia concretamente realizzata utilizzando risorse hardware (CPU, memoria, componenti di comunicazione, display, ecc.)».
- × Esempio non brevettabile:
«Regola di chat che avvisa automaticamente l’utente qualora utilizzi termini offensivi»
(si tratta semplicemente di una convenzione arbitraria o di un’idea astratta) - 〇 Esempio potenzialmente brevettabile:
«Dispositivo di elaborazione delle informazioni in cui la CPU confronta un elenco di termini vietati memorizzato nella memoria con i dati testuali inseriti tramite un dispositivo di input e, qualora vi siano parole corrispondenti, interrompe il processo di invio e visualizza una finestra di avviso prestabilita sul display»
In questo modo, definendo chiaramente «quale dispositivo», «a quali dati fa riferimento» e «come li elabora», l’invenzione viene riconosciuta come tale. Proprio questa «traduzione in termini tecnici» costituisce l’ambito di competenza dei nostri avvocati specializzati in brevetti.
L’equilibrio tra «ampiezza» e «forza» delle rivendicazioni
Se l’ambito di protezione del brevetto (rivendicazioni) è troppo ampio, viene considerato «identico alla tecnica esistente» e quindi respinto; se invece è troppo ristretto, si creano delle «scappatoie».
Un consulente in brevetti di eccellenza individua l’«essenza (nucleo)» della funzione di chat della Sua azienda e mira a ottenere la protezione con un ambito di rivendicazione così ben calibrato da risultare difficile da eludere per i concorrenti.Ad esempio, anziché limitarsi a «scuotere lo smartphone», utilizzando l’espressione «tramite il sensore di accelerazione del dispositivo», si mira a ottenere un diritto più ampio che includa non solo lo scuotimento, ma anche il movimento di inclinazione.
6. Riepilogo: si rivolga a un avvocato specializzato in IT e software
Il mondo dei sistemi di chat e dei bot basati sull’intelligenza artificiale evolve di giorno in giorno. Una funzionalità che Lei ritiene «comoda» potrebbe essere stata ideata contemporaneamente da qualcun altro in qualche parte del mondo.
Il sistema dei brevetti si basa sul «principio della priorità (vince chi deposita per primo la domanda)».
- «La funzione di chat della propria azienda è brevettabile?»
- «La funzione di quell’app della concorrenza costituisce una violazione di brevetto?»
- «Vorrei proteggere la logica di controllo del mio bot basato sull’intelligenza artificiale»
Se avete dubbi di questo tipo, vi invitiamo a consultare uno specialista prima che lo sviluppo proceda al punto da non poter più tornare indietro.
Un consulente in brevetti in grado di comprendere la terminologia informatica e l’architettura dei sistemi potrà comunicare agevolmente con i vostri ingegneri, tradurre con precisione in parole le “invenzioni nascoste nel codice” e aiutarvi a consolidarle come diritti solidi.
Ci auguriamo che il Suo innovativo strumento di comunicazione venga giustamente valorizzato grazie alla proprietà intellettuale e conquisti il mercato.
```🤖 A coloro che hanno redatto una bozza di descrizione di brevetto con ChatGPT
Le bozze generate dall’IA sono benvenute. Un consulente in brevetti IT e IA riscriverà la bozza generata dall’IA trasformandola in un «documento di tutela dei diritti solido a difesa della vostra attività».
Affidate il controllo finale della qualità della descrizione a un professionista con oltre 15 anni di esperienza nel settore della proprietà intellettuale.
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
EVORIX (Studio di proprietà intellettuale) – Consulente in brevetti e rappresentante legale
Assiste clienti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, startup, moda e sanità, occupandosi di tutto il processo, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno industriale e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali IA, IoT, Web3 e FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Consulenti in Proprietà Industriale (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).