Riduzioni e sostegni per la proprietà industriale delle PMI: edizione 2026

«Vorremmo ottenere un brevetto, ma i costi sono troppo elevati», «Le domande di brevetto all’estero sono fuori dalla portata delle piccole e medie imprese»: sentiamo quotidianamente commenti di questo tipo. In effetti, non è raro che dal deposito della domanda di brevetto all’ottenimento del diritto siano necessarie da alcune centinaia di migliaia a oltre un milione di yen; se si tratta di domande all’estero, l’investimento richiesto raggiunge l’ordine di grandezza di diversi milioni di yen.
Tuttavia, attualmente, nel 2026, i regimi di riduzione o esenzione delle spese relative alla proprietà intellettuale e i sussidi destinati alle piccole e medie imprese e alle start-up sono più completi che mai. Grazie alla riduzione delle tasse di richiesta di esame da parte dell’Ufficio Brevetti, ai sussidi per le domande all’estero e ai contributi specifici degli enti locali, se utilizzati correttamente è perfettamente possibile ridurre i costi di acquisizione della proprietà intellettuale a meno della metà.
Nel presente articolo forniremo una panoramica completa dei principali programmi di sostegno in materia di proprietà intellettuale disponibili nell’anno fiscale 2026, offrendo informazioni utili nella pratica, dai punti da tenere in considerazione al momento della presentazione della domanda ai consigli per ottenere l’approvazione. Si tratta di contenuti che invitiamo caldamente a leggere fino in fondo proprio quelle aziende che «avevano rinunciato alla proprietà intellettuale a causa dei costi».
Indice
- Perché proprio le piccole e medie imprese hanno bisogno dell’acquisizione di diritti di proprietà intellettuale e dei programmi di sostegno
- Il sistema di esenzioni e riduzioni dell’Ufficio Brevetti: fino a 2/3 di sconto sulle tasse di richiesta di esame e sui canoni di brevetto
- Sovvenzioni per le domande all’estero — Riduzione significativa dell’onere finanziario legato all’espansione internazionale
- Sovvenzioni specifiche degli enti locali — Copertura anche delle spese per i consulenti in materia di brevetti
- Le quattro regole fondamentali per l’utilizzo dei sussidi
- Riepilogo: i costi della proprietà intellettuale possono essere trasformati in «investimenti»
Perché proprio le piccole e medie imprese hanno bisogno di acquisire diritti di proprietà intellettuale e di avvalersi dei sistemi di sostegno
Sebbene i brevetti e i marchi siano spesso percepiti come «strumenti riservati alle grandi imprese», in realtà l’acquisizione dei diritti di proprietà intellettuale rappresenta una questione gestionale di primaria importanza proprio per le piccole e medie imprese. Di seguito illustriamo le ragioni da tre diversi punti di vista.
Motivo n. 1: prevenzione del rischio di contraffazione
Le tecnologie e i prodotti sviluppati in modo autonomo dalle piccole e medie imprese non godono di tutela legale se non vengono registrati. In particolare negli ultimi anni, sta aumentando il rischio di «domande di registrazione abusive», ovvero casi in cui terzi presentano una domanda di registrazione prima dell’impresa stessa, basandosi su informazioni relative al prodotto rese pubbliche in occasione di fiere o su siti web.Ottenendo i diritti di brevetto e di marchio, è possibile impedire legalmente la produzione e la vendita di prodotti contraffatti, garantendo così un vantaggio competitivo sul mercato.
⚠ Attenzione alle domande di brevetto presentate in modo improprio
Quando si rendono pubbliche tecnologie o marchi in occasione di fiere, comunicati stampa o sui social media, non si contano i casi in cui terzi presentino una domanda di brevetto prima di voi sulla base di tali informazioni. Il principio fondamentale è quello della “domanda di brevetto prima della divulgazione”.Qualora le informazioni fossero state rese pubbliche prima del deposito, occorre valutare l’applicazione delle disposizioni relative alle eccezioni alla perdita di novità; tuttavia, poiché le procedure sono complesse, si raccomanda di completare il deposito il più possibile prima della divulgazione.
Motivo n. 2: Utilizzo per la raccolta di fondi e l’acquisizione di credito
I diritti di proprietà intellettuale costituiscono un importante bene aziendale che “rende visibile” la capacità tecnologica e il valore del marchio di un’azienda. Il possesso di diritti di brevetto e di marchio rappresenta un importante punto di forza nei confronti di istituti finanziari e investitori.Negli ultimi anni si sta diffondendo anche il ricorso a sistemi di finanziamento garantiti da proprietà intellettuale (finanziamenti garantiti da proprietà intellettuale), che stanno attirando l’attenzione come nuovo strumento di raccolta fondi per le piccole e medie imprese, che spesso dispongono di garanzie reali insufficienti.
💡 Che cosa sono i prestiti garantiti da proprietà intellettuale?
Si tratta di un sistema che consente di ottenere finanziamenti da istituti finanziari utilizzando come garanzia i diritti di proprietà intellettuale, quali brevetti e marchi. L’offerta di tali servizi sta aumentando presso la Japan Finance Corporation e presso alcune banche regionali e cooperative di credito. Per le PMI e le start-up che dispongono di garanzie reali, quali immobili, in misura insufficiente, l’acquisizione di diritti di proprietà intellettuale rappresenta la chiave per ampliare le opzioni di raccolta di fondi.Anche nell’anno fiscale 2026, i vari istituti finanziari stanno procedendo al potenziamento dei prestiti basati sulla valutazione della proprietà intellettuale.
Motivo n. 3: la «barriera dei costi» può essere superata sfruttando il sistema
Il motivo principale che induce a esitare nell’acquisizione di diritti di proprietà intellettuale è, senza dubbio, il costo. Dal deposito della domanda di brevetto nazionale fino al conseguimento del diritto, il costo complessivo si aggira tra i 500.000 e il milione di yen; nel caso di domande all’estero, non è raro che il costo superi il milione di yen per singolo Paese.Tuttavia, nell’anno fiscale 2026 sono disponibili numerosi programmi di sostegno a cui le PMI possono ricorrere, quali il sistema di riduzione e esenzione dell’Ufficio dei Brevetti, i sussidi per le domande all’estero erogati da INPIT e JETRO, nonché i programmi di sovvenzione propri degli enti locali. Combinando correttamente tali misure, è perfettamente possibile ridurre l’onere effettivo a carico dell’azienda a meno della metà.
Nella sezione seguente illustreremo in dettaglio i principali programmi di sostegno in materia di proprietà intellettuale a disposizione delle piccole e medie imprese nell’anno fiscale 2026, fornendo esempi concreti di importi e indicazioni su come presentare domanda.
Regime di riduzione e esenzione dell’Ufficio dei Brevetti: sconto fino a 2/3 sulle tasse di richiesta di esame e sui canoni di brevetto
L’Ufficio dei Brevetti ha istituito un sistema di riduzione e esenzione delle tasse di richiesta di esame e dei canoni di brevetto (da 1 a 10 anni) al fine di promuovere l’utilizzo della proprietà intellettuale da parte delle PMI. Anche nell’anno fiscale 2026, tali importi saranno ridotti della metà per le PMI e di un terzo per le start-up.
Tasse di richiesta di esame e di mantenimento ridotte della metà
Se la Sua azienda rientra nella definizione di piccola o media impresa ai sensi della Legge fondamentale sulle piccole e medie imprese, la tassa di richiesta di esame e le tasse di brevetto dal primo al decimo anno saranno ridotte della metà. Per usufruire di tale agevolazione è sufficiente presentare la documentazione prevista al momento della deposito della domanda o della richiesta di esame; non è richiesta alcuna valutazione preliminare specifica. Tale riduzione si applica anche ai lavoratori autonomi e ai titolari di piccole imprese.
💡 Esempio concreto di importo (nel caso di 10 rivendicazioni)
La tassa di richiesta di esame standard ammonta a circa 170.000 yen, ma, applicando l’agevolazione per le PMI, viene ridotta a circa 85.000 yen. Inoltre, poiché anche le tasse di brevetto relative ai primi tre anni (da circa 20.000 a 50.000 yen all’anno × 3 anni) vengono ridotte della metà, è possibile risparmiare diverse centinaia di migliaia di yen sul costo totale, dalla presentazione della domanda al mantenimento dei diritti.
Ulteriori agevolazioni per le startup: riduzione a un terzo
Per le start-up con meno di 10 anni dalla costituzione, la tassa di richiesta di esame e le tasse di mantenimento del brevetto vengono ridotte fino a un terzo dell’importo standard. Per le imprese in fase di avvio, con risorse finanziarie limitate, ciò rappresenta un vantaggio estremamente significativo.
📌 Punti chiave delle agevolazioni per le startup
Il requisito fondamentale per la definizione di «start-up» è che si tratti di una società costituita da meno di 10 anni. Nel caso in cui un’impresa individuale si sia trasformata in società, la data di costituzione della società costituisce il punto di riferimento. Si noti inoltre che questa misura agevolativa non si applica alle controllate o alle società del gruppo di grandi imprese. Si raccomanda di verificare attentamente, prima della presentazione della domanda, che la propria azienda soddisfi i requisiti.
Aspetti da tenere presenti per l’anno fiscale 2026 — Limite massimo di 180 richieste
A partire dall’anno fiscale 2026, per la riduzione di 1/3 destinata alle startup è stato fissato un limite massimo di 180 richieste all’anno. Per le aziende con un numero elevato di richieste per singola società, è fondamentale elaborare in anticipo un piano di presentazione delle domande e stabilire le priorità in fase di richiesta. Alle richieste che superano tale limite verrà applicata la normale riduzione di 1/2 prevista per le PMI; tuttavia, poiché ciò incide sulla pianificazione dei costi, è necessario prestare attenzione.
| Categoria aziendale | Tasso di riduzione | Spese ammissibili |
|---|---|---|
| PMI (secondo la definizione della legge fondamentale) | Riduzione della metà | Tasse di ricorso, tasse di brevetto (dal 1° al 10° anno) |
| Start-up (con meno di 10 anni dalla costituzione) | Riduzione di 1/3 | Tassa di richiesta di esame, canone di brevetto (dal 1° al 10° anno) *Limite massimo di 180 casi all’anno |
| Piccole imprese | Riduzione del 50% | Tassa di richiesta di esame, canone di brevetto (dal 1° al 10° anno) |
| Lavoratori autonomi | Riduzione del 50% | Tassa di richiesta di esame, canone di brevetto (dal 1° al 10° anno) |
Sovvenzioni per le domande all’estero: una significativa riduzione degli oneri legati all’espansione internazionale
Per le piccole e medie imprese che mirano all’espansione nei mercati esteri, i costi relativi alle domande di proprietà intellettuale all’estero rappresentano un ostacolo significativo. I sussidi per le domande all’estero, gestiti dall’INPIT (Istituto di informazione e formazione sulla proprietà industriale) e dal JETRO (Organizzazione giapponese per la promozione del commercio), costituiscono un sistema che alleggerisce notevolmente tale onere.
Panoramica del sistema
Il sussidio per le domande all’estero è un sistema che sovvenziona una parte dei costi sostenuti dalle piccole e medie imprese per la presentazione di domande di brevetto, modello di utilità, disegno o modello e marchio all’estero. Viene sovvenzionata la metà dei costi necessari per la presentazione della domanda (onorari del rappresentante locale, spese di traduzione, tasse di deposito, ecc.). La richiesta va presentata tramite lo sportello unico per il sostegno alla proprietà intellettuale di ciascuna prefettura o tramite il JETRO.
💡 Importo massimo del sussidio (per ogni domanda)
- Domanda di brevetto: massimo 1,5 milioni di yen per domanda
- Domanda di modello di utilità: massimo 600.000 yen per domanda
- Domanda di disegno o modello: massimo 600.000 yen per domanda
- Domanda di marchio: massimo 600.000 yen per domanda
- Limite massimo annuo per azienda: 3 milioni di yen
Ampliamento del sostegno per le richieste di esame e le risposte intermedie
Nell’anno fiscale 2026, l’ambito di sovvenzione è stato ampliato in modo da includere non solo i costi iniziali relativi alle domande all’estero, ma anche le spese per le richieste di esame e le risposte intermedie (risposta alle azioni d’ufficio) successive al deposito della domanda. Grazie alla copertura dell’intero processo di registrazione dei diritti all’estero, il problema della “mancanza di fondi” dopo il deposito della domanda è stato notevolmente alleviato.
✅ Vantaggi del sostegno alle spese intermedie
Sono ora inclusi nell’ambito di sovvenzione anche i costi di risposta da parte del rappresentante locale nel caso in cui si riceva una notifica dei motivi di rigetto (office action) da parte dell’ufficio brevetti estero. In precedenza erano coperti solo i costi relativi alla presentazione della domanda; grazie a questa estensione, vengono alleggeriti i costi complessivi fino al completamento della concessione del brevetto. Si prevede così una riduzione dei casi in cui i richiedenti, non riuscendo a far fronte ai costi intermedi, siano costretti a rinunciare alla concessione del brevetto.
Punti chiave per l’accoglimento della domanda
I sussidi per le domande di brevetto all’estero hanno un budget limitato e non tutte le richieste vengono accolte. Per aumentare la probabilità di accettazione, è fondamentale presentare una domanda che tenga conto dei seguenti punti.
📌 Tre consigli per aumentare il tasso di accettazione
- Concretezza del piano di espansione all’estero: illustrare chiaramente il piano di vendita, i partner e i risultati delle ricerche di mercato nel Paese in cui si presenta la domanda
- Coerenza con la strategia in materia di proprietà intellettuale: spiegare il motivo per cui si presenta la domanda in quel Paese, illustrando il collegamento tra la strategia aziendale e quella relativa alla proprietà intellettuale
- Presentazione tempestiva della domanda: poiché i fondi tendono ad esaurirsi in base all’ordine di arrivo, è opportuno presentare la domanda il prima possibile dopo l’apertura del bando
| Tipi di proprietà intellettuale | Massimale di sovvenzione per singolo caso | Tasso di sovvenzione |
|---|---|---|
| Brevetto | 1,5 milioni di yen | 1/2 |
| Modelli di utilità | 600.000 yen | 1/2 |
| Disegno o modello industriale | 600.000 yen | 1/2 |
| Marchio | 600.000 yen | 1/2 |
| Limite massimo annuo per ciascuna impresa | 3 milioni di yen | ── |
Sovvenzioni specifiche degli enti locali — che coprono anche le spese per i consulenti in materia di brevetti
Oltre al regime nazionale, anche a livello di prefetture, città, quartieri e comuni sono disponibili sovvenzioni autonome in materia di proprietà intellettuale. Particolarmente degno di nota è il fatto che stiano aumentando i regimi in cui le spese per la consulenza e l’affidamento della presentazione della domanda a un avvocato specializzato in proprietà intellettuale rientrano nell’ambito di sovvenzionabilità. Mentre il regime nazionale riguarda principalmente le spese amministrative (tariffe versate agli enti pubblici), nelle sovvenzioni degli enti locali vi sono casi in cui vengono coperti anche gli onorari degli esperti.
Programmi che includono anche gli onorari dei consulenti in materia di proprietà industriale
In realtà, gli onorari degli avvocati specializzati in proprietà industriale rappresentano una quota significativa dei costi totali di una domanda di proprietà intellettuale. È normale che i soli costi di redazione della descrizione del brevetto ammontino a circa 200.000–500.000 yen. Se questa parte potesse essere coperta dai sussidi degli enti locali, la soglia per procedere con la domanda si abbasserebbe notevolmente.
🏛 Tokyo: Programma di sostegno allo sfruttamento della proprietà intellettuale
Si tratta di un programma di sovvenzioni attuato dalla Società per la Promozione delle Piccole e Medie Imprese della Prefettura di Tokyo, in cui, oltre alle spese per le domande all’estero, sono ammissibili al finanziamento anche gli onorari dei consulenti in materia di brevetti, le spese di traduzione e quelle di ricerca. Il tasso di sovvenzione è pari alla metà, con un importo massimo di circa 1 milione di yen per i brevetti. Il programma è rivolto alle piccole e medie imprese con sede centrale o sede operativa principale nel territorio della Prefettura di Tokyo; i bandi vengono pubblicati più volte nel corso di ogni anno fiscale.
🏛 Prefettura di Osaka: Sovvenzione a sostegno dell’acquisizione della proprietà intellettuale
Nella Prefettura di Osaka è in vigore un programma destinato alle PMI del territorio che sovvenziona le spese relative alle domande di brevetto e di marchio sia nazionali che internazionali. Una caratteristica distintiva di questo programma è che sono inclusi anche gli onorari dei consulenti in materia di brevetti e le spese per le ricerche sullo stato dell’arte. Il tasso di sovvenzione è pari alla metà; sebbene l’importo massimo vari a seconda del programma, un aspetto particolarmente interessante è la possibilità di usufruire del sostegno anche per le domande nazionali.La domanda va presentata tramite enti di sostegno quali MOBIO (Centro per le imprese manifatturiere di Osaka).
La tempestività è fondamentale: molti programmi prevedono l’assegnazione in ordine di arrivo
Poiché i fondi destinati ai sussidi degli enti locali sono di entità inferiore rispetto a quelli dei programmi nazionali, è molto frequente che le domande vengano chiuse una volta esauriti i posti disponibili. Le candidature vengono aperte nelle prime fasi dell’anno fiscale e terminano non appena il budget viene esaurito; pertanto, la rapidità nella raccolta delle informazioni e nella preparazione della domanda è fondamentale per l’accoglimento della stessa.
⚠ Attenzione all’ordine di arrivo e alla chiusura anticipata
I sussidi comunali in materia di proprietà intellettuale possono raggiungere il limite di bilancio e chiudere le iscrizioni nel giro di poche settimane dall’apertura delle candidature.Ogni anno si verificano casi in cui, mentre si pensa «presenterò la domanda il mese prossimo», il termine è già scaduto. Si raccomanda di verificare con particolare attenzione le informazioni relative ai sussidi per la proprietà intellettuale del proprio comune all’inizio dell’anno fiscale (da aprile a maggio) e di provvedere in anticipo alla preparazione dei documenti necessari. Si consiglia di controllare regolarmente i siti web degli uffici per la promozione industriale o degli sportelli di assistenza integrata per la proprietà intellettuale di ciascun comune.
Le quattro regole d’oro per l’utilizzo dei sussidi
Per sfruttare al massimo i sussidi e i regimi di esenzione relativi alla proprietà intellettuale, è necessario comprendere alcune regole fondamentali comuni. Di seguito vi presentiamo quattro regole d’oro da tenere assolutamente presenti al momento della presentazione della domanda.
Regola fondamentale n. 1: “Domanda preventiva” obbligatoria — Presentare la domanda di sovvenzione prima di presentare la domanda di registrazione
La maggior parte dei regimi di sovvenzione richiede che la richiesta di sovvenzione e la relativa approvazione avvengano prima della presentazione della domanda (o della spesa). Anche se dopo aver presentato la domanda si decidesse di «ricorrere a quella sovvenzione», la richiesta a posteriori non sarà accettata. È indispensabile pianificare contemporaneamente il calendario delle domande e quello delle richieste di sovvenzione.
⚠ Le richieste a posteriori sono, in linea di principio, inammissibili
Se si procede con la presentazione della domanda o con il pagamento prima della decisione di concessione della sovvenzione, tali spese non saranno ammissibili al finanziamento. La giustificazione «Ho presentato la domanda in anticipo perché avevo fretta» non è valida. Anche in presenza di pressioni temporali, come i termini per la rivendicazione del diritto di priorità, è necessario calcolare a ritroso i tempi per la richiesta di sovvenzione e prepararsi in modo sistematico.
Regola fondamentale n. 2: i sussidi sono «a pagamento posticipato» — è necessario garantire i fondi per l’anticipo
I sussidi vengono generalmente erogati secondo la modalità del «pagamento a posteriori (rimborso)», ovvero vengono liquidati e versati solo dopo che le spese sono state effettivamente sostenute. Ciò significa che l’azienda dovrà anticipare l’intero importo delle spese di domanda. Poiché il versamento del sussidio avviene solo dopo la presentazione della relazione di completamento del progetto e il relativo controllo, si verifica un ritardo di alcuni mesi.È fondamentale tenere conto di questo periodo di anticipazione nella pianificazione del flusso di cassa.
Regola fondamentale n. 3: avvalersi attivamente degli enti di sostegno pubblici
Presso gli sportelli di assistenza integrata in materia di proprietà intellettuale (gestiti da INPIT), presenti in ogni prefettura, è possibile ricevere consulenza gratuita in materia di proprietà intellettuale. Consulenti specializzati forniranno assistenza su come presentare domanda di sovvenzione, sulla scelta dei programmi più adatti alla propria azienda e su come redigere la documentazione richiesta. Inoltre, anche i centri di assistenza generale e l’Organizzazione per lo sviluppo delle infrastrutture delle piccole e medie imprese offrono sostegno non solo in materia di proprietà intellettuale, ma anche per la gestione aziendale in generale.Non affannatevi da soli: rivolgetevi innanzitutto agli enti di sostegno pubblici.
Regola fondamentale n. 4: consultate un avvocato specializzato in proprietà intellettuale sin dalle prime fasi
Per portare avanti parallelamente le procedure di richiesta di sovvenzioni e di deposito delle domande di brevetto, è indispensabile il supporto di un avvocato specializzato in proprietà intellettuale.Il consulente in proprietà industriale non solo si occupa della redazione dei documenti di domanda, ma è anche in grado di fornire consigli su quale regime sia più adatto alla vostra azienda e su quale calendario seguire. Proprio quando si è ancora nella fase in cui “si temono i costi”, consultando tempestivamente un consulente in proprietà industriale è possibile elaborare un piano di spesa ottimale che sfrutti i sussidi. Poiché molti studi offrono la prima consulenza gratuita, vi invitiamo a contattarli senza esitazione.
Riepilogo: i costi della proprietà intellettuale possono essere trasformati in «investimenti»
Nell’anno fiscale 2026, i programmi di sostegno destinati alle piccole e medie imprese e alle start-up per l’acquisizione della proprietà intellettuale sono più completi che mai. Rivediamo quanto esposto finora.
- Grazie al sistema di riduzione e esenzione dell’Ufficio dei Brevetti, le tasse di richiesta di esame e le tasse di mantenimento dei brevetti sono ridotte a 1/2 per le PMI e a 1/3 per le startup
- Grazie ai sussidi per le domande all’estero, viene sovvenzionata la metà delle spese relative alle domande all’estero (1,5 milioni di yen per brevetto, con un massimale annuo di 3 milioni di yen) e l’ammissibilità è stata estesa anche alle spese intermedie
- Grazie ai sussidi propri degli enti locali, è possibile coprire le spese relative alla domanda, compresi gli onorari dei consulenti in materia di brevetti
- Le regole fondamentali per l’utilizzo dei sussidi sono: presentazione della domanda in anticipo, comprensione delle modalità di pagamento a posteriori, ricorso agli enti pubblici e consultazione tempestiva con un consulente in brevetti
I costi per l’acquisizione della proprietà intellettuale non sono un “costo”, bensì un “investimento” volto a tutelare il futuro dell’azienda. E oggi sono a portata di mano dei sistemi in grado di alleggerire notevolmente l’onere di tale investimento.
«Quali regimi sono applicabili alla nostra azienda?», «In quale ordine è opportuno procedere?» — Non esiti a contattarci per una prima consulenza. Le proporremo la strategia di proprietà intellettuale e il piano di spesa più adatti alla situazione della Sua azienda.
Consulenza gratuita sui costi e sui sussidi relativi alla proprietà intellettuale
Risponderemo alle Sue domande relative ai costi della proprietà intellettuale, ad esempio: «Quali regimi di riduzione o esenzione è possibile utilizzare?» o «Qual è la procedura per richiedere i sussidi?». Non esiti a contattarci.
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Studio di proprietà intellettuale EVORIX (EVORIX) – Avvocato specializzato in proprietà intellettuale e rappresentante legale
Assistiamo i clienti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, in ogni fase del processo, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali IA, IoT, Web3 e FinTech. Membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).