Condizioni FRAND e brevetti essenziali per gli standard: negoziare le licenze
![[Commento di un consulente in brevetti] Che cosa sono i brevetti essenziali per gli standard (SEP)? Nozioni di base sulle condizioni FRAND e aspetti da tenere in considerazione nelle trattative di licenza](https://www.evorix.jp/hubfs/Gemini_Generated_Image_ph42veph42veph42.jpg)
Wi-Fi, Bluetooth, 4G/5G... Queste tecnologie di comunicazione sono ormai un’infrastruttura indispensabile per la nostra vita quotidiana e per il mondo degli affari. Tuttavia, sapete che per le aziende che producono e commercializzano prodotti che utilizzano tali tecnologie si nascondono rischi significativi? Si tratta della questione dei brevetti essenziali per gli standard (SEP: Standard Essential Patent).
In passato, la questione dei brevetti SEP veniva risolta tramite accordi di licenze incrociate tra i produttori di apparecchiature di comunicazione. Tuttavia, con la rapida diffusione dell’IoT (Internet delle cose), le controversie relative ai brevetti SEP si stanno estendendo anche a settori che in precedenza non avevano alcun legame con le tecnologie di comunicazione, quali quello automobilistico, degli elettrodomestici, dei dispositivi medici e dei macchinari industriali.Si stanno moltiplicando i casi in cui, da un giorno all’altro, i titolari di brevetti esteri richiedono il pagamento di ingenti canoni di licenza.
In tale contesto, la chiave per tutelare le aziende risiede nella conoscenza e nella strategia relative alle trattative di licenza basate sui criteri FRAND (Fair, Reasonable and Non-Discriminatory). Nel presente articolo forniremo una panoramica completa, partendo dai fondamenti dei brevetti SEP, passando per l’applicazione pratica dei criteri FRAND, fino alle misure concrete che le aziende dovrebbero adottare.
Indice
- Cosa sono i brevetti essenziali per gli standard (SEP)?
- Perché si sta registrando un’impennata delle controversie relative ai SEP in settori diversi?
- Cosa sono le condizioni FRAND?
- Il processo e la pratica delle trattative di licenza
- Tre punti a cui le aziende devono prestare attenzione
- Vantaggi della consulenza con un consulente in brevetti e sintesi
1. Che cosa sono i brevetti essenziali per gli standard (SEP)?
Il rapporto tra standardizzazione e brevetti
Le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione funzionano sulla base di «standard tecnici» definiti da organismi internazionali di standardizzazione. Gli standard tecnici sono simili a un regolamento che consente ai dispositivi di produttori diversi di connettersi e comunicare tra loro. Ad esempio, se uno smartphone e degli auricolari wireless possono connettersi tramite Bluetooth, è perché entrambi i dispositivi sono conformi allo standard Bluetooth.
Principali organismi internazionali di standardizzazione e standard definiti
- IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers): Wi-Fi (IEEE 802.11), Ethernet (IEEE 802.3)
- ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni): standard di compressione video (H.264/H.265), standard per le infrastrutture di comunicazione
- 3GPP: standard di comunicazione mobile quali 3G (UMTS), 4G (LTE) e 5G (NR)
- Bluetooth SIG: Bluetooth Classic, Bluetooth Low Energy (BLE)
- ETSI (Organismo europeo di standardizzazione delle telecomunicazioni): standard di comunicazione europei, trasposizione degli standard 3GPP
Alla definizione di questi standard partecipano numerose aziende e istituti di ricerca, che vi integrano tecnologie all’avanguardia. Tra tali tecnologie vi sono anche quelle per le quali una determinata azienda detiene i diritti di brevetto. Pertanto, qualora la tecnologia brevettata di un’azienda venga adottata in uno standard, tale brevetto diventa un «brevetto essenziale per lo standard».
Definizione di SEP e impossibilità di elusione
Per brevetto essenziale per lo standard (SEP) si intende un brevetto che deve essere inevitabilmente utilizzato per l’attuazione di un determinato standard tecnico. Nel caso di un brevetto ordinario, è possibile evitare la violazione del brevetto adottando una tecnologia alternativa. Tuttavia, nel caso dei SEP ciò non è possibile. Finché si rispetta lo standard, non si ha altra scelta che utilizzare la tecnologia brevettata.
Il grave rischio dell’impossibilità di elusione
Nel caso dei SEP, non è possibile ricorrere alla «deroga tramite modifica progettuale» (Design Around).Quando si producono prodotti dotati di funzionalità Wi-Fi, l’utilizzo di SEP relative al Wi-Fi è inevitabile. In altre parole, ci si trova di fronte a una scelta obbligata: ottenere la licenza oppure rimuovere tale funzionalità dal prodotto. Se la funzionalità di comunicazione costituisce il nucleo del prodotto, di fatto non vi è altra scelta se non quella di ottenere la licenza.
La tabella seguente riassume i principali standard tecnologici e le relative SEP.
| Standard tecnologici | Usi principali | Esempi di aziende titolari di SEP | Settori interessati |
|---|---|---|---|
| Wi-Fi (802.11) | Comunicazioni LAN wireless | Qualcomm, InterDigital | Elettronica di consumo, IoT in generale |
| 4G LTE / 5G NR | Comunicazioni mobili | Huawei, Nokia, Ericsson | Settore automobilistico, dispositivi medici |
| Bluetooth / BLE | Comunicazioni wireless a corto raggio | Philips, Ericsson | Dispositivi indossabili, casa intelligente |
| H.264 / H.265 | Compressione video | Pool di brevetti MPEG LA | Trasmissione video, telecamere di sorveglianza |
| NFC | Comunicazione senza contatto | NXP, Sony | Terminali di pagamento, carte IC per i trasporti |
2. Perché si sta verificando un’impennata delle controversie relative alle SEP in settori diversi?
In passato, le trattative relative alle licenze SEP si concludevano all’interno del settore delle telecomunicazioni.I principali produttori di apparecchiature di comunicazione detenevano ciascuno un gran numero di brevetti e, stipulando tra loro accordi di licenza incrociata (contratti che consentono l’utilizzo reciproco dei brevetti), riuscivano a prevenire le controversie. Poiché questo rapporto di «reciprocità» era ben consolidato, le SEP erano considerate una «questione interna» al settore delle telecomunicazioni.
Tuttavia, la rapida diffusione dell’IoT ha stravolto radicalmente questo scenario. Attualmente, qualsiasi prodotto è connesso a Internet e si sta assistendo a un’esplosione del numero di prodotti dotati di moduli di comunicazione (Wi-Fi, Bluetooth, LTE, ecc.).Le «auto connesse», ovvero le automobili costantemente connesse a Internet, i dispositivi medici integrati con gli smartphone, i sensori IoT che monitorano in tempo reale le linee di produzione degli stabilimenti: tutti questi elementi possono rientrare nell’ambito delle SEP.
I punti deboli strutturali dei produttori di settori diversi
I produttori che non provengono dal settore delle telecomunicazioni presentano tre punti deboli fatali in relazione alle SEP. In primo luogo, non disponendo di un portafoglio di brevetti relativi alle telecomunicazioni, non hanno carte da giocare nelle trattative di licenze incrociate.In secondo luogo, all’interno dell’azienda non si sono accumulate esperienza e conoscenze relative alle trattative di licenza SEP. In terzo luogo, poiché i costi delle tecnologie di comunicazione non sono integrati nella struttura dei prezzi dei prodotti, l’onere dei canoni di licenza incide direttamente sui profitti.
Sfruttando proprio queste debolezze strutturali, si sta registrando a livello mondiale un rapido aumento dei casi in cui i titolari di SEP o le PAE (Patent Assertion Entity, i cosiddetti «patent troll») avanzano richieste di licenza nei confronti di produttori di settori diversi.
Caso di studio: le auto connesse e le controversie relative alle SEP
Il settore automobilistico si trova in prima linea nelle controversie relative ai brevetti SEP. Le auto connesse sono dotate di moduli 4G/5G che consentono di realizzare funzionalità quali la comunicazione veicolo-veicolo (V2V), la comunicazione veicolo-infrastruttura (V2I) e la telematica.Le grandi società detentrici di brevetti nel settore delle telecomunicazioni richiedono negoziati di licenza direttamente alle case automobilistiche e tendono a prendere di mira i produttori di veicoli completi (OEM) anziché i produttori di componenti (fornitori di primo livello).
Ciò è dovuto al fatto che, calcolando i canoni di licenza sulla base del prezzo di vendita dell’auto completa, è possibile richiedere canoni di licenza più elevati. La richiesta di applicare l’aliquota dei canoni non al prezzo del singolo modulo di comunicazione, ma al prezzo complessivo del veicolo, rappresenta una grave minaccia per le case automobilistiche.
3. Cosa sono le condizioni FRAND
Poiché i brevetti essenziali (SEP) sono inevitabili, i titolari dei diritti di brevetto rischiano di acquisire un potere monopolistico.Pertanto, gli organismi di standardizzazione impongono ai titolari di SEP l’obbligo di concedere licenze a condizioni FRAND (Fair, Reasonable and Non-Discriminatory). Si tratta di un impegno basato sulla «dichiarazione FRAND» che i titolari di SEP sottoscrivono al momento della partecipazione al processo di standardizzazione.
Fair (Equità)
Le condizioni di licenza devono essere eque. Si tratta del principio secondo cui il titolare del brevetto non deve abusare dell’«effetto di lock-in» derivante dall’integrazione del brevetto nello standard per richiedere royalties indebitamente elevate.Come parametro di riferimento viene considerato il livello di prezzo che verrebbe stabilito in una situazione di concorrenza prima della definizione dello standard (valore ex ante). In altre parole, le condizioni devono essere commisurate al valore intrinseco della tecnologia, che verrebbe determinato, prima dell’adozione nello standard, dal confronto con le tecnologie alternative.
Reasonable (Ragionevole)
I canoni di licenza devono attestarsi a un livello ragionevole. Nello specifico, si tiene conto di fattori quali: un’aliquota di royalty commisurata al contributo tecnico del brevetto; l’assenza di un’indebita pressione sull’attività del licenziatario; e il fatto che le royalty cumulative (l’importo totale corrisposto a più titolari di brevetti essenziali, SEP) non superino il margine di profitto del prodotto.Nel calcolare i canoni FRAND, il tribunale può ricorrere a contratti di licenza comparabili (comparable licenses) o all’approccio top-down (metodo che consiste nel calcolare il contributo del singolo portafoglio di brevetti a partire dai canoni cumulativi dell’intero settore).
Non discriminatorio (Non-Discriminatory)
La licenza deve essere concessa a condizioni equivalenti e senza discriminazioni a tutti i licenziatari che si trovano in situazioni simili. Non è consentito offrire condizioni vantaggiose esclusivamente alle grandi imprese, né richiedere canoni di licenza ingiustificatamente elevati alle imprese di determinati paesi o settori. Tuttavia, possono essere ammesse, entro limiti ragionevoli, differenze nelle condizioni dovute alle differenze relative al volume della licenza (quantità spedita) o alle dimensioni dell’attività.
Il problema dell’“hold-up”
Alla base dell’importanza attribuita alle condizioni FRAND vi è il cosiddetto «problema dell’hold-up».Si tratta di una pratica mediante la quale il titolare di un brevetto essenziale per uno standard (SEP), sfruttando il vantaggio negoziale acquisito grazie all’adozione dello standard, richiede canoni di licenza esorbitanti che superano di gran lunga le condizioni FRAND oppure minaccia di ricorrere a un’azione inibitoria (un’ordinanza del tribunale che vieta la produzione e la vendita di un prodotto) per condurre la trattativa a proprio vantaggio.
Modelli tipici di hold-up
Un caso tipico è quello in cui il titolare di un SEP presenti un’istanza di ingiunzione, minacciando di far cessare la vendita del prodotto, per poi proporre un tasso di royalty che supera di gran lunga il livello FRAND.La parte convenuta, per evitare i danni derivanti dalla sospensione della vendita dei prodotti (disagi nella catena di approvvigionamento, penali nei confronti dei clienti, danno all’immagine del marchio), si vede costretta ad accettare condizioni ingiustamente elevate.Sebbene la normativa antitrust dell’UE e la giurisprudenza dei tribunali tedeschi impongano alcune restrizioni alle richieste di ingiunzione presentate dai titolari di brevetti che hanno rilasciato una dichiarazione FRAND, tali richieste non sono tuttavia completamente escluse.
Accumulo delle royalties
Un altro grave problema è rappresentato dal «royalty stacking» (accumulo di royalties).Per un singolo standard tecnologico possono esistere da decine a centinaia di titolari di SEP. Se ciascun titolare di SEP richiedesse separatamente il pagamento dei diritti, sussisterebbe il rischio che l’importo complessivo (diritti cumulativi) rappresentasse una percentuale irragionevolmente elevata rispetto al prezzo del prodotto.
La realtà del «royalty stacking»
Ad esempio, per lo standard 5G sono state presentate decine di migliaia di dichiarazioni di SEP. Se ogni titolare di SEP richiedesse una royalty pari allo 0,5% del prezzo del prodotto, il totale dei pagamenti dovuti a tutti i titolari raggiungerebbe, secondo i calcoli, diverse decine di percento del prezzo del prodotto.Per evitare tale «accumulo», si sta discutendo un approccio (approccio top-down) che prevede la definizione di un tasso di royalty cumulativo (aggregate royalty rate) ragionevole a livello di settore, dal quale venga poi ripartita proporzionalmente la quota spettante a ciascun titolare.
4. Fasi e prassi delle trattative di licenza
Le trattative di licenza relative alle SEP si svolgono generalmente secondo le fasi riportate di seguito. Comprendere chiaramente i punti da tenere in considerazione in ciascuna fase è di fondamentale importanza per evitare condizioni inique.
Fase 1: Ricezione della lettera di diffida (offerta di licenza)
In molti casi, il punto di partenza è rappresentato dalla ricezione di una lettera (lettera di diffida, lettera di offerta di licenza) da parte del titolare di un SEP (o dei suoi rappresentanti, quali società di gestione delle licenze o pool di brevetti) in cui si richiede l’avvio di trattative di licenza. Tale lettera contiene informazioni specifiche relative al SEP in questione, ai prodotti interessati e una sintesi delle condizioni di licenza proposte.
Punto fondamentale: in questa fase è fondamentale registrare adeguatamente il fatto di aver ricevuto la lettera e consultare tempestivamente un esperto (avvocato o consulente in materia di brevetti). La data di ricezione può rivestire un'importanza significativa nei successivi procedimenti legali.
Fase 2: Stipula dell’NDA (Accordo di riservatezza) e divulgazione delle informazioni
Prima di avviare formalmente le trattative di licenza, è prassi comune che le parti stipulino un NDA (Non-Disclosure Agreement: accordo di riservatezza). Ciò garantisce la protezione dei segreti commerciali e delle informazioni tecniche (ad esempio, analisi delle rivendicazioni di brevetto, dettagli delle condizioni di licenza, dati di fatturato) divulgati nel corso delle trattative.
Punto importante: l’ambito di applicazione dell’NDA deve essere valutato con attenzione. Un NDA eccessivamente ampio potrebbe rivelarsi svantaggioso in caso di contenzioso successivo. Inoltre, in alcuni casi l’ambito dell’NDA può essere limitato per impedire che le informazioni ottenute durante le trattative con altri titolari di SEP vengano utilizzate impropriamente.
Fase 3: Verifica della tabella delle rivendicazioni e analisi tecnica
La «tabella delle rivendicazioni» presentata dal titolare di un SEP è una tabella di corrispondenza che indica a quali elementi tecnici del prodotto in questione corrispondono le rivendicazioni (ambito di protezione) del brevetto. Tale verifica costituisce il fulcro della negoziazione ed è necessario esaminare attentamente i seguenti punti:
- Se il brevetto in questione sia effettivamente “indispensabile allo standard” (Essentiality Check)
- Se gli elementi costitutivi delle rivendicazioni del brevetto siano attuati nel proprio prodotto
- La validità del brevetto (non sussistano motivi di nullità)
- Se la durata del brevetto non sia scaduta
Fase 4: Negoziazione delle condizioni di licenza e stipula del contratto
Sulla base della verifica tecnica, si procede alla negoziazione delle condizioni concrete di licenza. I principali punti di negoziazione sono i seguenti:
- Tasso di royalty: una percentuale fissa sul fatturato (royalty correnti) o un importo fisso per unità
- Base di calcolo dei canoni: prezzo del prodotto finito o prezzo del modulo di comunicazione (questione SSPPU)
- Ambito territoriale: licenza globale o limitata a determinati paesi
- Periodo di riferimento: presenza o meno di pagamenti retroattivi (royalty passate) e relativa portata
- Ambito dei prodotti oggetto di licenza: solo prodotti esistenti o anche quelli futuri
Punti chiave: nelle trattative, i contratti di licenza comparabili stipulati con altre società e le informazioni sui benchmark di settore costituiscono elementi negoziali fondamentali. Inoltre, qualora esista un “patent pool” (un meccanismo in cui più titolari di SEP gestiscono congiuntamente un programma di licenze), può risultare più efficiente ottenere la licenza attraverso tale meccanismo piuttosto che tramite negoziazioni individuali.
Rischi legati all’ignoranza o all’inazione (hold-out)
Ignorare una lettera di diffida o ritardare ingiustificatamente le trattative può essere considerato un «hold-out». Per hold-out si intende il comportamento del licenziatario volto a eludere o ritardare intenzionalmente l’ottenimento di una licenza a condizioni FRAND.Qualora si giunga a una valutazione di hold-out, i tribunali tendono a concedere un’ordinanza inibitoria e l’azienda si trova ad affrontare il rischio fatale della sospensione della vendita dei propri prodotti. La giurisprudenza europea ha ripetutamente confermato l’importanza di dimostrare attivamente di essere un «licenziatario disponibile (willing licensee: soggetto intenzionato ad acquisire la licenza)».
5. Tre punti a cui le aziende devono prestare attenzione
Punto 1: Over-declaration (dichiarazione eccessiva)
I titolari di SEP dichiarano i propri brevetti agli organismi di standardizzazione come «essenziali per lo standard». Tuttavia, in realtà non tutti i brevetti dichiarati sono effettivamente essenziali per l’attuazione dello standard. Questo costituisce il problema della «dichiarazione eccessiva (over-declaration)».
Perché si verifica l’over-declaration?
La dichiarazione agli organismi di standardizzazione si basa su un’«autodichiarazione» e, in genere, non viene effettuata una verifica della natura essenziale da parte di terzi.Per i titolari di SEP, dichiarare un maggior numero di brevetti come SEP aumenta il loro potere negoziale; ne consegue quindi un incentivo a dichiarare anche brevetti non essenziali. Secondo alcune ricerche di settore, è stato riportato che, tra i brevetti dichiarati, solo una parte è effettivamente indispensabile per l’attuazione dello standard.
Dati relativi al tasso di essenzialità
Secondo diverse ricerche accademiche e analisi condotte da organismi di valutazione indipendenti (ad esempio: Fairfield Resources, PA Consulting), la percentuale di SEP dichiarati che vengono effettivamente giudicati essenziali per lo standard (tasso di essenzialità) si attesta generalmente intorno al 20-30%.In altre parole, è possibile che la dimensione del portafoglio di brevetti rivendicato dai titolari di SEP superi di gran lunga il numero effettivo di brevetti essenziali. Questo dato costituisce un elemento negoziale di estrema importanza nelle trattative di licenza.
Punto 2: SSPPU (Smallest Saleable Patent-Practicing Unit, unità minima vendibile di attuazione del brevetto)
La scelta della base (criterio) su cui calcolare le royalties costituisce un punto di discussione di fondamentale importanza. Per SSPPU (Smallest Salable Patent-Practicing Unit: unità minima vendibile che attua il brevetto) si intende il componente o la parte più piccola vendibile che attua la tecnologia brevettata.
Perché l’SSPPU è oggetto di controversia
Si consideri, ad esempio, un’auto connessa (prezzo di vendita: diverse centinaia di migliaia di yen) dotata di un modulo di comunicazione (prezzo: da alcune centinaia a diverse migliaia di yen). Se il titolare di un brevetto SEP applicasse l’aliquota di royalty al prezzo complessivo del veicolo, l’importo della royalty risulterebbe di un ordine di grandezza superiore rispetto a quello che si otterrebbe applicandola al solo modulo di comunicazione.In base al principio SSPPU, si può sostenere che la base di calcolo dei diritti di licenza debba essere costituita dal componente più piccolo che attua la tecnologia brevettata (in questo caso, il modulo di comunicazione).Tuttavia, secondo la giurisprudenza statunitense, nei casi in cui la tecnologia brevettata sia il motore della domanda dell’intero prodotto (Entire Market Value Rule), può essere ammesso che la base di calcolo sia il prodotto finito; la valutazione varia a seconda del singolo caso.
Punto 3: Ripartizione delle responsabilità nella catena di fornitura
Per i produttori che acquistano i moduli di comunicazione come componenti, li integrano nei prodotti finiti e li commercializzano, la questione di «chi debba ottenere la licenza per i brevetti essenziali (SEP)» riveste grande importanza. Se il fornitore del componente ha già ottenuto la licenza, il produttore del prodotto finito che utilizza tale componente potrebbe non necessitare di una licenza aggiuntiva (teoria dell’esaurimento).
Aspetti da tenere presenti nella catena di fornitura
Tuttavia, nella realtà non è detto che il fornitore abbia ottenuto la licenza per tutti i SEP. Inoltre, vi è un contrasto tra la posizione secondo cui il titolare di un SEP può richiedere la licenza a qualsiasi azienda a qualsiasi livello della catena di fornitura («license to all») e quella secondo cui la richiesta dovrebbe essere rivolta solo a un livello specifico (di norma il produttore del prodotto finito).I produttori di prodotti finiti dovrebbero valutare l’opportunità di includere nei contratti di approvvigionamento dei componenti una clausola di indennizzo relativa ai SEP (indemnification clause). È inoltre importante verificare periodicamente quali licenze relative ai SEP siano in possesso dei fornitori da cui si riforniscono.
6. Vantaggi della consulenza con un consulente in brevetti e sintesi
La questione delle SEP e dei principi FRAND costituisce un ambito in cui tecnologia, diritto e affari si intrecciano in modo complesso. È difficile gestirla esclusivamente a livello interno; pertanto, una consulenza tempestiva da parte di esperti è indispensabile per tutelare gli interessi dell’azienda.
Vantaggio 1: È possibile verificare tecnicamente l’indispensabilità delle SEP
Il consulente in materia di brevetti, analizzando minuziosamente sia il testo delle rivendicazioni di brevetto sia le specifiche dello standard tecnico, è in grado di verificare se il SEP rivendicato sia realmente indispensabile per l’attuazione dello standard. Segnalando eventuali casi di dichiarazione eccessiva ed escludendo dalle trattative di licenza i brevetti che in realtà non sono indispensabili, contribuisce a garantire l’adeguatezza delle royalties.
Vantaggio 2: è possibile negoziare un livello adeguato di royalty basato sulle condizioni FRAND
Gli esperti competenti in materia di negoziazioni di licenze SEP, avvalendosi di informazioni sui benchmark di settore, dei metodi di calcolo dei canoni FRAND utilizzati nella giurisprudenza precedente e delle discussioni in seno alla SSPPU, definiscono condizioni di licenza ragionevoli per le aziende. Inoltre, possono valutare diverse opzioni strategiche, quali l’utilizzo di pool di brevetti e le possibilità di licenze incrociate.
Vantaggio 3: È possibile adottare una risposta strategica che tenga conto dei rischi di contenzioso
Qualora una controversia relativa ai brevetti essenziali (SEP) non si risolva in sede di negoziazione della licenza, essa può sfociare in un contenzioso (azione inibitoria, richiesta di risarcimento danni) o in un arbitrato.Il consulente in materia di brevetti tiene conto del rischio di contenzioso sin dalla fase negoziale e, conservando in modo adeguato la documentazione relativa al comportamento del cliente in qualità di «licenziatario disposto», lo assiste nell’assicurarsi una posizione vantaggiosa anche nell’eventualità di un contenzioso. Fornisce inoltre consulenza in merito al ricorso per nullità del brevetto e alle possibilità di controquerela.
Sintesi
Nell’era dell’IoT, la questione dei SEP non è più una sfida esclusiva del settore delle telecomunicazioni. Tutti i produttori di prodotti dotati di funzionalità di comunicazione quali Wi-Fi o Bluetooth sono esposti al rischio legato alle licenze SEP. Comprendere correttamente i principi alla base delle condizioni FRAND e disporre di una strategia negoziale adeguata sono elementi indispensabili per tutelare l’attività aziendale.
Qualora riceviate una lettera di diffida relativa alle SEP, o qualora i vostri prodotti implementino standard di comunicazione, vi raccomandiamo vivamente di consultare un esperto prima che la questione si aggravi. Una risposta adeguata è la chiave per evitare l’onere di canoni di licenza ingiustificati e per mantenere la competitività aziendale.
Consulenza gratuita in materia di SEP e FRAND
Per qualsiasi dubbio relativo ai brevetti essenziali per gli standard (SEP), quali le trattative di licenza, la risposta alle lettere di diffida o la verifica delle condizioni FRAND,
si rivolga a un esperto in proprietà intellettuale.
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Studio di proprietà intellettuale EVORIX – Avvocato specializzato in proprietà intellettuale e rappresentante legale
Assiste clienti provenienti da un’ampia gamma di settori – tra cui IT, produzione, startup, moda e sanità – in ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno industriale e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).