Introduzione: Il design è un “bene aziendale”. Siete pronti a proteggerlo? «Sono fiducioso riguardo...
Forniture ai rivenditori: ricerche di proprietà intellettuale, pareri e gestione dei rischi
![[A cura di un consulente in proprietà industriale] I motivi per cui la “verifica della proprietà intellettuale” e la “perizia” sono indispensabili al momento della consegna dei prodotti a catene di distribuzione e negozi al dettaglio, nonché le misure di prevenzione dei rischi](https://www.evorix.jp/hubfs/Gemini_Generated_Image_jriamljriamljria.jpg)
1. Introduzione — I rischi legati alla proprietà intellettuale insiti nella fornitura di prodotti a grandi catene e grossisti
«Finalmente abbiamo ricevuto una richiesta da una grande catena di distribuzione», «Siamo stati selezionati da un acquirente di una catena nazionale»: per i produttori e i fornitori, la fornitura di prodotti ai canali di distribuzione al dettaglio e all’ingrosso rappresenta un importante punto di svolta per l’espansione aziendale. Il volume delle vendite raggiunge immediatamente livelli di gran lunga superiori e la notorietà del marchio aumenta in modo esponenziale.
Tuttavia, dietro le quinte di questo scenario così brillante si nascondono gravi rischi relativi alla proprietà intellettuale (PI). Qualora i propri prodotti violassero i diritti di brevetto, i diritti di disegno e modello o i diritti di marchio di altre aziende, i rapporti commerciali con le grandi catene di distribuzione potrebbero crollare in un istante, con il rischio di incorrere nel peggiore degli scenari: ingenti risarcimenti danni o il ritiro dei prodotti da tutti i punti vendita.
In effetti, non sono pochi i produttori di piccole e medie dimensioni che, a seguito di controversie in materia di proprietà intellettuale, hanno visto interrompersi definitivamente i rapporti commerciali con le grandi catene di distribuzione, mettendo a rischio persino la sopravvivenza della propria attività. Più le grandi catene di distribuzione sono rigorose in materia di conformità alla proprietà intellettuale, più è un mondo in cui non è possibile cavarsela semplicemente dicendo «non ne ero a conoscenza».
Nel presente articolo, rivolto ai produttori e ai fornitori che stanno valutando la possibilità di rifornire catene di grande distribuzione e canali all’ingrosso, illustreremo in modo approfondito i contenuti specifici delle indagini sulla proprietà intellettuale (indagini di clearance) da effettuare prima della consegna, nonché l’efficacia delle perizie redatte da un consulente in proprietà industriale per convincere gli acquirenti.Vi invitiamo a utilizzare questo articolo come guida pratica per eliminare in anticipo i rischi legati alla proprietà intellettuale e ampliare le vostre attività commerciali in tutta tranquillità.
Indice
- Introduzione — I rischi legati alla proprietà intellettuale insiti nella fornitura di prodotti a catene di grande distribuzione e canali all’ingrosso
- Perché i grandi magazzini richiedono con tanta severità le indagini sulla proprietà intellettuale e la prova di non violazione?
- Le tre gravi sanzioni in caso di controversie in materia di proprietà intellettuale
- Contenuti delle indagini sulla proprietà intellettuale (indagini di clearance) da effettuare prima della consegna
- L’efficacia della perizia redatta da un consulente in proprietà industriale per convincere i buyer delle catene di grande distribuzione
- I vantaggi di rivolgersi a un consulente in proprietà industriale
- Esempi comuni di errori
- Conclusione: consolidare i rapporti commerciali con le catene di distribuzione grazie alle indagini sulla proprietà intellettuale e alle perizie
2. Perché le catene di grande distribuzione richiedono con rigore l’effettuazione di indagini sulla proprietà intellettuale e la prova di non violazione?
Esiste una ragione ben precisa alla base del fatto che le catene di grande distribuzione richiedano con rigore ai propri partner commerciali lo svolgimento di indagini sulla proprietà intellettuale e la dimostrazione di non violazione. Non si tratta di una semplice richiesta formale, bensì di una questione urgente che riguarda direttamente la sopravvivenza stessa delle catene di grande distribuzione.
2-1. Rigorosa gestione della conformità
Le grandi catene di distribuzione sono spesso società quotate in borsa e pongono la gestione improntata alla compliance (rispetto delle leggi) al centro della propria attività. Qualora i prodotti acquistati violassero i diritti di proprietà intellettuale di altre società, la catena di distribuzione stessa corre il rischio di essere ritenuta legalmente responsabile in qualità di venditrice di prodotti contraffatti.
Ai sensi della legge sui brevetti e della legge sui marchi, l’atto stesso di vendere prodotti contraffatti «a titolo professionale» è considerato un atto di violazione. In altre parole, la giustificazione secondo cui «abbiamo semplicemente acquistato dal produttore» non è accettabile per le catene di grande distribuzione. Proprio per questo motivo, esse cercano di eliminare in modo sistematico i rischi legati alla proprietà intellettuale già nella fase di approvvigionamento.
Punto chiave: la catena di grande distribuzione è soggetta a responsabilità legale anche solo per aver venduto prodotti contraffatti acquistati. È per questo motivo che il reparto di compliance è profondamente coinvolto nella verifica degli acquisti. La mancata esecuzione di indagini in materia di proprietà intellettuale costituisce un fattore determinante per il rifiuto della richiesta di collaborazione già nella fase di valutazione dei rapporti commerciali.
2-2. Clausola di garanzia di non violazione nei contratti
I contratti quadro con i grandi distributori includono, quasi senza eccezioni, una «clausola di garanzia di non violazione». Si tratta di una clausola con cui il fornitore garantisce che «i propri prodotti non violano i diritti di proprietà intellettuale di terzi».
Rischi gravi insiti nelle clausole contrattuali
In caso di violazione della clausola di garanzia di non violazione, il fornitore è tenuto a risarcire tutti i danni subiti dalla catena di grande distribuzione. Ciò comprende i costi di ritiro della merce, i costi delle operazioni di rimozione dai punti vendita, i costi di approvvigionamento di prodotti sostitutivi, il lucro cessante e persino le spese processuali nel caso in cui la catena di grande distribuzione venga citata in giudizio dal titolare dei diritti.Se non si completa un’indagine sulla proprietà intellettuale prima di firmare il contratto, questa clausola rischia di trasformarsi in una «bomba a orologeria».
Firmare il contratto equivale a impegnarsi legalmente affinché «tutti i rischi relativi alla proprietà intellettuale siano a carico del fornitore». Ecco perché la verifica della proprietà intellettuale prima della stipula del contratto è indispensabile.
2-3. Il rischio reputazionale nell’era dei social media
Nell’attuale contesto imprenditoriale, le controversie in materia di proprietà intellettuale rappresentano un grave rischio non solo dal punto di vista legale, ma anche in termini di reputazione (fama dell’azienda). Con lo sviluppo dei social media e dei media online, le notizie relative alle violazioni della proprietà intellettuale si diffondono istantaneamente.
Attenzione al rischio di polemiche sui social media
«In quel grande magazzino vengono venduti prodotti contraffatti», «Una grande catena che vende apertamente prodotti copiati»: una volta che post di questo tipo si diffondono sui social media, l’immagine del marchio del grande magazzino subisce un danno ingente.Il motivo per cui le catene di grande distribuzione richiedono ai propri fornitori di effettuare rigorose verifiche in materia di proprietà intellettuale è anche quello di salvaguardare l’affidabilità del proprio marchio. È opportuno ritenere di fatto impossibile riprendere i rapporti commerciali con un fornitore che abbia causato una crisi di reputazione.
3. Tre gravi sanzioni in caso di controversie relative alla proprietà intellettuale
Se un fornitore consegna prodotti a una catena di grande distribuzione senza aver effettuato le necessarie verifiche in materia di proprietà intellettuale e, in seguito, si scopre che tali prodotti violano i diritti di proprietà intellettuale di altre aziende, le sanzioni a cui il fornitore va incontro sono di una gravità inimmaginabile. Le tre sanzioni riportate di seguito rappresentano, ciascuna, un colpo tale da minacciare la sopravvivenza stessa dell’azienda.
3-1. Rimozione e ritiro dai negozi
Sanzione 1: Rimozione immediata da tutti i punti vendita e ritiro della merce
Nel momento stesso in cui viene scoperta la violazione della proprietà intellettuale, la catena di negozi provvede immediatamente alla rimozione dei prodotti in questione da tutti i propri punti vendita a livello nazionale. Si tratta di un ritiro simultaneo che coinvolge centinaia, e in alcuni casi migliaia, di punti vendita. I costi logistici relativi al ritiro, il costo del personale addetto alle operazioni nei negozi e i costi di smaltimento: tutti questi oneri devono essere sostenuti dal fornitore.Nel caso di catene di grande distribuzione presenti su tutto il territorio nazionale, non è raro che i soli costi di ritiro raggiungano decine di milioni di yen. Inoltre, poiché i prodotti ritirati non possono essere venduti, anche il costo di acquisto rappresenta una perdita totale.
3-2. Risarcimento danni ingente
Penalità 2: richiesta di risarcimento danni ingente
Oltre alla richiesta di risarcimento danni da parte del titolare dei diritti, anche la catena di grande distribuzione richiederà un risarcimento per la violazione della clausola di garanzia di non violazione. Ciò comporta una «doppia responsabilità di risarcimento»: il risarcimento al titolare dei diritti e quello alla catena di grande distribuzione.Il risarcimento dovuto alla catena di grande distribuzione comprende una vasta gamma di voci, tra cui i costi di ritiro della merce, la perdita di opportunità di vendita, i costi per l’approvvigionamento d’urgenza di prodotti sostitutivi e il risarcimento per il danno all’immagine del marchio. Per i produttori di piccole e medie dimensioni, l’importo derivante da una singola controversia in materia di proprietà intellettuale può raggiungere livelli tali da portare direttamente al fallimento aziendale.
3-3. Sospensione delle transazioni e congelamento dei conti
Sanzione 3: Sospensione dei rapporti commerciali e congelamento dei conti
I rapporti commerciali con il fornitore responsabile della controversia in materia di proprietà intellettuale vengono immediatamente sospesi in via totale. Di norma, la sospensione riguarda non solo il prodotto in questione, ma anche tutti gli altri prodotti trattati.Inoltre, a causa della condivisione di informazioni all’interno del settore tra le grandi catene di distribuzione, la situazione può evolvere fino all’inserimento in una «lista nera», con la conseguente esclusione dai rapporti commerciali anche da parte di altre catene del settore. È estremamente difficile riattivare un conto commerciale con una catena di distribuzione una volta perso, il che significa perdere il principale canale di vendita della propria attività da un giorno all’altro.
La tabella seguente riassume le tre tipologie di sanzioni.
| Sanzione | Contenuto | Entità prevista del danno |
|---|---|---|
| Ritiro e recupero da tutti i punti vendita | Ritiro immediato da tutti i punti vendita a livello nazionale e smaltimento | Oltre a decine di milioni di yen (costi di logistica, smaltimento e costo di acquisto) |
| Risarcimento danni ingente | Doppio risarcimento a favore dei titolari dei diritti e delle catene di distribuzione | Da decine di milioni a centinaia di milioni di yen (letale per le piccole e medie imprese) |
| Sospensione delle transazioni e congelamento dei conti | Sospensione delle transazioni relative a tutti i prodotti e inserimento nella lista nera del settore | Perdita dei principali canali di vendita (rischio di sopravvivenza dell’azienda) |
Queste sanzioni non sono affatto esagerate. Esistono casi reali in cui un’azienda è stata costretta al fallimento per aver trascurato la verifica della proprietà intellettuale. Proprio per questo motivo, la verifica della proprietà intellettuale prima della consegna non è una «polizza assicurativa», bensì un «processo obbligatorio».
4. Contenuto della verifica sulla proprietà intellettuale da effettuare prima della consegna (verifica di clearance)
La verifica della proprietà intellettuale da effettuare prima della consegna alle catene di distribuzione è denominata «verifica di clearance» o «verifica FTO (Freedom to Operate)». Si tratta di una verifica volta ad accertare che i prodotti della propria azienda non violino i diritti di proprietà intellettuale di terzi e a garantire la possibilità di produrli e venderli liberamente. La verifica riguarda principalmente i seguenti tre diritti di proprietà intellettuale.
4-1. Indagine sui diritti di brevetto e sui diritti di modello di utilità
Indagine di clearance relativa ai diritti di brevetto e ai diritti di modello di utilità
Oggetto dell’indagine: i diritti relativi agli aspetti tecnici del prodotto, quali la struttura, le funzioni, i metodi di produzione e la combinazione dei materiali. Procedura
dell’indagine: innanzitutto, si definiscono chiaramente le caratteristiche tecniche del prodotto della propria azienda e si individuano le classificazioni brevettuali pertinenti (IPC, FI, F-Term).Successivamente, si effettua una ricerca esaustiva dei brevetti correlati utilizzando banche dati quali J-PlatPat (piattaforma di informazioni sui brevetti) e si confronta in modo dettagliato il testo delle rivendicazioni (ambito di protezione) dei brevetti individuati con il proprio prodotto.
Punti che richiedono particolare attenzione: l’interpretazione delle rivendicazioni di un brevetto richiede un giudizio specialistico.Anche se il testo può sembrare diverso, in base alla «teoria dell’equivalenza» può comunque essere giudicata una violazione. Inoltre, non sussistono problemi di violazione per i brevetti la cui durata è scaduta o per quelli estinti a causa del mancato pagamento delle tasse di mantenimento. Anche la verifica della validità dei diritti costituisce un elemento importante dell’indagine.
4-2. Indagine sui diritti di disegno e modello
Indagine di clearance sui diritti di disegno o modello
Oggetto dell’indagine: si tratta dei diritti relativi al design (aspetto esteriore) dei prodotti. La forma, i motivi, i colori, nonché il design della confezione e l’interfaccia grafica (GUI) rientrano nell’ambito di protezione del diritto di design.
Procedura di indagine: si individuano le caratteristiche di design dei prodotti della propria azienda e si effettuano ricerche sui disegni e modelli registrati pertinenti in base alla classificazione dei disegni e modelli (Classificazione di Locarno e Classificazione giapponese dei disegni e modelli).Si procede quindi a un confronto visivo tra i disegni e modelli individuati e il design dei propri prodotti, al fine di valutare l’eventuale somiglianza. Punti da tenere
particolarmente in considerazione: poiché la valutazione della somiglianza dei disegni e modelli si basa sull’«impressione visiva del consumatore», è possibile che venga ritenuta una violazione anche se, nonostante alcune differenze nei dettagli, l’impressione complessiva risulti simile.Inoltre, a seguito della modifica della legge sui disegni e modelli del 2020, l’ambito di protezione è stato ampliato a includere, tra l’altro, i disegni e modelli parziali, i disegni e modelli correlati, nonché i disegni e modelli relativi a edifici e interni; è pertanto necessario verificare in modo esaustivo lo stato attuale delle registrazioni.
4-3. Ricerca sui diritti di marchio
Indagine di verifica della disponibilità dei diritti sui marchi
Oggetto dell’indagine: si tratta dei diritti relativi ai segni che indicano la provenienza dei prodotti, quali nomi di prodotti, loghi di marca, caratteri, figure e simboli utilizzati sulle confezioni, nonché slogan e frasi pubblicitarie. Procedura di
indagine: si individuano i nomi di prodotti e i loghi utilizzati per i propri prodotti e si effettua una ricerca su J-PlatPat o altre piattaforme per verificare l’eventuale esistenza di marchi precedenti identici o simili.Nel valutare la somiglianza dei marchi, si procede a una valutazione complessiva sulla base di tre elementi: l’aspetto (la forma), la pronuncia (il modo di leggere) e il significato (il concetto). Punti da tenere
particolarmente in considerazione: poiché i diritti sui marchi sorgono per ciascun prodotto o servizio designato, è possibile che lo stesso marchio non costituisca un problema se il settore merceologico è diverso.Al contrario, anche se il nome del prodotto è diverso, se la pronuncia è identica, la situazione può essere considerata una violazione. Inoltre, in caso di somiglianza con il marchio di un marchio famoso, è possibile che si sia soggetti a regolamentazione ai sensi della Legge sulla prevenzione della concorrenza sleale, anche se il settore merceologico è diverso.
La tabella seguente presenta un confronto tra le verifiche di disponibilità relative ai tre tipi di diritti di proprietà intellettuale.
| Tipo di proprietà intellettuale | Oggetto della verifica | Esempi di prodotti oggetto di verifica | Rischi principali |
|---|---|---|---|
| Diritti di brevetto e diritti di modello di utilità | Struttura, funzionalità, metodi di produzione | Elettrodomestici, articoli di uso quotidiano, utensili, attrezzature per la lavorazione degli alimenti, ecc. | Accertamento della violazione in base alla dottrina dell’equivalenza, competenza nell’interpretazione delle rivendicazioni |
| Diritti sul disegno o modello | Design estetico e confezioni | Mobili, articoli vari, imballaggi, contenitori per cosmetici, ecc. | Valutazione della somiglianza in base all’impressione visiva del consumatore |
| Diritti sui marchi | Nomi di prodotti, loghi, slogan | Tutti i prodotti (prodotti dotati di marchio o logo) | Rischio combinato di somiglianza fonetica e violazione della legge sulla concorrenza sleale |
5. L’efficacia della perizia redatta da un consulente in proprietà industriale nel convincere i responsabili degli acquisti delle catene di grande distribuzione
Limitarvisi a sintetizzare internamente i risultati delle indagini sulla proprietà intellettuale non sarà sufficiente a rassicurare adeguatamente i responsabili acquisti delle catene di grande distribuzione. È qui che entra in gioco la perizia redatta da un consulente in proprietà industriale.
5-1. Che cos’è la perizia redatta da un consulente in proprietà industriale
Che cos’è un parere peritale redatto da un consulente in proprietà industriale
La perizia redatta da un consulente in proprietà industriale è un documento ufficiale in cui tale professionista, in qualità di esperto in materia, analizza dal punto di vista giuridico e tecnico, sulla base di competenze specialistiche, se il prodotto in questione violi o meno determinati diritti di proprietà intellettuale, giungendo a una conclusione.Non si tratta di un semplice «parere», bensì di un’analisi logica e di una conclusione basate sulle disposizioni delle leggi in materia di brevetti, disegni e modelli e marchi, sulla giurisprudenza e sui criteri di esame. Il consulente in proprietà industriale è un professionista in possesso di una qualifica statale e la sua perizia gode di elevata affidabilità e valore probatorio.
5-2. Offrire un «senso di sicurezza» agli acquirenti
Gli acquirenti delle grandi catene di distribuzione sono costantemente preoccupati dei rischi legati ai prodotti che acquistano. Anche nel caso di articoli di grande successo, se sussiste un rischio in materia di proprietà intellettuale, decidono di non procedere all’acquisto. Presentando la perizia redatta da un consulente in brevetti, è possibile offrire agli acquirenti un forte senso di sicurezza, dimostrando che «questo prodotto ha ottenuto l’avallo di un esperto».
Psicologia del buyer: il buyer deve spiegare, nell’ambito del processo interno di approvazione, «perché si sta acquistando questo prodotto». Se si dispone di una perizia redatta da un consulente in proprietà industriale, basta una sola riga – «È stata ottenuta una perizia di non violazione redatta da un esperto in proprietà intellettuale» – per superare agevolmente la revisione interna. Ciò rappresenta un grande vantaggio anche per il singolo buyer.Il certificato di perizia diventa quindi un’«arma» che sostiene il processo decisionale dell’acquirente.
5-3. Funge da scudo per negare «dolo o colpa» in caso di imprevisti
Un altro importante effetto del parere di non violazione è la riduzione del rischio nel caso in cui, in un secondo momento, venisse accertata una violazione.
La perizia funge da «scudo»
Nelle richieste di risarcimento danni per violazione dei diritti di proprietà intellettuale, è necessario che sussista la «dolo o colpa» dell’autore della violazione. Qualora la vendita dei prodotti sia avvenuta sulla base di una perizia redatta da un consulente in proprietà industriale, anche qualora la violazione venisse successivamente accertata, sarà possibile sostenere di aver «agito affidandosi alla perizia di un esperto», il che costituisce una solida base per negare il dolo o la colpa.Ciò aumenta notevolmente la possibilità di ottenere una riduzione dell’importo del risarcimento danni o di evitare che la violazione venga qualificata come «violazione dolosa» (soggetta ad aumento punitivo del risarcimento), considerata di natura particolarmente grave. Il parere peritale è quindi non solo uno strumento commerciale offensivo, ma anche un mezzo di difesa giuridica difensivo.
6. I vantaggi di rivolgersi a un consulente in proprietà industriale
Affidando le ricerche in materia di proprietà intellettuale e la redazione delle perizie a un consulente in proprietà industriale, si ottengono vantaggi significativi che non si otterrebbero se ci si occupasse della questione autonomamente.
6-1. Prevenzione di omissioni nelle indagini
Vantaggio 1: prevenzione delle omissioni grazie a un’indagine esaustiva condotta da un professionista
La ricerca in materia di proprietà intellettuale richiede conoscenze specialistiche avanzate ed esperienza, quali la selezione delle parole chiave di ricerca, l’identificazione delle classificazioni dei brevetti e la valutazione delle somiglianze. Se ci si limita a effettuare una ricerca sommaria in proprio, si corre il rischio di trascurare diritti precedenti di grande importanza.I consulenti in materia di proprietà industriale dispongono di un know-how unico, frutto di una vasta esperienza nelle ricerche, e sono in grado di individuare in modo esaustivo anche diritti potenziali che la propria azienda non sarebbe riuscita a individuare. In particolare, l’individuazione di brevetti correlati classificati in settori tecnologici diversi, nonché di diritti di disegno o modello facilmente trascurabili, quali i disegni o modelli parziali o correlati, rappresenta un punto di forza proprio degli esperti del settore.
6-2. Proposta di progettazione di elusione
Vantaggio 2: Proposta di soluzioni alternative in caso di individuazione di un rischio di violazione
Qualora, a seguito della ricerca, venisse individuato un rischio di violazione dei diritti di proprietà intellettuale di terzi, il consulente in brevetti non si limiterà a segnalare semplicemente che «esiste il rischio di violazione». Proporrà infatti misure concrete per evitare la violazione, indicando in che modo modificare la progettazione o il design del prodotto.Nel caso dei brevetti, dopo aver analizzato gli elementi costitutivi delle rivendicazioni, fornirà consulenza su quali elementi modificare per uscire dall’ambito di protezione del brevetto. Nel caso dei disegni e modelli, indicherà i punti chiave per la modifica della forma, in modo che il prodotto non venga giudicato simile a quelli protetti. In questo modo, sarà possibile effettuare la consegna ai negozi al dettaglio dopo aver eliminato i rischi legati alla proprietà intellettuale, senza modificare in modo sostanziale il concetto di base del prodotto.
7. Esempi comuni di errori
Nella pratica, esistono numerosi casi in cui la mancata esecuzione di un’indagine sulla proprietà intellettuale, o la decisione di procedere alla consegna sulla base di un’indagine insufficiente, ha portato a gravi conseguenze. Di seguito vi presentiamo due modelli tipici di errore.
7-1. Caso di insuccesso n. 1: il caso in cui ci si è fidati esclusivamente di una «ricerca su Internet»
Caso di insuccesso n. 1: le insidie di una ricerca sommaria
L’azienda A, produttrice di articoli di uso quotidiano, prima di consegnare un nuovo articolo da cucina a un grande negozio di bricolage, ha incaricato il proprio responsabile dello sviluppo di effettuare una ricerca su Internet alla ricerca di prodotti simili; avendo constatato che «non si trovavano prodotti simili, si è ritenuto che non ci fossero problemi» e si è proceduto alla consegna. Tuttavia, sei mesi dopo la consegna, un’azienda concorrente ha segnalato una violazione del diritto di modello di utilità.Il prodotto dell’azienda A rientrava infatti nell’ambito tecnico del modello di utilità detenuto dal concorrente. La causa era da ricercarsi nel fatto che la ricerca su Internet si era limitata a verificare l’aspetto esteriore del prodotto, senza approfondire il contenuto dei diritti relativi a brevetti e modelli di utilità (rivendicazioni). Di conseguenza, è stato richiesto il ritiro del prodotto da tutti i punti vendita e il risarcimento dei danni; l’azienda A ha subito una perdita di diverse decine di milioni di yen.
7-2. Caso di insuccesso n. 2: la tragedia del cambio di marchio a causa della mancata ricerca sui marchi
Caso di insuccesso n. 2: ristampa delle confezioni e perdita di fiducia
L’azienda alimentare B, incaricata della produzione in conto terzi di prodotti a marchio proprio (PB) per una catena di grande distribuzione, ha stabilito un nuovo nome del marchio previa consultazione con la catena stessa. Tuttavia, senza aver effettuato alcuna ricerca sui marchi, ha stampato una grande quantità di confezioni e ha avviato la consegna. Successivamente, si è scoperto che il marchio era simile a quello di un’altra società, già registrato in precedenza nello stesso settore alimentare.La catena di grande distribuzione ha immediatamente richiesto la modifica del nome del marchio e tutte le decine di migliaia di confezioni già stampate sono state smaltite. L’azienda B si è trovata a dover sostenere non solo i costi di riprogettazione e ristampa con il nuovo nome del marchio, ma anche quelli relativi alle operazioni di sostituzione dei prodotti nei punti vendita.Il danno maggiore non è stato solo di natura economica, ma è consistito nella grave perdita di fiducia da parte della catena di grandi magazzini. Da allora, ogni volta che l’azienda B propone nuovi prodotti, viene accolta con cautela, poiché si teme che «possa ripetersi lo stesso problema», e continua così a perdere opportunità di espansione commerciale.
Ciò che accomuna questi casi è un unico aspetto: «non era stata condotta un’indagine approfondita sulla proprietà intellettuale da parte di esperti». Se si fosse consultato preventivamente un consulente in proprietà industriale, sarebbe stato possibile prevenire in anticipo entrambe le controversie.
8. Conclusione: consolidare i rapporti commerciali con le catene di distribuzione tramite indagini sulla proprietà intellettuale e perizie
La fornitura di prodotti ai canali di grande distribuzione e all’ingrosso rappresenta una grande opportunità di crescita aziendale. Tuttavia, per rendere certa tale opportunità, è indispensabile eliminare preventivamente i rischi relativi alla proprietà intellettuale.
Riassumiamo nuovamente i punti chiave illustrati in questo articolo.
- Dal punto di vista della gestione conforme alle normative, le catene di grande distribuzione richiedono rigorosamente ai propri fornitori di effettuare indagini sulla proprietà intellettuale e di fornire prove di non violazione
- In caso di controversie in materia di proprietà intellettuale, si rischia di incorrere in tre gravi sanzioni: il ritiro dei prodotti da tutti i punti vendita, il risarcimento di ingenti danni e la sospensione dei rapporti commerciali
- È indispensabile effettuare un’indagine di clearance completa sui diritti di brevetto, sui diritti di disegno e modello e sui diritti di marchio prima della consegna
- La perizia redatta da un consulente in proprietà industriale è estremamente efficace sia per rassicurare gli acquirenti sia come strumento di difesa legale in caso di necessità
- Affidandosi a esperti si ottengono i vantaggi di prevenire omissioni nelle indagini e di ricevere proposte di progettazione volta alla prevenzione delle violazioni
La verifica della proprietà intellettuale e l’ottenimento di una perizia rappresentano una «spesa necessaria» nelle transazioni con la grande distribuzione, nonché «l’investimento con il miglior rapporto costo-efficacia». Con una spesa di alcune centinaia di migliaia di yen per la verifica, è infatti possibile evitare un rischio di danni che va da decine di milioni a centinaia di milioni di yen.
Perché non eliminare in anticipo i rischi legati alla proprietà intellettuale prima della consegna alla catena di distribuzione?
Lo studio di proprietà intellettuale EVORIX offre un servizio completo e centralizzato di assistenza in materia di proprietà intellettuale, necessario per le transazioni con la grande distribuzione, che spazia dalle indagini di clearance relative a brevetti, disegni e modelli e marchi alla redazione di perizie da parte di avvocati specializzati in proprietà intellettuale. Non esiti a contattarci per una prima consulenza.
AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Studio di proprietà intellettuale EVORIX – Consulente in proprietà industriale e rappresentante legale
Assistiamo clienti provenienti da un'ampia gamma di settori – tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità – in ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno industriale e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause di contraffazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali AI, IoT, Web3 e FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Consulenti in Brevetti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Consulenti in Brevetti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).