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Brevetto internazionale e PCT: funzionamento, costi e termine di 30 mesi

Che cos’è un brevetto internazionale? Un consulente in brevetti spiega perché non esiste un “brevetto unico al mondo”, nonché il funzionamento, i costi e il termine di 30 mesi della domanda internazionale PCT

«Vorrei ottenere un brevetto internazionale»: questa è una delle richieste che noi consulenti in brevetti riceviamo più spesso da imprenditori e sviluppatori che intendono espandersi all’estero. E, in merito a questa richiesta, vi è una cosa che dobbiamo chiarire sin dall’inizio.

Il diritto denominato «brevetto internazionale» non esiste in nessuna parte del mondo. Nessun trattato né alcuna legislazione nazionale prevede infatti un diritto di brevetto che, con un’unica procedura, produca effetti in tutto il mondo.

Che cosa si intende allora per «domanda di brevetto internazionale», termine che si legge spesso nei notiziari? Si tratta della procedura di «domanda» prevista dal PCT (Trattato di cooperazione in materia di brevetti). Non si tratta del diritto in sé, bensì di un meccanismo che consente di fissare la data di deposito in 159 paesi mediante un unico documento: comprendere accuratamente questo aspetto cambia radicalmente il modo in cui si definisce la strategia brevettuale all’estero.

In questo articolo, partendo dai malintesi più comuni relativi al termine «brevetto internazionale», un consulente in brevetti illustrerà il funzionamento della domanda internazionale PCT, i relativi costi, il termine di 30 mesi e le modalità di utilizzo in combinazione con la via di Parigi, sulla base di fonti primarie fornite dall’Ufficio dei Brevetti e dall’OMPI (Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale).

Perché non esiste un diritto denominato «brevetto internazionale»

Il diritto di brevetto è un diritto che viene concesso a livello nazionale. Il diritto di brevetto giapponese ha efficacia solo sul territorio nazionale; negli Stati Uniti viene concesso il diritto di brevetto statunitense, in Cina quello cinese, ciascuno separatamente in base alla legislazione del proprio Paese. Questo principio è denominato «principio di territorialità».

La decisione di concedere o meno un brevetto per una determinata invenzione spetta all’ufficio brevetti di ciascun paese, in base alla legislazione nazionale in materia. Un’invenzione brevettata in Giappone non diventa automaticamente brevettabile anche negli Stati Uniti. Pertanto, se si desidera tutelare un’invenzione all’estero, è necessario ottenere i diritti in ciascuno dei paesi in cui si intende garantirne la protezione.

Sebbene si utilizzino spesso i termini «brevetto mondiale» e «brevetto internazionale», non esiste un unico diritto di brevetto che abbia efficacia in tutto il mondo con un’unica procedura. Ciò che esiste è un meccanismo internazionale di «deposito della domanda» volto a semplificare l’acquisizione dei diritti nei singoli paesi. Ne è un esempio rappresentativo la domanda internazionale PCT.

Consigli pratici (si presti attenzione anche alla formulazione): capita di vedere sul sito aziendale o nei comunicati stampa la dicitura «ottenimento del brevetto internazionale», ma la formulazione corretta è «è stata presentata una domanda internazionale PCT» oppure «è stato ottenuto il brevetto in ◯ paesi».In particolare, l’espressione «domanda PCT in corso» indica una fase precedente alla concessione del diritto e, se accompagnata da «ottenimento del brevetto», può indurre in errore. Anche dal punto di vista pubblicitario, è opportuno evitare formulazioni che possano dare un’impressione diversa dalla realtà.

Esiste una «data di deposito comune a livello mondiale» — Che cos’è la domanda internazionale PCT

La domanda internazionale ai sensi del PCT (Patent Cooperation Treaty, Trattato di cooperazione in materia di brevetti) è, secondo la spiegazione dell’Ufficio dei brevetti, «un sistema di deposito che, mediante la presentazione di un unico fascicolo di domanda in conformità al trattato, produce lo stesso effetto di una domanda depositata contemporaneamente in tutti i paesi membri del PCT».

I paesi contraenti ammontano a 159 (secondo l’elenco dei paesi contraenti dell’OMPI aggiornato ad agosto 2026; più recentemente, l’adesione delle Bahamas è entrata in vigore il 19 maggio 2026).Per i richiedenti giapponesi, è sufficiente presentare all’Ufficio giapponese dei brevetti un unico fascicolo di domanda redatto in lingua giapponese o inglese affinché la data di deposito della domanda internazionale costituisca la data di deposito della «domanda nazionale» in tutti i 159 paesi.

Perché la data di deposito è così importante? Il diritto dei brevetti si basa sul principio del «primo a depositare»: in un mondo in cui, a parità di invenzione, prevale chi ha depositato per primo.Sebbene sia di fatto impossibile presentare domande separate in lingue diverse in tutti i paesi lo stesso giorno, utilizzando il PCT è possibile fissare la data di deposito in tutto il mondo allo stesso giorno con un’unica domanda. Ciò che il PCT garantisce non è un «diritto comune a livello mondiale», bensì una «data di deposito comune a livello mondiale»: questa è l’essenza di tale sistema.

Riepilogo di quanto detto finora: la domanda internazionale PCT è una procedura di «deposito»; la decisione finale sulla concessione del brevetto spetta all’esame di merito effettuato dall’ufficio brevetti di ciascun Paese.Dopo la presentazione della domanda, si procede al «passaggio alla fase nazionale», selezionando i paesi in cui si desidera ottenere i diritti e avviando le procedure specifiche di ciascun paese; da quel momento in poi, il procedimento viene gestito in base alle leggi nazionali di ciascun paese. In altre parole, il PCT presenta una struttura in cui l’ingresso è unico, mentre l’esito (la concessione dei diritti) varia a seconda del paese.

Differenza rispetto al percorso di Parigi: 12 mesi o 30 mesi?

Oltre al PCT, per le domande di brevetto all’estero esiste un’altra via: la via di Parigi (domanda diretta). Si tratta di un metodo che utilizza il diritto di priorità della Convenzione di Parigi per presentare domanda direttamente nei vari paesi entro 12 mesi dalla domanda giapponese. Di seguito vengono illustrate le differenze tra le due vie.

Tabella comparativa tra la via PCT e la via di Parigi (deposito diretto). Il grafico riassume i termini procedurali nei vari paesi (rispettivamente 30 mesi e 12 mesi dalla data di priorità), le modalità di selezione dei paesi destinatari, i costi aggiuntivi, le informazioni preliminari sulla brevettabilità e le differenze relative ai casi in cui ciascuna via è più indicata. Poiché Taiwan non è parte contraente del PCT, è necessario effettuare il deposito diretto tramite la via di Parigi entro 12 mesi.
[Illustrazione] Principali differenze tra l’itinerario PCT e l’itinerario di Parigi
Voce Percorso PCT Percorso di Parigi (domanda diretta)
Termini delle procedure nazionali30 mesi dalla data di priorità (passaggio alla procedura nazionale)12 mesi dalla data di priorità (domanda in ciascun Paese)
Modalità di selezione dei paesi di destinazioneÈ possibile restringere la scelta in un secondo momento (i 159 paesi rimangono candidati)La scelta deve essere definita entro 12 mesi
Costi aggiuntiviCosti della fase internazionale (descritti di seguito; importo indicativo: 365.000 yen)Nessuna fase internazionale (il costo tende quindi ad essere inferiore)
Informazioni preliminari sulla brevettabilitàSi ricevono per tutti i casi il rapporto di ricerca internazionale e il parere dell’esaminatoreNon si conoscono i risultati fino all’esame nei singoli paesi
Situazioni in cui è indicatoNon si è ancora in grado di decidere con certezza in quali paesi presentarsi / Si desidera valutare la situazione dopo l’avvio dell’attivitàI paesi di destinazione sono stati definiti (1 o 2) / Si desidera avviare rapidamente gli esami nazionali

La differenza principale è il tempo.Con la via di Parigi è necessario decidere la destinazione entro 12 mesi, mentre con il PCT è possibile rinviare la decisione fino a 30 mesi. Questa differenza di 18 mesi consente di valutare la reazione del mercato e lo stato di avanzamento della raccolta fondi prima di decidere in merito a spese ingenti quali i costi di traduzione e le spese locali. Per i dettagli sulla via di Parigi, si prega di consultare l’articolo esplicativo dedicato alla via di Parigi (deposito diretto).

Attenzione: non è possibile accedere a Taiwan tramite il PCT. Poiché Taiwan non è uno Stato contraente del PCT, non è possibile effettuare la transizione nazionale tramite tale procedura. Qualora si necessiti di diritti a Taiwan, è necessario presentare una domanda diretta avvalendosi del diritto di priorità della Convenzione di Parigi entro 12 mesi dalla data di priorità (per ulteriori dettagli, si veda la Guida pratica al sistema dei brevetti di Taiwan).È pericoloso dare per scontato che «avendo presentato una domanda PCT si copra l’intero mondo».

Fasi procedurali — Ricerca internazionale, pubblicazione internazionale, transizione nazionale

La procedura di domanda internazionale PCT si divide, in linea di massima, in «fase internazionale» e «fase nazionale». Se si segue l’ordine cronologico, si presenta come segue.

Cronologia della procedura di domanda internazionale PCT. Dalla domanda di base con data di priorità pari a 0 mesi, alla domanda internazionale PCT entro 12 mesi, alla ricerca internazionale, alla pubblicazione internazionale dopo 18 mesi, al passaggio alla fase nazionale entro 30 mesi, fino all’esame di merito nei singoli paesi. Il termine di 30 mesi per il passaggio alla fase nazionale è di fondamentale importanza.
[Schema illustrativo] Flusso della domanda internazionale PCT — Il termine di 30 mesi dalla data di priorità per il passaggio alla fase nazionale è di fondamentale importanza
Periodo (a partire dalla data di priorità) Procedura Contenuto
0 mesiDomanda di base (di norma, domanda di brevetto in Giappone)Tale data costituisce la «data di priorità» e rappresenta il punto di partenza per il calcolo dei termini successivi
~12 mesiDomanda internazionale PCTPresentazione all’Ufficio brevetti giapponese (autorità ricevente) rivendicando il diritto di priorità. Un unico esemplare in lingua giapponese o inglese
Dopo la presentazione della domandaRicerca internazionaleEffettuata per tutte le domande internazionali. Al richiedente vengono forniti i risultati della ricerca sulla tecnica anteriore simile (rapporto di ricerca internazionale) e il parere dell’esaminatore in merito alla novità, all’attività inventiva, ecc.
18 mesiPubblicazione internazionaleIl contenuto della domanda viene pubblicato dall’OMPI
Se lo si desideraEsame preliminare internazionaleÈ possibile sottoporre la domanda a un esame preliminare dei requisiti di brevettabilità (non si tratta dell’esame effettuato dai singoli paesi ai fini della concessione del brevetto)
~30 mesiTransizione nazionalePer ciascun Paese in cui si desidera ottenere i diritti, occorre presentare una traduzione nella lingua riconosciuta da tale Paese e versare le tasse previste
Dopo il passaggioEsame di merito nei singoli paesiL’esame viene effettuato dall’Ufficio brevetti di ciascun Paese in base alla legislazione nazionale. È in questa fase che si determina, per ogni singolo Paese, se il brevetto verrà concesso

Dal punto di vista pratico, la ricerca internazionale riveste particolare importanza. Per tutte le domande internazionali, oltre ai risultati della ricerca sullo stato dell’arte, viene redatto il parere dell’esaminatore in merito al fatto che l’invenzione soddisfi i requisiti di novità e attività inventiva, che viene poi fornito al richiedente.In altre parole, prima di sostenere ingenti spese in ciascun Paese, quali i costi di traduzione e gli onorari dei rappresentanti locali, è possibile verificare le «possibilità di successo» dell’invenzione sulla base di dati oggettivi.

Questo meccanismo, che comprende anche le azioni da intraprendere nel caso in cui il parere sia negativo, costituisce uno strumento di «selezione rigorosa». Come indicato anche nelle note esplicative dell’Ufficio Brevetti: «È possibile ottimizzare e razionalizzare i costi esaminando attentamente le possibilità di ottenere il brevetto e avviando le procedure solo nei paesi selezionati con cura».Leggere il parere e correggere le rivendicazioni prima di procedere alla fase nazionale, rinunciare alla fase nazionale nei paesi con scarsa commerciabilità o, in alcuni casi, ritirare la domanda senza procedere alla fase nazionale: le opzioni disponibili nell’arco di 30 mesi sono numerose.

Panoramica dei costi: la fase internazionale ammonta a circa 365.000 yen, mentre la fase nazionale costituisce la parte principale

I costi vanno considerati su due livelli: la «fase internazionale» e la «fase nazionale». Innanzitutto, vi sono le tasse relative all’Ufficio brevetti nella fase internazionale (per domande in lingua giapponese, presentate online, con una descrizione non superiore a 30 pagine e nel caso in cui l’Ufficio brevetti giapponese funga da organo di ricerca internazionale; importo applicabile alle domande internazionali con data di deposito a partire dal 1° maggio 2026).

Voci di spesa Importo
Tassa di trasmissione17.000 yen
Tassa di deposito internazionale (fino a 30 fogli)264.900 yen
Riduzione per la presentazione online▲59.800 yen
Tassa di ricerca (Ufficio di ricerca internazionale = Ufficio dei brevetti giapponese, in lingua giapponese)143.000 yen
Totale della fase internazionale (valore indicativo)365.100 yen (prima della riduzione)

Per le tasse relative alla fase internazionale sono previste misure di riduzione. Per le piccole e medie imprese l’importo viene ridotto alla metà, mentre per le piccole e medie start-up e le microimprese viene ridotto a un terzo (è necessario presentare la richiesta contestualmente alla domanda di brevetto).Inoltre, qualora si abbia diritto al sussidio per le domande all’estero dell’INPIT (tasso di sovvenzione pari alla metà, con un limite massimo di 1,5 milioni di yen per ciascuna domanda di brevetto), l’onere finanziario subirà un’ulteriore variazione (→ articolo esplicativo sul sussidio per le domande all’estero dell’INPIT).

È importante sottolineare che la parte principale dei costi relativi all’estero non riguarda la fase internazionale, bensì quella nazionale. Ad ogni passaggio alla fase nazionale si devono sostenere: (a) le spese dell’ufficio brevetti del Paese in questione, (b) gli onorari del rappresentante locale e (c) i costi di traduzione.Poiché gli importi variano notevolmente a seconda del Paese, della lingua e del volume della descrizione, è più realistico richiedere preventivi specifici non appena si individuano i Paesi in cui si intende procedere al passaggio. Il meccanismo per cui il volume della descrizione incide sui costi è trattato in dettaglio nella spiegazione relativa alle spese di deposito dei brevetti per software e sistemi.

Consigli pratici (considerare le spese PCT come un «premio assicurativo»): è più semplice valutare le spese della fase internazionale, pari a circa 365.000 yen, se le si considera come un costo volto a «rinviare di un massimo di 30 mesi le spese ingenti relative alle traduzioni e alle spese locali, fino a quando non si avranno prospettive chiare sull’attività».In sintesi: se la destinazione è già definita in uno o due paesi, questo «premio assicurativo» non è necessario (la via di Parigi risulta razionale); se invece si desidera restringere il campo tra cinque o dieci paesi candidati, l’investimento si ripagherà ampiamente.

La prassi relativa al termine di 30 mesi — una volta scaduto, non si può tornare indietro

L’aspetto più temibile nella pratica del PCT è la scadenza del termine per il passaggio alla fase nazionale. Nei paesi in cui non si è provveduto alla presentazione della traduzione e al pagamento delle tasse entro il termine di 30 mesi dalla data di priorità (in alcuni paesi e regioni, come l’Ufficio europeo dei brevetti, il termine è di 31 mesi → Guida pratica al sistema europeo dei brevetti), in linea di principio viene preclusa la possibilità di ottenere la titolarità dei diritti sulla base di tale domanda.

Si verificano effettivamente casi in cui i 30 mesi trascorrono mentre si pensa: «Procederemo alla transizione una volta completato il finanziamento». Anche nella raccolta di casi di problemi relativi alla proprietà intellettuale presente su questo blog, vengono illustrati casi in cui, pur avendo inteso garantire le opzioni disponibili con una domanda PCT, si è finito per far scadere il termine a causa del rinvio del finanziamento necessario per la transizione nazionale.

È fondamentale comprendere che i 30 mesi non rappresentano un «periodo di grazia che si mantiene anche senza alcuna azione», bensì una «scadenza entro la quale occorre predisporre la traduzione e i fondi».Poiché la traduzione richiede un periodo di tempo adeguato, nella pratica si inizia a definire il Paese di trasferimento e a organizzare la traduzione già alcuni mesi prima della scadenza. Se si gestiscono separatamente la pianificazione finanziaria e il calendario relativo alla proprietà intellettuale, questo coordinamento rischia di sfuggire.

Quando è opportuno scegliere il PCT e quando la via di Parigi

Infine, riassumiamo i criteri di valutazione per la scelta dell’iter.

Casi in cui è indicato il PCT

・I paesi di destinazione non sono ancora stati determinati, oppure vi sono
tre o più paesi candidati・si desidera decidere in merito alle spese di traduzione e ai costi locali solo dopo aver valutato l’andamento dell’avvio dell’attività o l’esito della raccolta fondi; si desidera valutare l’invenzione sulla base del rapporto di ricerca
internazionale e del parere prima di prendere decisioni di investimento per ciascun Paese; si tratta
di una start-up che intende dimostrare agli investitori di «aver garantito le opzioni per l’ottenimento dei diritti nei Paesi principali» (→ articolo esplicativo sulla raccolta fondi e sui brevetti )

Casi in cui è preferibile la via di Parigi

・I paesi di destinazione sono stati definiti in uno o due (il costo totale tende a essere inferiore, in quanto si pagano solo le spese della fase internazionale)
・Si desidera avviare l’esame in ciascun paese il prima possibile (non vi è motivo di attendere i 30 mesi previsti dal PCT)
・Sono necessari diritti in paesi o regioni non aderenti al PCT, come Taiwan (in questo caso, l’unica opzione disponibile è la via di Parigi)

In pratica, è possibile anche un approccio combinato, ad esempio «presentare prima la domanda negli Stati Uniti e in Cina tramite la via di Parigi, mantenendo le altre nazioni candidate tramite il PCT». Poiché la combinazione ottimale varia a seconda del piano aziendale, del budget e della natura dell’invenzione, si raccomanda di definire la strategia già nella fase della domanda di base — al più tardi entro il termine di 12 mesi dalla data di priorità.

Domande frequenti

D. È possibile ottenere un «brevetto internazionale»?

Non esiste un unico brevetto la cui efficacia si estenda a tutto il mondo con un’unica procedura. I diritti di brevetto vengono concessi a livello nazionale e la decisione di concedere o meno un brevetto spetta all’esame effettuato dall’ufficio brevetti di ciascun Paese.Ciò che viene comunemente definito «domanda di brevetto internazionale» è la procedura di deposito prevista dal PCT (Trattato di cooperazione in materia di brevetti), un sistema che consente di fissare la data di deposito in 159 paesi mediante un unico modulo di domanda. L’ottenimento dei diritti avviene, per ciascun paese, solo dopo la successiva fase di transizione nazionale e l’esame da parte delle autorità competenti di ciascun paese.

D. Se si presenta una domanda PCT, si ottiene necessariamente un brevetto in ciascun Paese sulla base di tale contenuto?

Non è detto.Il PCT è, in definitiva, una procedura di “deposito” e la concessione del brevetto viene valutata dagli Uffici brevetti dei singoli paesi di destinazione, in base alle rispettive leggi in materia. Anche per la stessa invenzione, le conclusioni possono variare da un paese all’altro. Tuttavia, poiché in tutti i casi vengono forniti il rapporto di ricerca internazionale e il parere dell’esaminatore, è possibile ottenere in anticipo elementi utili per valutare le prospettive dell’esame in ciascun paese.

D. Vorrei ottenere diritti anche a Taiwan: è possibile tramite il PCT?

No. Poiché Taiwan non è uno Stato contraente del PCT, non è possibile effettuare la domanda nazionale a Taiwan tramite il PCT. Se si necessita di diritti a Taiwan, occorre presentare una domanda diretta entro 12 mesi dalla domanda di base, rivendicando il diritto di priorità ai sensi della Convenzione di Parigi. Si prega di tenere presente che, qualora Taiwan figuri tra i mercati di destinazione, sarà necessario gestire i termini previsti dal percorso di Parigi parallelamente alla procedura PCT.

D. A quanto ammontano i costi? Sono previste agevolazioni per le piccole e medie imprese?

Le tasse relative all’Ufficio brevetti nella fase internazionale ammontano complessivamente a circa 365.000 yen, sulla base di condizioni tipiche quali: lingua giapponese, deposito online, massimo 30 pagine e Ufficio brevetti giapponese come organo di ricerca internazionale (importo applicabile alle domande internazionali con data di deposito a partire dal 1° maggio 2026).Per le piccole e medie imprese è prevista una riduzione della metà, mentre per le piccole e medie start-up e le microimprese è prevista una riduzione di un terzo; tale richiesta deve essere presentata contestualmente alla domanda di brevetto.Esiste inoltre il programma di sovvenzioni per le domande all’estero dell’INPIT (con una copertura pari alla metà dei costi). Si noti che i costi principali sono costituiti dalle spese di traduzione e dagli onorari dei rappresentanti locali dopo la transizione nazionale, che sono proporzionali al numero di paesi in cui si effettua la transizione e al volume della descrizione.

D. Cosa accade se si supera il termine di 30 mesi per la trasformazione in domanda nazionale?

Nei paesi in cui non sono state presentate le traduzioni né versate le tasse entro il termine previsto, in linea di principio non sarà più possibile ottenere la titolarità dei diritti sulla base di tale domanda internazionale. In alcuni paesi esistono procedure di ricorso, ma i requisiti sono rigorosi e non è detto che vengano accolte.Non si dovrebbe pianificare partendo dal presupposto che «anche se il termine è scaduto, si troverà comunque una soluzione»; la prassi fondamentale prevede infatti di procedere, con diversi mesi di anticipo rispetto alla scadenza, alla definizione dei paesi di trasferimento, all’organizzazione delle traduzioni e al reperimento dei fondi.

D. Se il parere dell’esame internazionale è negativo, non resta altro da fare che rinunciare?

Non è necessario rinunciare. Il parere non rappresenta la conclusione definitiva dell’esame nazionale; nel periodo che precede la transizione nazionale è possibile correggere le rivendicazioni in vista dell’esame nazionale oppure richiedere un esame preliminare internazionale per ottenere una nuova valutazione. Al contrario, se sulla base del parere si giunge alla conclusione che «con questo contenuto sarà difficile», è possibile scegliere di ritirare la domanda o di presentarla nuovamente prima di sostenere spese di traduzione e costi locali.In entrambi i casi, il valore stesso del PCT risiede nel fatto di poter disporre di elementi di valutazione prima di sostenere spese ingenti.

Riepilogo

Non esiste un unico diritto denominato «brevetto internazionale». Il diritto di brevetto viene concesso a livello nazionale e diventa effettivo solo dopo aver superato l’esame in ciascun Paese.La domanda internazionale PCT offre un meccanismo che consente di garantire la data di deposito in 159 paesi con un’unica domanda e di rinviare la decisione su in quali paesi ottenere i diritti fino a 30 mesi dalla data di priorità: si tratta, per così dire, di una «data di deposito comune a livello mondiale» e di «tempo per riflettere».

I costi della fase internazionale ammontano, in condizioni tipiche, a circa 365.000 yen (prima della riduzione). Con tale importo, dopo aver ottenuto la ricerca internazionale come base di valutazione oggettiva, è possibile selezionare caso per caso, per ogni singolo Paese, le spese effettive relative alle traduzioni e ai costi locali. D’altra parte, se la destinazione è limitata a uno o due Paesi, il percorso di Parigi risulta più rapido ed economico.La scelta del percorso rappresenta la decisione aziendale stessa: «In quali paesi, entro quale termine e a quale costo garantire la tutela?».

Inoltre, entrambi i percorsi prevedono scadenze inderogabili: 12 mesi per la via di Parigi e 30 mesi per il passaggio nazionale dal PCT. Se esiste anche solo una minima possibilità di espansione all’estero, elaborare un piano calcolando a ritroso le scadenze fin dalla fase della domanda di base rappresenta il metodo più sicuro per salvaguardare le proprie opzioni.

Consulenza presso lo studio di proprietà intellettuale Evorix

Evorix (evorix.jp) offre un supporto completo, che spazia dalle procedure di deposito della domanda internazionale PCT alla gestione delle scadenze per il trasferimento nazionale, fino alla collaborazione con i mandatari locali. Siamo lieti di ricevere richieste di consulenza anche nelle fasi iniziali, ad esempio per chiarire «in quali paesi presentare la domanda» o «se sia più vantaggioso il PCT o la via di Parigi».Per i dettagli sui servizi, consulti la nostra guida al servizio di domanda internazionale di brevetto PCT; per una consulenza, non esiti a contattarci tramite il modulo di richiesta informazioni.

Note relative al presente articolo: il presente articolo ha lo scopo di fornire informazioni di carattere generale e non garantisce alcuna conclusione in merito a casi specifici. I contenuti riportati si basano su informazioni di dominio pubblico disponibili al momento della stesura (agosto 2026).Gli importi delle tasse si riferiscono a quelli applicabili alle domande internazionali presentate a partire dal 1° maggio 2026, in base al «Tariffario relativo alle domande internazionali» dell’Ufficio dei brevetti; poiché la tassa per la domanda internazionale è espressa in franchi svizzeri e convertita in yen, tali importi potrebbero subire variazioni in base al tasso di cambio.Il numero degli Stati contraenti è quello verificato nell’agosto 2026 nell’elenco degli Stati contraenti dell’OMPI. I termini per il passaggio alla procedura nazionale e i requisiti per le procedure di ricorso variano a seconda del Paese o della regione. Per i singoli casi è necessaria una valutazione separata da parte di esperti.

Fonte

Takefumi Sugiura, consulente in brevetti

AUTORE / Autore

Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)

Studio di proprietà intellettuale EVORIX – Consulente in proprietà industriale, titolare

Assiste clienti operanti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, start-up, moda e sanità, in ogni fase del processo, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno industriale e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale relative a settori all’avanguardia quali l’intelligenza artificiale (AI), l’Internet delle cose (IoT), il Web3 e il FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Patentisti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Patentisti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).