Negli ultimi anni, con l’evoluzione dei modelli linguistici su larga scala (LLM) come ChatGPT, lo...
Strumenti e dashboard creati con IA generativa: requisiti e vantaggi dei brevetti
![[Consigli di un consulente in brevetti] È possibile ottenere un brevetto per strumenti di ottimizzazione operativa e dashboard aziendali creati con l’IA generativa? Spiegazione approfondita dei requisiti e dei vantaggi](https://www.evorix.jp/hubfs/Gemini_Generated_Image_ed29gted29gted29.jpg)
In un’epoca in cui la promozione della trasformazione digitale (DX) nelle aziende è considerata una priorità assoluta, sta aumentando rapidamente il numero di aziende che sfruttano le “IA generative” — quali ChatGPT, Claude e Gemini — per sviluppare strumenti personalizzati per l’ottimizzazione delle operazioni aziendali e dashboard interne.
Si possono citare, ad esempio, «dashboard che consentono di caricare nell’IA i resoconti giornalieri delle vendite interni degli anni passati e che visualizzano istantaneamente le risposte alle domande dei dipendenti» o «sistemi che classificano e riassumono automaticamente le richieste dei clienti, presentando la soluzione ottimale sullo schermo del responsabile».
Quando si sviluppano questi sistemi proprietari, molti dirigenti e responsabili della trasformazione digitale ci chiedono: «È possibile ottenere un brevetto per i sistemi di ottimizzazione operativa o le dashboard interne realizzati con l’IA generativa?».
Conclusione: sebbene sia difficile ottenere un brevetto se ci si limita semplicemente a «collegare le API dell’IA generativa», è comunque possibile ottenerlo se si soddisfano determinati requisiti, quali l’apporto di soluzioni originali.
In questo articolo, un consulente in brevetti con profonda conoscenza dei settori dell’IA e dell’IT illustrerà in modo approfondito i requisiti necessari per ottenere un brevetto su strumenti di ottimizzazione operativa o dashboard interne che utilizzano l’IA generativa, i casi in cui è più o meno probabile ottenere un brevetto, nonché i notevoli vantaggi commerciali derivanti dall’ottenimento di un brevetto anche per strumenti interni all’azienda.
Punti chiave di questo articolo
- Gli strumenti per l’ottimizzazione delle operazioni e i dashboard aziendali che utilizzano l’IA generativa possono essere brevettati se soddisfano determinati requisiti
- Il «semplice utilizzo di API» rischia altamente di essere respinto per mancanza di carattere innovativo
- L’elaborazione preliminare e post-elaborazione dei dati proprietaria, la creazione automatica di prompt e il controllo dinamico dell’interfaccia utente sono la chiave per l’ottenimento del brevetto
- Anche gli strumenti interni presentano vantaggi in termini di vendita SaaS all’esterno, difesa del business e raccolta di fondi
- L’inventore è, in ogni caso, un «essere umano». L’IA non può essere considerata inventore (legislazione giapponese)
- La pubblicazione di comunicati stampa o articoli su blog tecnologici prima del deposito della domanda comporta un elevato rischio di perdita di novità
Indice
- Gli strumenti creati con l’IA generativa possono essere brevettati?
- I tre requisiti imprescindibili per l’ottenimento di un brevetto
- Esempi concreti di «casi in cui è possibile ottenere un brevetto» e «casi in cui non lo è»
- Tre vantaggi per cui è opportuno ottenere un brevetto anche per gli strumenti interni all’azienda
- Aspetti da tenere in considerazione nei brevetti relativi all’IA generativa
- Sintesi
Capitolo 1: Gli strumenti creati con l’IA generativa possono essere brevettati?
Gli strumenti per l’ottimizzazione delle operazioni aziendali e i dashboard interni che utilizzano l’IA generativa rientrano, ai sensi della legge sui brevetti, nella categoria delle «invenzioni relative al software» o delle «invenzioni relative all’IA» e sono quindi soggetti a protezione brevettuale.
Il diritto di brevetto è il diritto di attuare in modo esclusivo e monopolistico una nuova idea tecnica (invenzione). Al giorno d’oggi, anche i programmi, il software e i modelli di business che li utilizzano sono ampiamente riconosciuti come oggetto di brevetto. L’Ufficio Brevetti sta inoltre concentrando i propri sforzi sulla protezione delle tecnologie relative all’IA e il numero di brevetti concessi è in costante aumento di anno in anno.
Un malinteso comune a questo proposito è la domanda: «Il codice di programma scritto dall’IA è brevettabile?».Ai sensi della legge sui brevetti, il fatto che «chi (o cosa) abbia scritto» il codice sorgente di un programma non costituisce un ostacolo diretto all’ottenimento del brevetto. Ciò che il sistema dei brevetti tutela, infatti, non è la sequenza di caratteri del codice sorgente in sé, bensì l’«idea tecnica (invenzione)» realizzata da tale programma.
Attenzione al malinteso: l’IA generativa è di per sé una tecnologia esistente già ampiamente diffusa. La semplice idea di «aver ottimizzato le operazioni aziendali tramite l’IA generativa» non è di per sé brevettabile. Inoltre, anche il «prompt» – ovvero l’istruzione fornita all’IA – è di per sé solo una convenzione stabilita dall’uomo e tende a non essere considerato un’«invenzione».
Per ottenere un brevetto, l’intero sistema deve soddisfare i «requisiti di brevettabilità» stabiliti dalla legge sui brevetti. Ne parleremo in dettaglio nel prossimo capitolo.
Capitolo 2: I tre requisiti indispensabili per ottenere un brevetto per software e IA
Affinché un sistema che utilizza l’IA generativa sia riconosciuto come brevetto, è necessario che soddisfi i seguenti tre requisiti.
1. Qualità di invenzione (interazione con l’hardware)
Ai sensi della legge sui brevetti, per «invenzione» si intende «la creazione di un’idea tecnica che utilizza le leggi della natura». Poiché il software di per sé è considerato una mera procedura di calcolo, per ottenere un brevetto è necessario indicare nella descrizione tecnica che «l’elaborazione delle informazioni tramite software sia concretamente realizzata utilizzando risorse hardware quali la CPU o la memoria».È richiesto un collegamento concreto con l’hardware, ad esempio: «La CPU del server acquisisce informazioni dal database, le inserisce nel modello di IA per eseguire l’elaborazione e ne visualizza il risultato sullo schermo».
2. Novità (se l’invenzione non sia ancora nota al pubblico)
Per «novità» si intende che, al momento della presentazione della domanda di brevetto, l’invenzione non sia stata resa pubblica. Per quanto rivoluzionaria possa essere una dashboard, se prima della domanda se ne annunciano le specifiche tramite un comunicato stampa o se se ne divulga l’algoritmo su un blog tecnologico, in linea di principio si perde la novità e non è più possibile ottenere il brevetto. La regola ferrea è «presentare la domanda di brevetto prima di qualsiasi divulgazione all’esterno».
3. Progressività (se non sia facilmente intuibile da un esperto del settore)
Il principale ostacolo nei brevetti relativi all’intelligenza artificiale è rappresentato dall’«attività inventiva». Ciò significa che «deve esserci un’ideazione a cui un esperto del settore non possa giungere facilmente partendo dalla tecnica esistente».
Il semplice fatto di «inviare dati testuali a un’API e visualizzarne il riassunto su una dashboard» viene considerato un aspetto progettuale a cui qualsiasi programmatore potrebbe giungere e, pertanto, la domanda verrebbe respinta.Affinché venga riconosciuta la progressività, sono indispensabili caratteristiche tecniche che altre aziende non possano imitare, quali «soluzioni proprietarie di pre-elaborazione e post-elaborazione dei dati» o «meccanismi di generazione dinamica dei prompt».
Capitolo 3: Esempi concreti di «casi in cui si ottiene il brevetto» e «casi in cui non si ottiene il brevetto»
In concreto, quale tipo di dashboard può ottenere un brevetto? Illustreremo alcuni esempi che fanno la differenza.
✗ Caso non brevettabile: semplice utilizzo di un’API
Sintesi: un chatbot che invia i dati testuali delle domande e risposte interne all’API di ChatGPT e visualizza le risposte ricevute così come sono sulla dashboard.
Motivo: si tratta di un utilizzo conforme alle specifiche dell’API esistente, privo di qualsiasi innovazione tecnica originale nella pre-elaborazione o post-elaborazione dei dati. Verrà giudicato come «una semplice automazione delle attività aziendali mediante un’IA generica» ed è estremamente probabile che venga respinto per mancanza di carattere innovativo.
○ Caso ammissibile al brevetto ①: estrazione autonoma dei dati e creazione automatica dei prompt
Sintesi: i manuali specialistici aziendali vengono convertiti in un database vettoriale; le domande ambigue poste dai dipendenti vengono «convertite automaticamente in terminologia specialistica specifica dell’azienda» per consentire la ricerca. I dati estratti vengono ponderati in base alla loro importanza e il sistema costruisce automaticamente il prompt ottimale affinché l’IA fornisca la risposta (perfezionamento della tecnologia RAG).
Motivazione: poiché non si limita al semplice utilizzo della tecnologia RAG (Ricerca, Ampliamento, Generazione), ma presenta soluzioni originali nei processi di elaborazione dei dati (algoritmi del sistema) quali la «conversione automatica delle domande» e la «costruzione di prompt ponderati», può costituire un brevetto solido.
○ Caso di brevettabilità n. 2: Controllo dinamico integrato con UI/UX
Panoramica: dashboard destinata agli operatori di call center. Si tratta di un sistema che trascrive in tempo reale le conversazioni telefoniche con i clienti e ne analizza il tono emotivo, modificando dinamicamente, in base al punteggio ottenuto, il «posizionamento della guida operativa ottimale» e «il colore e l’intermittenza degli avvisi» sulla dashboard.
Motivazione: il sistema non si limita a visualizzare i risultati dell’analisi dell’IA sotto forma di testo, ma li collega al «controllo della visualizzazione della dashboard (modifica dinamica dell’interfaccia utente)». Poiché comporta il controllo specifico dell’hardware (display) finalizzato alla risoluzione di una determinata problematica, è più facilmente riconoscibile come brevetto.
Capitolo 4: Tre vantaggi per cui è opportuno ottenere un brevetto anche per gli strumenti interni all’azienda
Qualcuno potrebbe chiedersi: «Ha senso sostenere le spese di un consulente in brevetti per ottenere un brevetto su uno strumento destinato esclusivamente all’uso interno all’azienda?». Tuttavia, anche nel caso di strumenti interni, l’ottenimento di un brevetto comporta enormi vantaggi dal punto di vista della strategia aziendale.
① Creazione di barriere all’ingresso per una futura «vendita esterna di SaaS»
Gli strumenti di ottimizzazione operativa che hanno prodotto risultati straordinari all’interno dell’azienda sono sistemi che anche le altre aziende del settore desidererebbero ardentemente.In futuro si presenterà sicuramente l’opportunità di pacchettizzarlo come SaaS e commercializzarlo all’esterno (espansione B2B). In tale occasione, se si dispone di un brevetto, sarà possibile impedire legalmente l’imitazione da parte di grandi aziende con ingenti risorse finanziarie o dei concorrenti, consolidando così una posizione di monopolio sul mercato e assicurandosi una nuova fonte di reddito.
② Prevenzione delle diffide per violazione di brevetto da parte di altre aziende (difesa aziendale)
In realtà, lo scopo principale dell’ottenimento di un brevetto risiede proprio nel «tutelare in modo sicuro la propria attività». Se si continua a utilizzare il sistema senza averne ottenuto il brevetto e, in seguito, un’altra azienda dovesse ottenere un brevetto per un sistema simile, si corre il rischio di ricevere un avviso del tipo: «Si tratta di violazione di brevetto; si è tenuti a cessarne l’uso o a pagare i diritti di licenza» (dimostrare il diritto di uso anteriore è estremamente difficile).Ottenendo autonomamente il brevetto, si elimina il rischio di essere citati in giudizio per violazione dei diritti e si può promuovere la trasformazione digitale (DX) in tutta tranquillità. Questo approccio viene definito «domanda difensiva».
③ Miglioramento del prestigio del marchio come azienda promotrice della trasformazione digitale (DX) e effetti positivi sulla raccolta di fondi
Il fatto di «aver ottenuto un brevetto proprio per un sistema di ottimizzazione operativa basato sull’intelligenza artificiale» costituisce un potente elemento oggettivo per dimostrare all’esterno la competenza tecnologica dell’azienda.Non solo aumenta notevolmente il valore aziendale (valutazione) nella raccolta di fondi da parte di investitori e fondi di venture capital, ma costituisce anche un vantaggio estremamente significativo nelle attività di reclutamento di ingegneri IT e data scientist di alto livello, in quanto la società si presenta come «un’azienda all’avanguardia, attiva nella tutela delle tecnologie più recenti».
Capitolo 5: Aspetti da tenere in considerazione nei brevetti relativi all’IA generativa e consulenza con un consulente in brevetti
La presentazione di una domanda di brevetto per sistemi che utilizzano l’IA generativa comporta alcuni aspetti specifici da tenere in considerazione durante il processo di sviluppo.
L’inventore è, in ogni caso, un «essere umano»
In base all’attuale legge giapponese sui brevetti, non è possibile registrare l’IA stessa come inventore. Anche se l’IA abbia scritto la maggior parte del codice, è stato un essere umano a definire il problema da risolvere, a fornire all’IA le istruzioni appropriate e a progettare la struttura complessiva del sistema. Pertanto, l’inventore da indicare nella domanda di brevetto dovrà essere un “essere umano (persona fisica)”, quale ad esempio il project manager o l’ingegnere che ha definito i requisiti.È necessario un adeguato trattamento dei diritti in conformità con il regolamento aziendale in materia di invenzioni d’azienda.
Misure contro la fuga di informazioni (perdita di novità)
Se si inseriscono informazioni riservate o know-how esclusivo della propria azienda nell’IA generativa, queste potrebbero essere utilizzate come dati di addestramento dell’IA, con il rischio di provocare involontariamente una fuga di informazioni (perdita di novità). È fondamentale applicare rigorosamente l’impostazione di opt-out (rifiuto dell’addestramento) oppure utilizzare una versione aziendale sicura. Inoltre, occorre prestare attenzione alle violazioni delle licenze del software open source (OSS).
Scegliere un consulente in brevetti con competenze nei settori dell’IA e dell’IT
La presentazione di domande di brevetto relative all’IA generativa richiede un approccio specialistico completamente diverso rispetto a quello tradizionale per i componenti meccanici. Si raccomanda di selezionare uno studio di consulenza in materia di brevetti sulla base dei seguenti criteri: «Possiede una profonda comprensione delle più recenti tecnologie IT e IA (RAG, integrazione API, database vettoriali, ecc.)?» e «È al corrente delle più recenti tendenze di esame dell’Ufficio Brevetti?».
Curiosità: anche in assenza di un codice sorgente completo, se si dispone di diagrammi di struttura o di transizione delle schermate che illustrano «il flusso di dati in base al quale funziona il sistema», il consulente in brevetti è in grado di valutare adeguatamente la possibilità di ottenere un brevetto.
Riepilogo
Riassumiamo i punti salienti di questo articolo.
- Anche nei sistemi che utilizzano l’intelligenza artificiale generativa, l’ottenimento di un brevetto è pienamente possibile se sono presenti elementi di originalità
- È indispensabile soddisfare i requisiti di «novità» e «progressività», nonché effettuare un’elaborazione concreta delle informazioni tramite hardware
- A differire dal semplice utilizzo di API, sono più facilmente brevettabili le elaborazioni dei dati originali (pre-elaborazione e post-elaborazione) e il controllo dell’interfaccia utente
- La trasformazione in modello SaaS offre enormi vantaggi commerciali, quali la monetizzazione, la difesa dalla concorrenza e l’incremento del valore aziendale
«Questa dashboard AI sviluppata internamente potrà essere brevettata?», «Vorrei consultare al più presto un esperto in materia di brevetti prima che altre aziende la imitino»: se Lei, in qualità di dirigente o responsabile della trasformazione digitale, nutre tali dubbi, La invitiamo caldamente a contattarci per una consulenza.
Vi invitiamo inoltre a consultare gli articoli correlati riguardanti la stretta relazione tra l’IA generativa e i brevetti, nonché le restrizioni relative alle rivendicazioni multiple.
Consulenza gratuita sulla brevettabilità delle dashboard basate sull’IA generativa
“Questa dashboard AI sviluppata internamente potrà essere brevettata?” “D’altronde si tratta di uno strumento interno, quindi probabilmente non è possibile”: rinunciare pensando in questo modo sarebbe un vero peccato. Presso lo studio di proprietà intellettuale Evolix, un consulente in brevetti con una solida esperienza nei settori dell’IA e del software esaminerà il sistema della Sua azienda e Le fornirà gratuitamente una consulenza sulla possibilità di ottenere un brevetto e sulla strategia ottimale per la protezione dei diritti.Saremo lieti di ricevere le vostre richieste di consulenza anche se le vostre idee tecniche non sono ancora ben definite.
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AUTORE / Autore
Takefumi Sugiura (SUGIURA Takefumi)
Avvocato specializzato in proprietà intellettuale, rappresentante dello studio Evolix
Assiste clienti operanti in un’ampia gamma di settori, tra cui IT, produzione, startup, moda e sanità, occupandosi di ogni fase, dalla presentazione delle domande di brevetto, marchio, disegno e modello e diritto d’autore fino ai procedimenti di ricorso e alle cause per violazione.È inoltre esperto in strategie di proprietà intellettuale nei settori all’avanguardia quali IA, IoT, Web3 e FinTech. È membro di diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei Consulenti in Brevetti del Giappone, l’Associazione Asiatica dei Consulenti in Brevetti (APAA) e l’Associazione Giapponese dei Marchi (JTA).